CONCORDIA ISTITUZIONALE

Scambio politico Regio-Gtt Chiappendino a gonfie vele

Affossato a Roma, il dialogo Pd-M5s in Piemonte resiste nella liaison tra sindaca e governatore. Per ricambiare la non belligeranza sulla designazione di Graziosi, Chiara sarebbe pronta a dare l’ok a Foti in corso Turati, manager assai gradito a Sergio

Quel che non si farà a Roma, intesa come Parlamento, continuerà a farsi magari con ancor più concretezza a Torino, intesa come Regione. Che il Governo con i Cinquestelle non s’ha da fare ne oggi né mai lo ha detto con nettezza Matteo Renzi disvelando più di un don Abbondio tra chi aveva ipotizzato sul punto una resa dei conti nella Direzione nazionale. La stessa teorizzazione dei due poli, con quello progressista formato da Pd e M5s, tratteggiata da Piero Fassino ed elegantemente ridotta ad “effetto ottico” dal suo compagno di partito il renziano Enrico Borghi, resta un sogno dell’ex sindaco di Torino guardando il quadro nazionale, ma non se si concentra la visione su ciò che accade proprio nella città che è stato costretto a consegnare alla guida grillina. E ciò che accade potrebbe essere solo un passaggio verso quel che potrebbe succedere tra un anno, quando dalle urne uscirà il responso per il governo della Regione.

Prima di provare a delineare questo scenario serve un breve passo indietro, di appena pochi giorni per ricordare come al fronte dei dialoganti con i Cinquestelle vada iscritto oltre a Fassino anche Sergio Chiamparino e uno di un paio d’anni per non dimenticare come proprio a Torino più che altrove la concordia istituzionale tra Regione e Comune sia diventata spesso un ombrello sotto il quale il governatore si è riparato dalla pioggia di accuse di intelligenza con il nemico o, perlomeno, di aver confermato in più occasione l’immagine del Chiappendino, ircocervo di cui non si trova traccia altrove. Con questo background la teoria sostenuta dai due ex ragazzi di via Chiesa della Salute si presenta di assai più facile applicabilità sotto la Mole e, per esser più esatti, in Piazza Castello che non a Montecitorio e Palazzo Madama.

L’occasione potrebbe arrivare dalla necessità: che dalle urne esca un presidente senza una maggioranza è un’eventualità da mettere nel conto. Lo ha fatto, poco più di un mese fa proprio il consigliere pentastellato Davide Bono in un’intervista allo Spiffero: “Noi, ovviamente, corriamo per vincere, anche se pare profilarsi il rischio che nel prossimo Consiglio non vi sia una maggioranza. Non vedo possibile né un centrosinistra né un centrodestra al 45%, vedo più probabilmente tre forze abbastanza vicine”. L’onda lunga delle concomitanti europee del 2014 e l’effetto Chiamparino, come ne è ben conscio quest’ultimo, non potranno ripetersi. Neppure se, come molti prevedono, sarà l’attuale governatore a correre per la seconda volta per cercare di conservare al Pd e al centrosinistra la guida della Regione. L’anatra zoppa, dunque, è un rischio possibile se non probabile nell’eventualità che il centrodestra non riesca, come immagina e come i dati ad oggi lasciano supporre, a riconquistare quel che ha dovuto cedere anzitempo proprio quattro anni orsono.

In un quadro del genere, ovviamente, l’ala dialogante del Pd potrebbe avere buon gioco per immaginare non tanto un poco probabile accordo preelettorale con i grillini, bensì un sostegno che non è arrivato per il Governo, ma potrebbe palesarsi per la Regione. In fondo nel Lazio, Nicola Zingaretti (un altro dei sostenitori del dialogo con il M5s e negli ultimi giorni in contatti sempre più stretti con Chiamparino) ha aperto su questo fronte una breccia. L’ipotesi fa rizzare il pelo a molti nel Pd, ma del resto non è che il Chiappendino abbia fatto stappare bottiglie di champagne. Tuttavia, pur alternando qualche tensione a molta condivisione, continua a vivere. Certo non sono mancate le occasioni perché Chiamparino sbottasse e dicesse quel che pensava su quella concordia istituzionale sotto la quale si è spesso, se non sempre, riparata la sindaca. Ma alla fine a Torino, intesa come luogo del rapporto tra Comune e Regione o meglio ancora tra Sergio e Chiara, ha continuato e continua a mostrarsi come un laboratorio in cui si sperimenta in concreto, spesso forse troppo, la formula teorizzata da Fassino con involontari risvolti – visto l’esito delle comunali di due anni fa – da sindrome di Stoccolma.

Un rapporto non certo politicamente platonico quello tra il governatore e la sindaca che, proprio per questo, appare ancor più una solida base per future evoluzioni. Non sarà certo un caso che la Appendino è uscita dalla complicata vicenda del Teatro Regio incassando la nomina da parte del Mibac a sovrintendente dell’uomo da lei indicato, William Graziosi. Obiettivo raggiunto dopo che il consiglio di indirizzo ha votato a maggioranza la sua proposta con la sostanziale condivisione della Regione (l’uomo nel cda dell’ente più vicino a Chiamparino, l’ex ingegnere capo del Comune, Giambattista Quirico, si è espresso favorevolmente, mentre al riottoso Filippo Fonsatti, che nel board rappresenta proprio la Regione, è stato “concesso” di non prendere parte alla votazione). Un via libera, insomma, di Chiamparino, certamente non dettato da mera generosità nei confronti della sindaca. Per averne conferma basterà attendere un’altra nomina, quella dell’amministratore delegato di Gtt.

Ottenuta la testa di Walter Ceresa, il governatore avrebbe a sua volta il disco verde dalla Appendino per piazzare al vertice della partecipata del trasporto pubblico locale un manager a lui assai vicino, Giovanni Foti, una lunga carriera tutta interna all’azienda di corso Turati (in strettissimo rapporto con Giancarlo Guiati, presidente Gtt nell’era di Chiamparino sindaco), attualmente direttore generale dell’Atm di Messina. Riconoscenza della sindaca? Semmai la garanzia per lei di un impegno della Regione per salvare la partecipata sommersa dai debiti. Perché un conto è teorizzare le formule e cercare di tradurle in pratica dove, ad oggi, è impossibile, altro è osservare cosa succede concretamente nelle istituzioni. Magari guardando a un futuro più vicino di quanto si immagini.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento