POLITICA & SANITA'

Telefoni roventi (e gran caos) per il risiko sanitario

L'assessorato regionale chiama gli aspiranti direttori di Asl per chiedere i loro desiderata, scatenando un putiferio ai vertici delle aziende e a Palazzo Lascaris. C'è chi sollecita sponsorizzazioni, chi scongiura nomine sgradite, chi si fa negare. Insomma, una babele

Menù à la carte per i direttori generali di Asl e Aso. “Lei preferisce questa o quell’azienda o quell’altra ancora?”. È il senso di più di una telefonata partita in mattinata dagli uffici di corso Regina, sede dell’assessorato alla Sanità. La stessa domanda posta ai candidati all’atto della presentazione delle domande. Una preferenza per nulla vincolante e che si sarebbe dovuta superare con l’indicazione formulata dalla commissione che ha esaminato gli aspiranti direttori e redatto l’elenco finale, con l’indicazione di una o più aziende per cui è stato ritenuto adeguato. Perché chiedere a chi può già ritenersi fortunato per essere nel novero dei promossi anche il posto dove ambirebbe lavorare, con responsabilità, ma non certo con lo stipendio di un impiegato?

Il tam tam di queste telefonate che nelle intenzioni probabilmente sarebbero dovute rimanere riservate si è diffuso ben presto, con il risultato di suscitare reazioni non proprio positive, diciamo, anche tra i consiglieri regionali di maggioranza (per non dire quelli di opposizione) che non vogliono certo mettere bocca in una decisione che spetta alla giunta, ma neppure far la figura di chi casca dal pero. Grande è, infatti, l’imbarazzo nel dover abbozzare una risposta alle tante chiamate arrivate da tutte le province volte a chiedere lumi su quel nome o quell’altro dei papabili contattati al telefono. Fibrillazioni che hanno attraversato anche l'esecutivo di piazza Castello con l'assessore Gianna Pentenero particolarmente agitata per la probabile riconferma al vertice dell'Asl nella "sua" Chivasso di Lorenzo Ardissone.

Sempre tra chi occupa i banchi della maggioranza non sono pochi a chiedersi la ragione di questa prassi a dir poco inusuale. La giunta sceglie a chi affidare la direzione di un’azienda su criteri di competenza, non domandando al futuro direttore quale sia di suo gradimento: è il succo del ragionamento che fa chi non nasconde stupore e anche irritazione. Che, pur a pochi giorni dalla fine del mese quando scadrà anche la proroga degli attuali vertici di Asl e Aso, il quadro non sia completo e alcune (non si sa quante) caselle siano ancora da riempire lo attesta il fatto che nessuna decisione in merito è stata presa dalla giunta riunitasi in mattinata. Se ne riparlerà la prossima settimana. Magari dopo aver finito il giro delle telefonate.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    14:22 Sabato 26 Maggio 2018 Cettola Tiriamo i dadi........

    Con una commissione "distratta" e un assessore pilatesco alla fine verranno nominati direttori generali già visti e provati nelle stesse aziende, senza nemmeno un accenno di rotazione/cambiamento, a completare le imprese gloriose iniziate con tanto entusiasmo. Procura permettendo. Questo è il PD, bellezza. Il principe Fabrizio Salina avrebbe di che imparare..........

  2. avatar-4
    06:55 Sabato 26 Maggio 2018 tandem Fessi scientifici

    "Una volta che si è pasticciato qualcosa, qualsiasi intervento teso a migliorare la situazione non farà altro che peggiorarla." Da "la legge di Murphy"

  3. avatar-4
    06:39 Sabato 26 Maggio 2018 Paladino E.....

    E provare con un sorteggio? Di sicuro sarebbe più onesto..... è difficile pensare a una gestione della sanità peggiore di quella di Saitta ispirata, da Moirano e i suoi sodali......

  4. avatar-4
    22:20 Venerdì 25 Maggio 2018 Pacioc ...e pensare

    che io ritenevo che la fantastica toika di selezionatori avesse scelto i migliori. Ma allora, come resta? Ci stanno prendendo di nuovo per il didietro?..a che servono le troike? facciamo che fare le nomine per diritto divino, risparmieremo tempo e denaro, intanto, è arcinoto, non è con queste trasparentissime tecniche che si salva la sanità pubblica. POVERI NOI!

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