ALLARME VERDE

Lega di lotta e di governo, cortocircuito a Torino

L'alleanza di governo con i Cinquestelle crea non pochi grattacapi al Carroccio subalpino. Come concilierà l'opposizione ad Appendino in Sala Rossa? Nessuno discute la linea del Capitano ma nel partito c'è chi paventa la perdita di consensi

Si fa presto a dire: di lotta e di governo. Facile se non si è imperniato il ruolo di opposizione non facendone passare una al sindaco, anzi alla sindaca, icona municipale della forza politica che adesso sei ad un passo dal trovarti alleata al governo del Paese. Se c’è una poltrona che il nascituro esecutivo Lega-M5s renderà più scomoda di tutte, questa sta in Sala Rossa, e accoglie uno dei più battaglieri componenti del consiglio, il leghista Fabrizio Ricca. Forse appena un po’ meno irto di puntine da disegno lo scranno dell’uomo che il Carroccio aveva scelto come candidato sindaco: Alberto Morano, il notaio “civico” e quindi non irreggimentato nelle truppe al seguito e agli ordini del Capitano, il problema se lo porrà di meno, ma a Torino la traduzione politica di quel bacio tra Matteo e Giggino, imbarazza più della stessa immagine prontamente cancellata da un muro di Roma.

Nulla trapela, per ora, sugli sviluppi in chiave locale del governo giallo-verde in gestazione tra Montecitorio e Pirellone, ma sotto la Mole l’imbarazzo cova e i timori crescono. Di certo, sempre ragionando nell’ipotesi che Salvini e Di Maio trovino la quadra e il Governo nasca, si potrebbe assistere a un che di mai visto e imprevedibile: alleati a Roma e nemici a Torino. A quel punto quale sarà l’atteggiamento della Lega – perché qui non si tratta (solo) della posizione di un consigliere, bensì del partito – nei confronti della sindaca e, quindi, dei Cinquestelle e viceversa? Continuerebbe la Lega a mettere l’hashtag #senzavergogna davanti alle accuse rivolte a Chiara Appendino, come fatto sulla vicenda dei licenziamenti di Gtt, solo per citare il caso più recente? “Quelli dei centri sociali che sfilano al corteo dei lavoratori sono come i vegani alla sagra della salamella ma il M5s non lo sa e tutte le volte ci sfila assieme” aveva scritto Ricca il primo maggio, con l’immancabile #senzavergogna. Pochi giorni prima dal banco leghista l’ennesimo attacco: “Appendino nomina (senza bando) alla guida del Teatro Regio un signore che in un teatro con 10 (dieci) dipendenti ha fatto un buco da 600mila euro, sfiduciato dal sindaco di Ancona e richiamato dal prefetto per la sua pessima condotta manageriale. Come dire, a Torino gli amici contano più della meritocrazia”. Per dire, dell'altro hashtag, ancor più esplicito, #AppendinoVattene, brandito come una clava sui temi "sensibili" (della Lega): Moi, immigrati, campi nomadi, suk e via dicendo.

Ma quanto conterà l’alleanza per il Governo, sia pure mal mascherata da “contratto” come gli stessi grillini ripetono negando un’evidenza della grammatica basilare della politica, sulla posizione del Carroccio nella città dove il partito di Salvini è fieramente all’opposizione e su quel ruolo fonda la sua ragion d’essere nonché una crescita nelle urne? A proposito di elezioni, per dare l’idea di quanto poco gradito possa risultare diventare “alleato” del M5s alla Lega a Torino giova ricordare l’attacco di gastrite che si dice avesse colto proprio Ricca quando Salvini interpellato alla vigilia del ballottaggio affermò: “Se fossi di Torino, piuttosto che il Pd voterei per Appendino”. Uno sbilanciamento che lasciò basiti anche altri, nella dirigenza piemontese del Carroccio, certo più propensi a indicare al secondo turno la comoda via del mare, piuttosto che quella azzardata verso i pentastellati. A leggerlo oggi, quell’invito del leader leghista assume tutt’altro significato che, probabilmente, era fin d’allora quello autentico.

Se così sarà, se il rapporto tra le due forze politiche non potrà essere a Torino troppo diverso da quello che ormai si sta per concretizzare a livello nazionale, non ci vorrà molto a scoprirlo. Questo non significa un passaggio indolore per chi rischia di dover se non abdicare, certo ammorbidire il suo ruolo di opposizione dura e pura, consegnandolo di fatto alle altre minoranze: il Pd e una Forza Italia che non voterà la fiducia al Governo. Con una prospettiva, ancora una volta a Torino, lontana appena un anno dalle regionali dove se una parte dei democrat pare (ancora) cullare l’idea di aprire un dialogo con i Cinquestelle, la Lega (ad oggi) sarà alleata con il partito di Berlusconi e Fratelli d’Italia. Il Carroccio, è cosa nota, ha sempre raccolto più voti nel resto della regione rispetto al capoluogo. La critica puntuale e senza infingimenti all’operato della giunta Appendino potrebbe ridurre quel divario. Sempre che la Lega riesca a rimanere di lotta a Torino e di Governo a Roma.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    20:39 Domenica 13 Maggio 2018 Veritas2015 Premio MONGOLINO D\'ORO

    Lega e m5s sono il nulla mischiato al niente. L\'italiano medio e indirizzato all\'uso costante di vaselina

  2. avatar-4
    12:44 Domenica 13 Maggio 2018 moschettiere Innegabile

    Il paradosso di essere alleati di governo e avversari elettorali è palese e insostenibile. Regionali ed Europee sono alle porte e vedranno Lega e 5S si fronti opposti? Situazione che denota una palese debolezza programmatica, ma anche (ancor più preoccupante) una totale disponibilità a qualsivoglia compromesso pur di arrivare al "potere". Indubbiamente sussiste una grave incompetenza e superficialità. Da ambo i lati. Occorre, ad esempio, notare che il "Duo Primavera" discute da giorni su quello che chiamano "contratto di governo" a livelli quasi demenziali: sono confronti di intenti senza alcuna competenza sulla realizzabilità pratica degli stessi. Stanno discutendo su riforme senza valutarne le coperture!! "Ti piace la Ferrari?" "Si si dai compriamola!" ...senza sapere il prezzo e se esiste il denaro necessario! Una follia. Mattarella nel discorso su Einaudi non ha mancato di fare un chiaro riferimento a questo ulteriore assurdo. Siamo davvero alla frutta?

  3. avatar-4
    10:34 Domenica 13 Maggio 2018 Wlalega2015 Zitti e obbedire

    La lega subalpina ha un valore semplicemente perché c’è uno come Salvini nonostante sia un traditore, tradire in lega è usanza ( basta vedere il passato, da Bossi a certi personaggi che chiedono sostegno e poi abbandonano i suoi sostenitori ( vedi regione ) ) di vecchia data. Ritornando a bomba la lega subalpina a personaggi di quarto grado inesistenti i nuovi eletti Sono dei miracolati e ne sono coscienti loro stessi. Di conseguenza consiglio se si vuole essere rieletti di stare tranquilli e se vi dicono di baciare la Appendino fatelo e basta. d’altronde ci siete abituati srotolare la lingua a comando

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