LE DUE CITTA'

Il Pd riparte dalle periferie

Due iniziative nelle zone di Torino un tempo feudi della sinistra, passate a votare Cinquestelle e oggi deluse pure dall'amministrazione grillina. Si inizia dalle Vallette, quartiere simbolo del trionfo di Appendino nel 2016

Sono passati meno di due anni ma sembra una vita. Da quando Chiara Appendino sul palco allestito in piazza Montale, cuore del quartiere Vallette di Torino, chiudeva una campagna trionfale, affiancata da Alessandro Di Battista e Roberto Fico, che intanto è diventato presidente della Camera. “Onestà onestà” gridavano i cittadini di quella periferia a Nord del capoluogo che stavano per riversare nelle urne tutta la loro delusione a suon di preferenze. Poche ore dopo sarebbe arrivato il trionfo al ballottaggio contro Piero Fassino.

Domani, da quella stessa piazza, il Pd prova a riaprire un contatto con le periferie. Sedotte e tradite da vent’anni di centrosinistra, con riqualificazioni al palo, l’insicurezza – quella percepita e quella reale – a ogni angolo e il lavoro che se n’è andato via assieme alle tante aziende che hanno delocalizzato. “Dopo due anni di Appendino dove sono finite le periferie?” è il titolo di l’incontro promossa dalla segretaria del circolo Vallette Mary Gagliardi assieme al capogruppo in Sala Rossa Stefano Lo Russo.

In uno dei momenti più difficili dell’amministrazione grillina, dopo l’emorragia di voti alle politiche e l’offensiva giudiziaria su Luca Pasquaretta, con la Corte dei Conti all’orizzonte pronta a verificare la tenuta delle casse cittadine dopo il piano di rientro approvato in Consiglio, per la prima volta i dirigenti democratici provano a mettere il naso oltre il quadrilatero romano, zona da tempo off limits.

Anche il luogo scelto per questo direttivo aperto del circolo non è casuale. La piazza Montale che incoronò la sindaca prima del ballottaggio, la stessa piazza Montale in cui lo scorso novembre vennero sfregiate le luci d’artista, portate in periferia dalla prima cittadina in versione Maria Antonietta (“Se non hanno più lavoro diamo loro le lucine”). La stessa piazza Montale in cui quei comitati e associazioni che hanno sostenuto per anni il Movimento si sono incontrati pochi giorni orsono per contestare Appendino e la sua amministrazione al grido di “No Olimpiadi”. Una iniziativa che ha visto tra gli organizzatori la pasionaria delle Vallette, quella Deborah Montalbano entrata in Consiglio come icona di quei quartieri abbandonati e da pochi mesi uscita polemicamente dal M5s per accomodarsi tra i banchi dell’opposizione.

Da Nord a Sud la federazione subalpina del Pd guidata da Mimmo Carretta ha deciso di riaprire il canale con i quartieri più lontani dal centro, sfruttando gli eletti in Sala Rossa, la prima linea impegnata nell’opposizione alla sindaca pentastellata. Lunedì il dibattito si sposta a Mirafiori: “Che fine ha fatto il progetto di chiusura del campo nomadi di corso Tazzoli?” s'intitola l'iniziativa organizzata dal segretario della sezione Bruno Zucca al centro d’incontro Cimabue in via Rubino. “Discuteremo del progetto di smantellamento del campo che avevo elaborato assieme a Fassino – spiega Lo Russo, che è iscritto proprio in quel circolo -. Lo scorso luglio Appendino lo ha revocato ma ancora non ha spiegato quale sia la sua alternativa”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    23:59 Venerdì 11 Maggio 2018 gastone PD TORINESE: VERGOGNA, MAXIMA VERGOGNA!

    Che la sinistra torinese si arrabatti per tentare di riconquistare le periferie è un fatto a dir poco VERGOGNOSO!. Negli ultimi 15/20/25 anni la sinistra torinese si è dedicata pancia a terra a conquistare e frequentare i SALOTTI BENE, per anni si è dedicata allo scimmiottare i "FIATtini" con atteggiamenti e leccate di piedi da manuale (quanti ex dirigenti FIAT sono stati assorbiti dalle Amministrazioni torinesi come consulenti, etc.etc.?!), dopo aver concentrato tutto l'impegno, per decenni, sui centri storici e la loro rivalutazione (vedi Quadrilatero Romano per dirne una, era Castellani, coinvolta più che proficuamente la DEGA... ), grazie anche ad operazioni concertate che dovevano produrre miglioramenti e rivalutazioni economiche stellari rispetto a quartieri centrali considerati fruttuosi evidentemente in base a calcoli economico/finanziari che dovevano rendere parecchio ai costruttori e ai politici. Le periferie per decenni sono state evidentemente ritenute indegne nei disegni di questa così "civile e democratica sinistra" (e/o centro sinistra) torinese. Le periferie potevano nei loro disegni, evidentemente, andare allo sfascio, allo sbando, allo spappolamento socio/culturale...tanto ai signori dei salotti collinari e/o crocettini che poteva importare? La sinistra torinese è responsabile da decenni dello sfascio delle periferie, del loro degrado, del loro disfacimento soprattuto dopo il vergognosissimo abbandono della città da parte di mamma FIAT e dopo la devastante appropriazione da parte di immigrati privi di qualunque regola, controllo, legge, a loro volta sbattuti in realtà senza legge. La sinistra torinese penosissima e radical chic meriterebbe in questo miserabile e vergognoso tentativo una ulteriore, pesantissima legnata da parte dei cittadini più vessati: con la sofferenza di centinaia di migliaia di cittadini NON SI SCHERZA!

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