ECONOMIA DOMESTICA

La ripresa c’è, per il momento

Crescono produzione manifatturiera e investimenti nel primo trimestre 2018 però il rischio di una imminente guerra commerciale mette in pericolo l'export. Tutti i dati dell'indagine congiunturale

L’economia del Piemonte si conferma in ripresa. Le aspettative per il 2018 sono positive, ma restano ombre su un arco temporale più lungo. È questa l’indicazione che arriva da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Unioncamere e Confindustria, che hanno fatto il punto sullo stato di salute della manifattura piemontese in un convegno presso UniManagement. Archiviato un 2017 di crescita sostenuta, almeno rispetto agli standard del decennio precedente, il Piemonte affronta un 2018 che sotto molti aspetti si prospetta più incerto. Nell’immediato, le previsioni di crescita restano positive, ma presto potrebbero arrivare delle frenate soprattutto a causa di un contesto nazionale e internazionale che presenta delle insidie: “Il rischio principale nasce da una possibile escalation del protezionismo, con il concreto pericolo di guerre commerciali che finirebbero per penalizzare le industrie, particolarmente in Piemonte dove il livello di esportazioni è più elevato. A ciò si aggiunge il possibile protrarsi della fase di instabilità e debolezza politica che potrebbe pesare negativamente sul nostro paese” fa notare il presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli, assente al convegno per una concomitante riunione del cda del Banco Bpm e rappresentato dal numero uno dei Giovani industriali Giorgio Garola.

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Secondo le proiezioni più recenti, nel 2018 il pil piemontese dovrebbe crescere dell’1,8%, in linea con il risultato del 2017. Export (+4%) e soprattutto investimenti (+3,6%) dovrebbero rimanere i driver principali della ripresa, anche se il previsto rafforzamento dell’euro potrebbe rallentare la dinamica dei mercati esteri. Più deboli i consumi: l’occupazione cresce molto poco, il potere di acquisto risente della stagnazione delle retribuzioni, la spesa pubblica è in stallo. Le attese delle nostre imprese per il secondo trimestre restano tuttavia favorevoli: crescono ancora ordini e produzioni e si rafforza il clima di fiducia.

L’indagine si è focalizzata sulle 41.522 imprese manifatturiere piemontesi, settore che nel I trimestre 2018 resta in salute: la produzione cresce del 2,7%, gli ordinativi interni dello 0,4% e quelli esteri del 5,5%. Il fatturato totale segna un +3,9%, di cui quello estero tocca un +6,0%. Buone le performance delle produzioni delle industrie elettriche ed elettroniche (+5,9%), industrie dei metalli (+5,7%) e industrie meccaniche (+3,7%): tutti settori che fanno parte di quell’industria 4.0 a cui stanno lavorano le Camere di commercio italiane e piemontesi per accompagnare le nostre imprese lungo la strada dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico. “È questa la vera sfida che deve vincere il tessuto imprenditoriale regionale: superare vecchie logiche di produzione e organizzative e guardare con fiducia ai mercati internazionali” ha commentato Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte. A livello piemontese la provincia che fa registrare il miglior risultato per la produzione industriale è Alessandria che cresce del 7 per cento.

“L’economia del Piemonte si conferma in ripresa – ha sottolineato Stefano Gallo, regional manager Nord Ovest di UniCredit – come conferma l’incremento, da noi registrato, delle nuove erogazioni alle aziende corporate del territorio che nel corso del 2017 sono praticamente raddoppiate (+95%) rispetto all’anno precedente”. Un quadro confermato anche da Cristina Balbo, direttore regionale Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta di Intesa Sanpaolo: “Le nostre aspettative per il 2018 sono positive, in particolare per le imprese del settore metalmeccanico, del manifatturiero, dell’alta tecnologia, dei servizi avanzati, del turismo e dell’agroalimentare. Nel contesto torinese è in ripresa anche il settore delle costruzioni, per quanto riguarda le ristrutturazioni e il nuovo residenziale”. Anche per quanto riguarda Intesa Sanpaolo si registra un aumento delle erogazioni in Piemonte che nel primo quadrimestre crescono del 10 per cento raggiungendo la somma di 1,1 miliardi. “Ci aspettiamo – ed è un segnale particolarmente importante, sottolinea Balbo – un ulteriore slancio dei nuovi investimenti. Secondo una nostra rilevazione, i 200 gestori imprese interpellati, che prestano servizi e consulenza a 16mila imprese clienti, si aspettano, oltre a una crescita dei fatturati, nuovi investimenti trainati principalmente dal perdurare degli incentivi fiscali, dall’alto livello della domanda e degli ordini in portafoglio e dalle condizioni favorevoli di accesso al credito. Lo vedremo in particolare in settori come il turismo, l’alta tecnologia e l’agroalimentare, dove la componente estera è particolarmente significativa e dove il Piemonte dei distretti sta crescendo del 14,4 per cento rispetto a una media nazionale del 5,3”.

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