PALAZZO CIVICO

“Caso Pasquaretta” in Sala Rossa, carabinieri in Comune

La sindaca Appendino riferisce in aula sulla consulenza da 5mila euro del suo portavoce al Salone del Libro. E la polizia giudiziaria fa visita al settore Personale per verificare le "bollature". Il gruppo M5s definisce "inopportuno" l'incarico

Arriva in Sala Rossa il caso di Luca Pasquaretta, portavoce di Chiara Appendino al centro delle polemiche per la consulenza 5mila euro ottenuta alla Fondazione per il Salone del libro di Torino, una fattura per una prestazione regolarmente saldata mentre la gran massa dei fornitori attende da tempo i propri soldi. Ma non è questo aspetto a interessare la magistratura che oggi ha inviato i carabinieri ad acquisire gli atti: la procura vuole piuttosto accertare le modalità della collaborazione svolta dal braccio destro della sindaca. Pasquaretta, come gli altri dipendenti pubblici del Comune, per svolgere attività privata è tenuto al rispetto dell'art. 53 della legge sul pubblico impiego, il decreto 165 del 2001 che disciplina i criteri per la legittimità delle attività private che possono essere svolte dai dipendenti pubblici: in particolare, la norma prescrive che non vi sia conflitto di interessi con l'attività svolta dal dipendente presso la pubblica amministrazione da cui prende regolare stipendio e che tale attività, se autorizzata dal superiore gerarchico, venga svolta fuori dal proprio orario di lavoro, magari prendendo ferie o permesso.

Dopo la difesa a oltranza ottenuta dalla prima cittadina ieri durante la riunione di maggioranza di fronte ai consiglieri grillini che chiedevano chiarimenti, oggi è stato il turno del Consiglio comunale. Il capogruppo del Partito democratico Stefano Lo Russo che ha chiesto e ottenuto le comunicazioni in aula, non è affatto soddisfatto delle spiegazioni fornite dalla sindaca. Appendino, infatti, ha difeso il suo collaboratore. “La procedura eseguita è stata corretta”, precisando che il 12 maggio dello scorso anno Pasquaretta “ha fatto richiesta di autorizzazione per attività ultronea a supporto della presidenza della Fondazione per il Libro” proponendo un corrispettivo di 5mila euro “per un massimo di 80 ore” dichiarando che avrebbe svolto l'incarico “fuori dall’orario di servizio”. “Verificata l’assenza di impedimenti - ha aggiunto Appendino - e di conflitto di interessi, è stata concessa l’autorizzazione”.

Dura la replica di Lo Russo che ha accusato la prima cittadina di completa mancanza di onestà intellettuale: “Lei sa benissimo, sindaca, come sono andate le cose e che il modulo con cui Pasquaretta chiede il via libera dichiara che tale attività sarà svolta fuori dal l’orario di servizio. Pasquaretta quando svolgeva questa attività di consulenza da 80 ore era in servizio per il Comune o no? E non entro nel merito se era o non era in conflitto di interesse. Da un mese attendo gli atti dalla Fondazione e vedremo i contenuti di quel contratto. Se quella prestazione è stata svolta andava svolta fuori dagli orari di lavoro. Quella prestazione è stata pagata da una fondazione che è andata in liquidazione e che non ha ancora pagato centinaia di fornitori. Il fatto che il suo addetto stampa abbia preso i soldi e gli altri no mi scusi, sindaca, non è normale. Soprattutto perché c'è chi sta lavorando gratis per far partire giovedì il Salone del libro, manifestazione che dà lustro alla città. È nostra intenzione approfondire la questione”. E annuncia, a nome di tutta l’opposizione, la presentazione di una interpellanza generale e la discussione del “caso” in commissione controllo di gestione. Una vicenda che, con buona pace della Appendino, imbarazza il Movimento 5 stelle, il sui gruppo consiliare definisce "inopportuno" l'incarico, prendendo nei fatti le distanze.

“Ferme restando le verifiche sul profilo di legittimità e legalità dell’incarico ricevuto, su cui, apprendiamo dagli organi di informazioni, le forze dell’ordine stanno acquisendo della documentazione, e dalle quali attendiamo gli sviluppi, il gruppo consiliare ritiene che sia stato inopportuno il conferimento di detto incarico soprattutto alla luce del ruolo rivestito allora e a tutt’oggi dallo stesso Pasquaretta”. Così la maggioranza grillina in Sala Rossa scarica di fatto il portavoce della sindaca Chiera Appendino in Sala Rossa, al termine del dibattito in aula sulla consulenza fornita lo scorso anno al Salone del Libro e liquidata con 5mila euro.

Una presa di posizione almeno in parte distante da quella della prima cittadina, che invece ha provato a difendere il suo primo collaboratore dalle bordate dell'opposizione. Il gelo calato su Pasquaretta dai banchi della maggioranza era già emerso durante la riunione della capigruppo quando nessuno dei grillini ha chiesto di secretare la seduta e consentendo che la discussione avvenisse a favore di taccuini e telecamere. Un altro segnale è arrivato durante in Sala Rossa, quando nessuno dei consiglieri ha preso la parola per difendere Pasquaretta, lasciando alla sola sindaca questa incombenza.

Intanto, la polizia giudiziaria ha fatto visita al settore Personale del Comune per verificare le “bollature” del pitbull di Appendino. A disporre gli accertamenti è stato il pm Gianfranco Colace, che già si occupa dei vari aspetti legati alle precedenti edizioni della kermesse libraria. Nel caso di Pasquaretta, secondo quanto si apprende, non sono ancora state formulate ipotesi di reato. Potrebbe configurarsi un'ipotesi di truffa, se il portavoce avesse svolto l'attività di consulenza in momenti in cui era in servizio in Comune. Quel che si vuole accertare è se tra il 16 e il 31 maggio dello scorso anno, il periodo in cui ha collaborato con il Salone, Pasquaretta ha continuato a svolgere il proprio incarico di addetto stampa della sindaca. 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:21 Martedì 08 Maggio 2018 dedocapellano Uno spunto per una "idagine" seria............Diamoci delle priorità !

    Costamagna CEO di CDP dal 2012 al 2015 è stato presidente di Salini Impregilo ed guarda caso....... Il Gruppo CDP conferma il proprio impegno nel real estate a supporto delle imprese italiane, chiudendo la prima operazione del settore negli Emirati Arabi. L’iniziativa riguarda il sostegno, attraverso un finanziamento da 300 milioni di dollari, alle forniture assegnate al gruppo industriale Salini Impregilo per la realizzazione del primo lotto di un nuovo centro commerciale a Dubai, il Meydan One Mall.

  2. avatar-4
    18:44 Lunedì 07 Maggio 2018 dedocapellano Stato giustizialista per giustizialista ....... tanto vale andare in fondo!!

    Visto che siamo ormai in uno "Stato giustizialista" perché non si prendono provvedimenti verso società quali la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che è un Ente pubblico (I soldi sono dei risparmiatori delle Poste Italiane) che partecipa a "scalate" e "contro scalate" prima in Alitalia e adesso in TIM......

  3. avatar-4
    14:40 Lunedì 07 Maggio 2018 Paladino Detti

    Qualcuno che portava jella disse "molti nemici molto onore" in verità la pratica ha dimostrato che i molti nemici si mettono d'accordo e, invece di molto onore", arrivano "molte botte"......

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