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Cinema, titoli di coda per Milani

La presidente del museo lascia dopo un anno. Si dedicherà a tempo pieno allo Iaad: "Ora i conti sono in ordine e c'è un piano strategico fino al 2020". Sullo sfondo le frizioni con i soci fondatori a partire dalla ricerca del nuovo direttore

Scorrono i titoli di coda per Laura Milani che dopo un anno lascia la presidenza del Museo del Cinema di Torino per tornare ad occuparsi a tempo pieno dello Iaad, The Italian University for Design di cui è presidente e direttore. “Ho accettato questo incarico, pro bono, rispondendo alla richiesta di mettere in sicurezza il Museo in termini economici e contribuire a tracciare le linee guida per il futuro. Oggi i conti sono a posto e sul tavolo dei soci fondatori c’è un piano strategico sino al 2020”. Un addio senza polemiche, con stile, in cui non trapelano quelli che, a ragione, i più accreditati osservatori considerano i veri motivi dell'addio. A partire dal braccio di ferro durato oltre un anno con i soci per l'individuazione del direttore della Mole, dopo che Alberto Barbera ha fatto le valigie e la designazione di Alessandro Bianchi venne bloccata da Chiara Appendino perché considerato troppo vicino al Pd. Di fatto è un anno e mezzo che la Mole non ha un direttore, mentre è in corso una procedura di selezione affidata a una società di cacciatori di teste, dalla quale dovrebbe emergere la short list da cui il Comitato di Gestione dovrà individuare il nuovo vertice operativo.

“Innanzitutto grazie - scrive Milani -. In particolare, al presidente della Regione Sergio Chiamparino e all’assessora Antonella Parigi per l’importante occasione e per la fiducia. Grazie alla sindaca  Appendino e all’assessora Francesca Leon per il dialogo. Grazie al Museo del Cinema, a tutti coloro che vi lavorano e collaborano al fine di renderlo unico in Italia e nel mondo. È stata un’esperienza significativa - sottolinea la presidente dimissionaria - da cui ho avuto modo di imparare molto. E a cui ho dato molto”.

Milani era stata chiamata al vertice dell'ente dalla Regione nel giugno scorso per sostituire Paolo Damilano e provare a rimettere in piedi una struttura fiaccata da 180mila euro di buco e una indagine della magistratura sui conti del passato.

“Ho accettato questo incarico, pro bono, mettendomi a servizio del nostro territorio, rispondendo a una richiesta urgente e precisa - è il testo integrale della nota -: mettere in sicurezza il Museo in termini economici e contribuire a tracciare le linee guida per il prossimo futuro. Oggi i conti sono ufficialmente a posto e sul tavolo dei soci fondatori, da mesi, c’è un piano strategico sino al 2020 che il nuovo direttore potrà proseguire, approfondire e realizzare”. Il 2017 si è chiuso con un avanzo di 150mila euro, permettendo la copertura quasi integrale del rosso emerso nell’esercizio precedente su cui la magistratura aveva aperto un'inchiesta.

“Decido di lasciare questa carica per tornare pienamente ai miei impegni di presidente e direttore di IAAD - The Italian University for Design e di Fondatore de La scuola possibile. Entrambe realtà in forte crescita che hanno bisogno di tutto il mio impegno, la mia attenzione e la mia presenza. Confermo al territorio e ai suoi principali attori e rappresentanti la disponibilità di sempre a collaborare attivamente. L’amore per la mia città non è in discussione. Sarò sempre a disposizione per farla crescere - conclude -. Al Museo tutto e ai soci un buon lavoro, di cuore”.

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