Faccia al muro

Dicono che… ha tutta l’aria di un avvio con largo anticipo della campagna elettorale l’affissione, a tappeto nell’intera provincia di Alessandria, di manifesti da parte del nuovo capogruppo del Pd in consiglio regionale Domenico Ravetti. La sua faccia occupa metà del tazebao, il resto è lasciato a una serie di slogan sulla sanità, materia di cui Ravetti si è occupato come presidente della IV commissione fino a quando, pochi giorni fa, ha preso il posto di Davide Gariglio alla guida della pattuglia democrat di via Alfieri. E anche questo ha suscitato qualche stupore tra i piddini mandrogni, a partire dalla dirigenza peraltro ignara dell’iniziativa che ha scoperto solo passando davanti ai tabelloni. “Più medici, più infermieri, meno poltrone, meno privilegi” promette, almeno pare, l’ex presidente della commissione Sanità che aggiunge a mo’ di chiosa “La salute: il diritto da difendere”. E se su questo nessuno, certamente, nutre dubbi semmai qualcuno proprio nell’Alessandrino e pure nel Pd potrebbe opinare circa i modi con cui la salute viene difesa. Già, perché proprio nella provincia di Ravetti si sono registrate più che altrove proteste sul riordino della rete ospedaliera, ricorsi (poi vinti dalla Regione) da parte di alcuni sindaci (anche del Pd) e perduranti mugugni su alcune scelte in capo alle Asl così come direttamente alla stessa Regione. Materia da maneggiare con cura, insomma, la sanità da quelle parti. Tanto più che un’ulteriore frattura tra favorevoli e contrari, ancora una volta anche all’interno del Partito Democratico, si era aperta ne mesi scorsi di fronte alla proposta avanzata proprio da Ravetti di procedere all’accorpamento dell’Asl con l’Aso, l’azienda che gestisce l’ospedale del capoluogo, l’infantile e il Borsalino.  Ipotesi che, anche nelle parole dell’assessore Antonio Saitta, pare allontanarsi forse fino a svanire. Ad avvicinarsi sono invece le elezioni regionali. Manca un anno, ma Ravetti appena insediatosi sulla poltrona di capogruppo è partito con largo anticipo. Cogliendo tutti di sorpresa.

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