GRANDI OPERE

Tav, dietrofront di Salvini e Di Maio

Nell'ultima bozza del contratto di governo ulteriormente "limato" il passaggio sull'alta velocità fra Torino-Lione. Nessuno stop ai lavori. Via libera anche al Terzo valico. E Foietta smentisce Castelli - DOCUMENTO

È durata 24 ore la sospensione dei lavori della Tav nella bozza del contratto di governo tra M5s e Lega. Nell’ultima versione dell’accordo, dopo le correzioni di Matteo Salvini e Luigi Di Maio dei punti più controversi, si parla di una generica ridiscussione del progetto ma sempre “nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. Si va dunque verso una revisione del progetto, che per i due capi politici va rimesso in discussione. Ma non si parla più di uno stop ai lavori della Tav come risultava dal testo circolato ieri. Nella bozza visionata stamani da Di Maio e Salvini l’alta velocità, in cui la parte in questione era evidenziata in rosso perché rimessa al loro giudizio, c’era scritto: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Con riferimento invece alla realizzazione del terzo valico ci impegniamo al completamento dell’opera”. Nel documento rivisto dai due leader, ora al vaglio del tavolo tecnico per le ultime limature, c'è scritto: “Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo ridiscuterne integralmente il progetto nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia”.

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Una marcia indietro dei due leader dovuta probabilmente anche alla sollevazione non solo (e non tanto) del mondo politico (dal Pd a Forza Italia), ma soprattutto per l’opposizione alla sospensione manifestata da associazioni datoriali come Confindustria, Aniem e Amma e pure dai sindacati, a partire dalla Cgil. “Torino non può diventare merce di scambio nelle trattative sul programma” ha detto Dario Gallina, presidente dell’Unione Industriale del capoluogo piemontese.

E in questo senso pare una difficile arrampicata sugli specchi quella in cui si diletta la parlamentare grillina Laura Castelli, secondo la quale l’ultima versione del contratto, sulla Torino-Lione, “rende più forte la nostra lotta perché appellarsi all’accordo tra Italia e Francia è modo concreto per evidenziare l’inesistenza del presupposto alla realizzazione dell’opera. È scritto all’articolo 1 dell’accordo che richiede la saturazione (traffico minimo per giustificare l’opera)”. Affermazioni smentite dal Commissario di governo Paolo Foietta, il quale ricorda che “la Castelli fa riferimento a un accordo del 2001, poi modificato da quelli successivi del 2012 (ratificato con la legge 41 del 2014) e quello del 2015 (legge 1 del 2017) in cui non si fa nessun riferimento al tema della saturazione della linea”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    08:25 Venerdì 18 Maggio 2018 Dimitri La verità?

    Sorry ma l'accordo del 2001 non è stato mai abrogato bensì ratificato e l'affermazione dell'arch. Foietta di "superato", per quanto concerne il diritto, non rileva.

  2. avatar-4
    02:10 Venerdì 18 Maggio 2018 gastone Chi ancora sa di POLITICA?

    Chi conosce i complessi meccanismi politici italiani? (Machiavelli dovrebbe essere il più importante MAESTRO dei nostri amministratori locali e nazionali!!). Non sappiamo quale cultura politica informi i nostri attuali governanti, ma ci auguriamo FORTEMENTE che siano più colti e preparati e determinati dei predecessori che sono stati in grado di distruggere, grazie alla loro prosopopea e alla loro ignoranza, una città come Torino, ben vengano cambiamenti migliorativi...Torino ne ha bisogno come mai!!!

  3. avatar-4
    19:53 Giovedì 17 Maggio 2018 moschettiere Lo abbiamo capito

    Pur di arrivare alla poltrona si è disposti a tutto. Senza dignità, né barlume di coerenza. Insomma persone tutto d'un pezzo, di cui ci si può fidare. Sereni.

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