LA SACRA RUOTA

Fiat spegne i motori in Italia

Dopo quasi 120 anni nessuna utilitaria con lo storico marchio verrà più prodotta nel nostro Paese. Venerdì il D-Day di Fca con l'ultimo piano industriale dell'era Marchionne. I volumi produttivi e il destino degli impianti. A partire da Mirafiori

11 luglio 1899-1 giugno 2018. Non è un’epigrafe funeraria ma l’alfa e l’omega di un marchio che per oltre un secolo ha segnato, nel bene e nel male la storia industriale, sociale ed economica del nostro Paese. Dopo 119 anni Fiat lascerà l’Italia. Definitivamente. Se venerdì prossimo a Balocco, in provincia di Vercelli, le anticipazioni di Bloomberg troveranno conferma nelle parole di Sergio Marchionne più nessuna automobile contrassegnata dal glorioso scudetto uscirà dagli stabilimenti italiani. Tutta la produzione, quella poca rimasta, di utilitarie e vetture di massa (praticamente la sola Panda) verrà trasferita fuori confine, in Polonia, nel sito di Bielsko-Biala, dove il costo della manodopera è inferiore. Una decisione carica di significati simbolici che avrà anche significative ripercussioni sull’intera filiera produttiva, a cominciare dai destini degli impianti torinesi. In verità, sempre stando alle rivelazioni dell’agenzia americana non si produrranno più utilitarie a scarso valore aggiunto, mentre dovrebbe rimanere a Melfi la 500X che è un crossover.

Proprio a Balocco, sulle cui piste di prova prima l’Alfa Romeo e poi la Fiat hanno testato decine di modelli, il 26 luglio 2004 il manager col maglioncino presentò il suo primo piano industriale, quello giudicato da molti analisti pressoché irrealizzabile se non addirittura “folle”: trasformare una scalcinata azienda praticamente fallita in uno dei campioni mondiali. Le cose sono andate piuttosto bene, di certo per la famiglia Agnelli, eredi e loro soci, e ora quattordici anni dopo può presentarsi per l’ultima volta a capo di una multinazionale senza debiti, che macina utili. Venerdì è il D-Day per Fiat Chrysler Automobiles: dal piano industriale 2018-2022 sapremo quale percorso Marchionne ha disegnato per la Fca senza più Marchionne (che resterà comunque nel board Exor, e naturalmente in Ferrari). Soprattutto capiremo se e quanto John Elkann è disposto a investire. O se, invece, si sta preparando a vendere. Tutto dipende dalle risorse investite.

Sono in ballo parecchi destini. Fiat in ridimensionamento, Jeep all’arrembaggio. Lancia in un limbo preoccupante. Maserati che dopo anni di crescita, ha bisogno di continuare e rilanciare la produzione, probabilmente con un Suv del segmento D che beneficerà di una parentela con Stelvio dotato anche di powertrain mild hybrid, idoneo per i mercati di USa e Cina. E la coupé su base Giulia, in versione a due e a quattro porte. Chiusi gli ordini per MiTo (era l’unica Alfa Romeo  per i neopatentati) il nodo, per l’Italia, rimane la nuova Giulietta. Che potrebbe essere un crossover, ma non è ancora chiaro su quale piattaforma. Un modello di nicchia, ma simbolico come 4C, la “supercar tascabile” è attesa a una evoluzione.

Ma oltre al prodotto è in gioco il futuro degli stabilimenti. L’Italia come polo delle auto di lusso, il futuro del Diesel, l’elettrificazione, le ibride plug-in e le “leggere” mild hybrid. I progressi della guida autonoma. I Suv di Maserati e Jeep verrebbero così prodotti a Mirafiori, nel vecchio stabilimento di Torino, che ora produce meno di 50mila auto l’anno rispetto a un picco di oltre 600mila, e in uno vicino Napoli. Per Torino potrebbe trattarsi di una buona notizia in termini occupazionali giacché la linea della MiTo lavora pochi giorni al mese per fare un'auto che non ha bisogno di molto personale per essere assemblata. La situazione finanziaria, le potenziali alleanze e le voci di cessione di marchi o di parti del Gruppo: venerdì analisti, istituzioni e parti sociali attendono parole chiare da Marchionne. Arriveranno?

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5 Commenti

  1. avatar-4
    08:20 Lunedì 28 Maggio 2018 TheRunner59 Maglioncino blu

    E così c'è riuscito. Dopo tutti i soldi che negli anni tramite gli ammortizzatori sociali e agevolazioni hanno preso dagli italiani.... ora dicono sorridendo... ciao a tutti. Vergognati Marchionne e insieme a te tutti i tuoi leccapiedi... VERGOGNATEVI. !!!!!!

  2. avatar-4
    00:21 Lunedì 28 Maggio 2018 ALIENO1951AC ERA TUTTO PREVEDIBILE, O ALTAMENTE PROBABILE, A SCELTA ...

    UNA DELLE TANTE VERGOGNE ITALIANE CHE IN GERMANIA NON SAREBBERO MAI ACCADUTE.

  3. avatar-4
    23:48 Domenica 27 Maggio 2018 Pacioc Bene...

    ...anzi male, malissimo. Non comprerò mai più un auto FCA. Con tutti i soldi che ci hanno munto, vegognosamente se ne vanno! A sto punto le macchine non di lusso, cioè abbordabili ai più, il vero mercato che conta, sono tutte straniere e quindi perchè dovrei comprare una FIAT prodotta all'estero? meglio le Renault, le Toyota, le Volkswagen che sono anche migliori. E con le macchine di lusso, si facciano furbi. Non riusciranno, neanche lontanamente, ad arrivare vicini a BMW, Mercdes, Porsche che hanno il mercato in mano. (Per dirne una, la nuova Giulia, costosissima è di una bruttezza ricercata! coattissima, adatta al famoso Vito Catozzo...) I partiti miserandi di questo disgraziatoi Paese sono defunti da un pezzo e quindi incapaci nemmeno di balbettare alcunchè e i famosi sindacati CISL e UIL in testa che sbraitavano di avere salvato il lavoro a Torino, dove stanno? Nascoti in silenzio, immagino e spero, a vergognarsi.

  4. avatar-4
    22:53 Domenica 27 Maggio 2018 Tony82 Vergognati Marchionne

    È grazie a omini come te se l \'Italia è in queste condizioni. State rubando a piene mani esportando capitali all\'estero e riducendo il nostro paese in rovina. Evidentemente non ve ne frega niente delle persone dei marchi dei prodotti. Siete la vergogna dell\'umanità. Piccoli ominidi ladruncoli da 4 soldi

  5. avatar-4
    14:46 Domenica 27 Maggio 2018 Paladino Ma guarda un po'. ..

    Tutto era ampiamente prevedibile da anni, ma la nostra incredibile classe politica, pd in testa, hanno fatto finta di nulla e leccato coscienziosamente le terga a Marchionne & C lasciandoli fare tutto ciò che gli volevano a spese dei contribuenti .....

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