PALAZZO LASCARIS

La ludopatia non è un gioco
Botta e risposta tra Pd e FI

Il dem Rossi attacca l'azzurra Porchietto: "Si scaglia contro una legge che lei stessa ha votato". La replica: "Ammetto i miei errori". Ma il vero problema è che il provvedimento non sta dando i risultati sperati. E pure Roma storce il naso

“La legge sulla ludopatia approvata dal Piemonte non è contro il gioco ma contro il gioco patologico”. Difende una riforma condivisa da tutto il Consiglio regionale Domenico Rossi, esponente novarese del Pd, recentemente nominato a capo della Commissione Sanità di Palazzo Lascaris. Nonostante la “irritazione” del ministro Padoan e i timori del governo sulle minori entrate per lo Stato che la legge piemontese potrebbe provocare, come riportato dallo Spiffero, nel centrosinistra non c’è al momento nessuna intenzione di arretrare. “Il gioco d’azzardo patologico è una vera e propria tassa sui più deboli – prosegue Rossi – non è da qui che lo Stato dovrebbe far cassa”.

La norma della Regione ha bandito le apparecchiature che si trovano a meno di 500 metri da luoghi sensibili come scuole, chiese, case di cura o sportelli bancomat. C’è tempo fino al 2021 per adeguarsi e chi non lo fa rischia per ogni controllo sanzioni da 2 a 6mila euro. Tanto basta per sconfiggere una piaga sociale ormai diffusa su tutto il territorio nazionale? Al centrosinistra basterebbe che offrisse un contributo alla causa anche se per il momento le perplessità sono molte anche per gli effetti che sta provocando a partire dalla diffusione del gioco illegale. Tra gennaio e aprile 2018 il volume di giocate è sceso del 3,8 per cento rispetto all’anno prima, passando da 1,6 a 1,5 miliardi.

La polemica si estende poi ai banchi dell’opposizione dopo le critiche piovute sulla riforma regionale dall’azzurra Claudia Porchietto, secondo la quale il Piemonte “è corso dietro alla demagogia, mettendo in ginocchio un settore, quello delle macchinette legali nei bar, senza sconfiggere le patologie”. “Curioso che a dirlo sia lei che quella legge l’ha votata – ribatte Rossi – e anzi si è espressa pure favorevolmente all’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio, in cui tutta l’aula alla fine del 2017 hanno ribadito il proprio sì alla legge”.

Accuse che la Porchietto respinge senza esitazione: “So benissimo di essere stata tra coloro che hanno appoggiato quella riforma – afferma la neo deputata di Forza Italia –. Io infatti ho detto che abbiamo tutti sbagliato, non che gli altri hanno sbagliato. Ora però mi sono resa conto dell’inefficacia della legge e ammetto i miei errori”. 

Chi invece non cambia idea è il Movimento 5 stelle regionale che definisce la legge piemontese “un’eccellenza nazionale” essendo “quella più restrittiva e viene presa come esempio da altre Regioni. Una legge scomoda, lo dimostrano i continui attacchi che ha subìto da parte delle lobbies e di alcuni esponenti politici che in un primo momento l’avevano addirittura votata. Per essere efficace è necessario attuare quanto prima il Piano di contrasto e prevenzione. Continueremo a vigilare ed a tenere alta l’attenzione su questo fronte”. Curioso, a questo punto, capire quale atteggiamento avrà il futuro, eventuale, governo vista la posizione intransigente dei grillini a fronte di una Lega decisamente più di manica larga sull’argomento.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:56 Mercoledì 16 Maggio 2018 silvioviale PROIBIZIONISMO

    Il proibizionismo non funziona neanche con il gioco d'azzardo.

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