POLITICA & SANITA'

Asl, nuovi direttori entro l’estate Moirano “prenota” le Molinette

La Regione proroga per un solo mese gli attuali vertici delle aziende sanitarie. Nessun commissariamento né "moratoria elettorale". L'ex numero uno della sanità piemontese lascerebbe la Sardegna per guidare la Città della Salute. Il caso Mauriziano-San Luigi

“Non voglio e non ci saranno situazioni provvisorie. La sanità, mai come adesso, ha bisogno di certezze”. L’assessore Antonio Saitta spazza via ogni ipotesi di commissariamento di cui si è vociferato in merito alle nomine dei nuovi vertici di Asl e Aso che arriveranno entro la fine di maggio, dopo la proroga di un mese fissata con una delibera che arriva in giunta stamane.

Questa road map, che passa attraverso i colloqui della commissione le cui convocazioni partiranno da lunedì, ha senza dubbio due effetti. Il primo: eliminare ogni residua possibilità di vedere proseguire il governo della Città della Salute da parte dell’attuale numero uno Gian Paolo Zanetta, attualmente investito del ruolo di commissario giacché il raggiunto limite di età lo ha escluso dall’elenco nazionale degli abilitati alla direzione di un’azienda. Il secondo: affidare l’Asl e l’Aso di Alessandria ciascuna a un direttore e non, come supposto (e forse auspicato) da qualcuno proprio a una figura commissariale in vista dell’eventuale fusione tra le due aziende, prevista da una delibera a partire dal 1 gennaio 2019, che anche per questo oggi appare sempre meno probabile. È pure vero che Saitta ricorda come “i contratti possono essere rescissi” nel caso questo si renda necessario e quindi semmai l’unificazione di Asl e Aso, proposta e sostenuta dall’allora presidente della commissione Sanità e oggi capogruppo del Pd a Palazzo Lascaris Domenico Ravetti, dovesse avvenire uno dei due direttori dovrebbe lasciare. L’eventualità, tuttavia, appare sempre più remota anche perché se la data fissata dalla giunta resta l’inizio dell’anno prossimo (quando di fatto si sarà già in campagna elettorale per le regionali) il percorso a ostacoli è ancora di fatto da incominciare e come riferisce un’autorevole fonte di corso Regina “quella di Alessandria è una situazione molto complessa”.

Non meno facile, sulla carta, si presenta la scelta dalla rosa che verrà fornita dalla commissione, del futuro direttore generale della Città della Salute. Tra i nomi che circolano, a spiccare e godere di maggiori quotazioni nel borsino resta quello dell’ex  direttore regionale della Sanità piemontese e attuale numero uno dell’azienda unica della Sardegna Fulvio Moirano. È nell’elenco anche se ad oggi, essendo nato il 16 dicembre del ’52, ha già superato il limite fissato dalla legge Madia. Questo perché la normativa introdotta dal ministro Beatrice Lorenzin prevede la possibilità di entrare nella lista nazionale se al momento della domanda non si sono compiuti i 65 anni. Superato sul fil di lana questo scoglio, per Moirano potrebbe essere una corsa in discesa quella che lo riporterebbe in Piemonte dove, peraltro, la sua riforma della rete ospedaliera e la sua gestione della sanità non ha certo suscitato unanimi cori di dispiacimento all’atto della sua partenza per l’isola.

Neppure presa in considerazione la richiesta arrivata dalle minoranze in Consiglio regionale di prorogare gli attuali vertici aziendali fino al prossimo anno in attesa della nuova amministrazione regionale: se questa sarà di diverso colore si troverà per almeno un paio d’anni i direttori nominati da quella attuale. Peraltro non sarebbe la prima volta. Così come non è la prima volta che si arriva alle scelte delle figure apicali delle aziende con qualche strascico e qualche ombra che si vedrà solo dopo le decisioni se avranno influito o meno. È il caso, tra gli altri, di quello che da più parti viene indicato come un sempre più stretto rapporto tra l’Ospedale Mauriziano e il San Luigi di Orbassano, finito in una recente interrogazione presentata dal consigliere dei Cinquestelle Davide Bono.

La vicenda riguarda il primariato di Urologia: il vincitore del concorso (il secondo aveva impugnato la decisione lamentando un errato conteggio dei punti assegnati al curriculum) si è poi  trasferito lasciando la sede vacante e il direttore generale Silvio Falco “ha proceduto alla stipula di una convenzione con il San Luigi  - scrive Bono nell’interrogazione -  per prestazioni di consulenza con il direttore dell’Urologia per il periodo dal 1 febbraio 2018 a fine anno, per un totale di 10 ore settimanali”. L’esponente del M5s chiede all’assessore “se ritiene congrue le 10 ore settimanali per un servizio così delicato e impegnativo come la direzione di un reparto” e ancora “come giudica la mancata applicazione della norma che consente di rivolgersi ad altra azienda solo in casi di urgenza” mentre “la figura di un facente funzione va individuata nel personale nel reparto”. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato dei medici Cimo che in una lettera inviata dal proprio legale sollecita l’applicazione della norma ed evidenzia come l’attuale situazione vada “a scapito della qualità del servizio da restarsi all’utenza e con possibili riflessi sul piano della responsabilità dei dirigenti medici e degli operatori n organico”.

Un rapporto piuttosto “intenso” quello tra il Mauriziano diretto da Falco e il San Luigi al cui vertice con il ruolo di commissario c’è Franco Ripa. Il primo è nell’elenco al vaglio della commissione, mentre il secondo è stato escluso da quello nazionale. Dal San Luigi al Mauriziano, in virtù di un avviso pubblico di mobilità indetto da Falco a dicembre del 2016, è passata peraltro la moglie di Ripa, Carmen Azzolina, dirigente medico. Nel bando era stabilito che il passaggio da un ospedale all’altro non avrebbe comportato oneri aggiuntivi per il Mauriziano. Con una delibera del 14 aprile 2017, ovvero 14 giorni dopo l’assunzione, la dirigente è stata promossa, ovviamente con relativo aumento per la retribuzione di posizione: poco più di ventimila euro.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    02:03 Giovedì 26 Aprile 2018 abelardo69 i figli e figliastri...

    tutti si fanno bellamente i fatti loro, la moglie di Ripa va al Mauriziano, pensate sarà stato pagato il favore che Ripa ha fatto all'amico Silvio, chiamando la figlia di Silvio da Asti quando l'ospedale San Luigi aveva appena concluso una selezione con relativa graduatoria per inf.ri, cambiano i tempia ma non i vizi di questi affaristi che non hanno vergogna e pudore di niente...chissà de Silvio viene riconfermato un posticino al trombato Ripa si farà...

  2. avatar-4
    08:19 Sabato 21 Aprile 2018 Paladino nihil sub sole novum.....

    Nessuna novità, oramai sanità disastrosa, assessore inefficiente, direttori scelti con criteri politici o parentali come parte dei primari, siamo a molto peggio di Cota-Monferino.. Dopo la questione finpiemonte se Chiamparino avesse un minimo di coerenza, visto il fallimento morale e gestionale di questa giunta, dovrebbe dimettersi.

  3. avatar-4
    21:55 Venerdì 20 Aprile 2018 GRANTURISMO54 Schifo

    Mai qualcuno per meriti, per bravura ecc. Sempre i soliti, amici degli amici. Quanta tristezza!

  4. avatar-4
    13:44 Venerdì 20 Aprile 2018 Pacioc Certezze di cosa?

    Mah..Saitta non la smette proprio! Le uniche certezze che ci sono sono negative, coi tempi di attesa da sottosviluppo e vergognosi! Dovrebbero essere sostituiti tutti, assessore e direttore della sanità in testa. Chi nominerà mai il Chiampa dopo la selezione? Quali grandi managers attende la sanità piemontese (la peggiore del nord per la pessima organizzazione)? CI saranno dei geni in quell'elenco? Speriamo. Avessero valutato meglio i DG che hanno nominato in precedenza, sarebbe stato molto preferibile. Però, per fortuna, arriverà Moirano alla Città della salute. Siamo salvi...

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