POLITICA & SANITA'

Sanità, scelti i nuovi direttori
(anche per la prossima legislatura)

Comunicato l'esito ai candidati che non hanno passato la selezione. Ora la giunta Chiamparino provvederà a nominare i nuovi vertici e lascerà in eredità al prossimo governo regionale assetti aziendali e albo dei manager

Sei fuori. Le parole non sono quelle che usava Flavio Briatore per eliminare i concorrenti di The apprentice, ma il senso è lo stesso: gli aspiranti direttori generali di Asl e Aso che ieri pomeriggio hanno ricevuto in posta certificata la mail inviata dal direttore regionale della Sanità, Renato Botti, sono a tutti gli effetti esclusi da questo giro di nomine. E, come si vedrà, non solo da questo. Intanto a cogliere di sorpresa gli esclusi è stata proprio quella comunicazione di cui nessuno aveva mai sentito parlare e utilizzata in questa occasione per la prima volta. Che i colloqui davanti alla commissione - partita con ritardo anche per via del noto inciampo della nomina (poi revocata) del presidente di Amos, Oddone de Siebert – fossero ormai terminati e si approssimasse il passaggio in giunta delle nomine per rispettare la scadenza prorogata a fine maggio era noto. Al contrario, avvisare non chi è stato promosso, bensì coloro che il colloquio non lo hanno superato – com’è scritto nella mail – ha lasciato basiti molti dei destinatari.

La rosa dei nominabili, o meglio le rose visto che la commissione - composta da Maria Michela Gianino, Raffaella Saporito e Massimo Tarantino, quest’ultimo nominato da Agenas e parso a molti degli esaminandi come una sorta di primus inter pares -  aveva l’incarico di predisporre un numero di papabili alla direzione generale per ogni specifica azienda, sia seguendo le preferenze chieste all’atto del bando, sia valutando curriculum e attitudini degli aspiranti, sono ormai nelle mani dell’assessore Antonio Saitta. Voci ricorrenti danno per assai probabile se non certa la convocazione di una giunta straordinaria per procedere con le designazioni dei nuovi (o riconfermati) vertici delle aziende sanitarie, prima della riunione dell’esecutivo di piazza Castello già in programma per venerdì. Solo allora si potranno sciogliere dubbi su alcuni direttori dati per traballanti e su altri classificati tra i blindati, ma soprattutto scoprire su chi sarà caduta la scelta per la poltrona più importante, ovvero quella di numero uno della Città della Salute. Arriverà un manager da fuori come si sussurra in alcuni ambienti, oppure tornerà dalla Sardegna il predecessore di Botti in corso Regina, Fulvio Moirano. Di certo lui la mail non l’ha ricevuta: stabilire che l’ex numero uno di Agenas e poi padre (padrone) della riforma della rete ospedaliera piemontese bocciato non ha superato il colloquio equivarrebbe a un terremoto nella sanità, con epicentro Torino e scosse ancora forti a Roma così come nell’isola dov’è stato voluto dal governatore democrat Francesco Pigliaru.

Non ha, peraltro, neppure traballato un bicchiere sui tavoli della giunta di Sergio Chiamparino e della scrivania di Saitta quando dalle opposizioni, centrodestra e M5s, era stata avanzata la richiesta di non procedere alle nomine quando ormai manca un anno al termine della legislatura. L’idea di una proroga degli attuali vertici aziendali, lasciando a chi sarà chiamato a governare la Regione dalla prossima primavera una scelta che, pur ammantata di tecnicalità, resta pur sempre politica era stata scartata a priori, rispedita al mittente. Ma è in un’altra spedizione che si nasconde, poi non troppo, l’eredità che l’attuale governo regionale lascerà a quello che gli succederà. Le mail spedite ieri da Botti, infatti, non sanciscono soltanto l’esclusione da questa tornata di nomine, ma di fatto pongono al di fuori dell’elenco del Piemonte coloro che non hanno superato il colloquio.

Quella che potrebbe apparire una questione di forma, quasi una gentilezza nell’avvisare che è inutile sperare di andare a dirigere dal mese prossimo un’azienda, in realtà è (anche) un’ipoteca messa sulle scelte future che una giunta nuova e di diverso colore intendesse o dovesse fare. Poniamo il caso che nel 2020 o anche nella seconda metà del prossimo anno uno o più direttori generali debbano essere sostituiti: la giunta potrà scegliere non già nell’elenco regionale composto da chi era già stato ammesso in quello nazionale (e dove resta anche se bocciato dalla troika a Torino), ma solo tra quelli promossi dalla commissione. Che quelle mail arrivate ieri fossero solo un cortese atto dovuto lo hanno creduto in pochi, forse nessuno.  

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4 Commenti

  1. avatar-4
    16:30 Martedì 22 Maggio 2018 Paladino Dubito...

    Dubito che Saitta sia stato "folgorato sulla strada di Damasco", saranno scelti i soliti, con i soliti criteri, e la sanità pubblica del Piemonte continuerà andare a pezzi per favorire il privato e garantire una vecchiaia sicura a qualcuno e non di certo a tutti....

  2. avatar-4
    10:36 Martedì 22 Maggio 2018 moschettiere Polpette avvelenate

    La realtà è questa: le nomine si tradurranno in polpette avvelenate per la nuova gestione politica. Questo non vuol dire che la scelta ora debba essere sempre e comunque infelice, ma il principio è quello di lasciare un'eredità ingombrante e in qualche modo condizionante. Lo fanno tutti, ma questo non rende corretto un atto che non lo è per nulla.

  3. avatar-4
    09:21 Martedì 22 Maggio 2018 Wake Professionalità

    La speranza è che vengano nominati solo Direttori che siano convinti difensori del SSN, che abbiano lavorato in questi 3 anni in modo onesto, corretto e trasparente, accogliendo i pareri di chi lavora sul campo negli ospedali e sul territorio senza alcun atteggiamento che possa anche solo indurre a sospettare interferenze clientelari o ancor peggio interessi personali.

  4. avatar-4
    09:20 Martedì 22 Maggio 2018 fatti saranno scelte politiche

    che si vuol spacciare come esito di procedure amministrative. Le quali non paiono poi inattaccabili. Le grandi manovre, ogni tre cinque anni, per l'occupazione di aziende e asl, con le stesse domande che serpeggiano per mesi nell'ambiente: Moirano torna o non torna, e dove? e quando? subito? o tra qualche mese, ma ovviamente prima di andare in pensione? gli interessa veramente venire a vedere il risultato della sua riorganizzazione? e il direttore Botti, resta? quanto a Bono, si è appena riposizionato in regione, al sicuro. E Alberti, con una sorella così importante? Questi sono i veri argomenti....mentre le asl e aziende aspettano, in sospensione.

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