SBANCATI

“Avevamo una banca” Finpiemonte si autosospende

Chiamparino e Ambrosini giocano d’anticipo, prevenendo le probabili conseguenze dell’ispezione di Bankitalia. Assemblea dei soci il 14 maggio per decidere il “riposizionamento strategico” della finanziaria regionale. Ma il finale sembra già scritto

La novità era nell’aria da tempo e si è materializzata nel cda di oggi pomeriggio in Galleria San Federico: Finpiemonte ha deciso di sospendere in via cautelativa l’attività riservata agli intermediari finanziari. La decisione prelude a una possibile inversione di marcia rispetto alla traiettoria impressa con grande convinzione dell’allora presidente Fabrizio Gatti (tuttora in carcere) e trae certamente origine dalle notevoli criticità nel funzionamento della struttura, emerse sia dall’indagine penale che dall’ispezione della Banca d’Italia.

Detto in soldoni: Finpiemonte non potrà più “fare banca” fino al momento in cui i suoi azionisti (la Regione detiene il 99% del capitale) decideranno se avviare l’iter per il ritiro dell’autorizzazione, come pare a questo punto molto probabile. Più d’uno dirà “io l’avevo detto in tempi non sospetti” e, soprattutto col senno di poi, non è facile dargli torto.

Ora la decisione assunta dal presidente Stefano Ambrosini di concerto con il governatore Sergio Chiamparino proprio nel giorno in cui il Consiglio regionale ha definito il calendario delle sedute della indagine conoscitiva: ogni giovedì a partire dal 3 maggio.

Forse però non tutti i mali vengono per nuocere. Se una società non è in grado, per proprie carenze strutturali, di svolgere una certa attività e per di più le capita tra capo e collo una vicenda come quella di Gatti/Piccini/Vontobel, allora è meglio che si ritiri in buon ordine e anche rapidamente. Per tornare in realtà all’antico, cioè ad occuparsi di quello che ha sempre fatto, la gestione dei fondi regionali e comunitari. Al momento non è chiaro quale futuro attenda Finpiemonte: ne discuterà il prossimo 14 maggio l'assemblea dei soci.. Tuttavia pare intenzionata a proseguire nell’assicurare sostegno alle imprese piemontesi e nel garantire l’attività di gestione dei fondi pubblici, nonché a procedere nell’opera di efficientamento e di potenziamento della struttura aziendale. Il tutto per evitare che gli errori dei vecchi vertici ricadano sul nuovo consiglio, tanto meno sui cento dipendenti della società e sui soggetti che a Finpiemonte guardano come indispensabile supporto.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    08:33 Martedì 24 Aprile 2018 Paladino Chiuderla e basta

    Sarebbe opportuno chiuderla e basta. È solo uno dei tanti carrozzoni succhia soldi creati dalle regioni per sistemare amici vari.....

Inserisci un commento