Il gigante e la bambina

Dicono che… i Cinquestelle non abbiano esitato a stroncare le ambizioni con le stellette di Fratelli d’Italia. Per qualche ora ieri pomeriggio, auspice l’apertura di Matteo Salvini che puntava a tenere unito un pezzo del centrodestra anche al governo con i grillini, Giorgia Meloni è stata sul punto di entrare nell’esecutivo Conte. La poltrona chiesta per sé, riferiscono fonti parlamentari, era proprio quella della Difesa, la stessa che nei giorni scorsi pareva destinata a Guido Crosetto. Su quell’eventualità il parlamentare di Marene aveva strappato con Giorgia: lei teneva il punto per stare fuori, lui per entrare nel governo votando la fiducia. Seguito dello scontro: l’ex sottosegretario alla Difesa e presidente dell’Aiad autosospeso, annuncia le dimissioni da deputato lasciando supporre un suo ritorno alla presidenza dell’associazione delle industrie produttrici di armi, con uno stipendio più che doppio di quello da parlamentare. Ad un certo punto ieri la Meloni, sognando la mimetica, annuncia il voto favorevole al Governo “per senso di responsabilità, visto che l’Italia è sotto attacco”. Di Maio, però non ci sta e ribadisce il no secco al suo arruolamento, così FdI dal sì passa all’astensione. Ma neppur troppo dietro le quinte resta lo scontro tra il gigante e la bambina per Palazzo Barachini. Fratelli d’Italia, ma coltelli.

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