LA SACRA RUOTA

Fca, Torino viaggerà in Suv

L'Italia tenderà a specializzarsi verso l'alta gamma e Marchionne annuncia: "Valorizzeremo i brand Maserati, Alfa e Jeep". Buone notizie per il polo del lusso. Marchio Fiat sempre più residuale. Chiamparino apprezza ma sollecita incontro con i vertici

Due indizi non faranno una prova ma oggi bastano per guardare al futuro con una certa fiducia. Sergio Marchionne ha annunciato questa mattina a Balocco (Vercelli), durante la presentazione del piano industriale 2018-2022 di Fca, che l’azienda entro la fine di questo quadriennio “raggiungerà la piena capacità produttiva negli stabilimenti italiani ed europei”, un obiettivo che sarà raggiunto “attraverso un mix più redditizio di modelli di marchi premium e prodotti verdi del brand Fiat”. Per quanto riguarda la Maserati, in particolare, l’obiettivo è di arrivare a produrre 100mila vetture annue entro il 2022. E questa è la prima buona notizia per il polo produttivo torinese, che oggi offre lavoro a circa . La seconda è nei marchi che l’amministratore delegato ha inserito tra quelli da valorizzare: Maserati e Alfa Romeo (assieme a Jeep e Ram). E per rimarcare il legame con la città che quasi 120 anni fa ha dato i natali al gruppo Marchionne ha ribadito: “Abbiamo un impegno storico con Torino che continueremo”. “Dove produrremo i modelli viene dopo”, ha aggiunto il manager che non ha spiegato quali produzioni saranno effettuate nei singoli stabilimenti. “Le architetture - si è limitato a dire al riguardo - determineranno la produzione”. “Non chiudiamo stabilimenti, non mandiamo a casa nessuno – ha concluso Marchionne -. A Pomigliano ci sarà una vettura di gamma superiore, per Mirafiori è tutto da vedere. Il processo è in evoluzione. Stiamo valutando dove produrre la 500 elettrica, per il suo valore simbolico potremmo farla in Italia”.

Giudizio positivo dal presidente della Regione Sergio Chiamparino sui risultati di Fca e “l’azzeramento previsto del debito, che confermano – osserva – peraltro come a suo tempo non fosse stato un errore sostenere le scelte di Sergio Marchionne”. Positivi, sono per il governatore “anche gli investimenti previsti su elettrico e auto senza pilota, sostenuti dalla Regione Piemonte all’interno di un progetto nazionale condiviso con il Mise e le altre Regioni in cui Fca è presente”. Per il presidente del Piemonte “a questo punto” è necessario che “si entri rapidamente nel merito, in modo da comprendere quali siano le ricadute - e in quali tempi - tali da assicurare la piena ripresa occupazionale e produttiva degli stabilimenti torinesi”. Un impegno analogo, peraltro, era stato assunto anche nel 2005. “Si ripropone dunque – conclude – l’opportunità di un incontro a tempi ravvicinati con il vertice del gruppo Fca, una riunione che era stata richiesta dal tavolo istituzionale convocato dalla Regione e dalla Città di Torinoe rinviato dal vertice del gruppo a dopo la presentazione del piano industriale”.

Basterà per consentire ai lavoratori torinesi di guardare al futuro con un pizzico di ottimismo? Per ora, di certo, che anche per giugno è prevista una infornata di cassa integrazione: le giornate di fermo saranno tre (11, 18 e 25 giugno) e riguarderanno i 550 addetti del Group Purchasing, i 614 del Crf e i 5.385 degli Enti Centrali. I 577 lavoratori delle Presse di Mirafiori si fermeranno poi per otto giornate, il 7-8, 14-15, 21-22 e 28-29 giugno.

La Fiom resta scettica: “Quello che presenta Marchionne è un piano finanziario, non industriale – afferma la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, intervenendo al Workers day nel Palazzo Orologio a Pomigliano d’Arco -. “Oggi Fca parla di modelli, ma non dice dove li produrrà, come, con quali investimenti, come pensa di risolvere i problemi degli ammortizzatori sociali. Danno soltanto numeri che ci dicono che Fca in Italia sposta le produzioni sull’alta gamma”. Parole che nascondono una notizia evidentemente positiva per Torino che sull’alta gamma ormai si sta specializzando e attende con ansia che venga ufficializzato il nuovo modello per Mirafiori, probabilmente il nuovo suv dell’Alfa Romeo. Re David, infine, ha ribadito che la Fiom invierà una lettera ai vertici Fca “per conoscere nei dettagli il piano Italia. Ci deve essere la garanzia della piena occupazione - ha concluso - soprattutto in quegli stabilimenti, come Pomigliano e Mirafiori, dove sono in scadenza gli ammortizzatori sociali, e dove un solo modello premium non garantirebbe la saturazione”.

A livello generale, il 2018 si afferma come il primo anno in cui Fca è debit free, una condizione ottimale per consentire al direttore finanziario del gruppo Richard Palmer di annunciare un piano di investimenti da 45 miliardi. Una buona fetta di questa montagna di risorse verrà fagocitata dagli studi sui sistemi di guida autonoma. Harald Wester, responsabile delle tecnologie di Fca afferma:“Prevediamo che i sistemi di guida autonoma di livello 4, quella limitata ad aree specifiche e a determinate condizioni meteo, diventeranno disponibili per i nostri clienti entro il 2023. Offriremo la guida autonoma nei prodotti ad alta gamma perché ha un enorme potenziale e tutti noi vogliamo partecipare a questo mercato”. Marchionne, infine, considera ormai “in declino” la tecnologia diesel e prevede il “phase out” entro il 2021 per tutte le auto passeggeri, mentre continuerà a essere proposta sui veicoli commerciali. Piuttosto, ha proseguito l’ad, “Investiremo 9 miliardi di dollari per l’elettrificazione dei nuovi prodotti. Ridurre la nostra dipendenza dal petrolio è una delle priorità. Tutto il sistema deve lavorare insieme con il giusto realismo”.

Destinati a un ruolo sempre più residuale i marchi Fiat e Chrysler, la “F” e la “C” di Fca. “Noi abbiamo assunto una decisione molto chiara – ha affermato Marchionne -. Vogliamo parlare dei brand globali del gruppo, quindi prevalentemente Jeep, Alfa e Maserati. Lo spazio per Fiat in Europa verrà ridefinito, deve operare in un’area più esclusiva del mercato, ma è molto difficile che il mercato generalista sia redditizio”. Poi l’ad ha proseguito: “Abbiamo cercato di individuare aree in cui Fiat può agire nel modo migliore: le city car, la 500 e poi l’America Latina dove c’è una forte presenza storica. Parlare di volumi significativi nell’area Nafta e Apac sarebbe una perdita di tempo. Neanche Chrysler può diventare un brand globale”.

Il segretario della Fim-Cisl di Torino Claudio Chiarle è ottimista per il futuro dei 6mila addetti di Torino – tra Mirafiori e Grugliasco – e anzi si appella al nuovo governo affinché “emani entro un mese la nota integrativa per agganciare l’Ape alla Naspi e consentire a qualche centinaio di lavoratori di anticipare la pensione”. Un’operazione che “potrebbe portare anche a nuove assunzioni”. 

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8 Commenti

  1. avatar-4
    14:20 Domenica 03 Giugno 2018 moschettiere Grazie al Cielo...

    ...non ho tempo per leggere certi "romanzi". E tantomeno per replicare. Ma sento il dovere - a vantaggio dei valori pressori dell'Alieno - precisare che non sono uno statale. Ovviamente con la massima stima per la categoria. Addio

  2. avatar-4
    10:49 Domenica 03 Giugno 2018 ALIENO1951AC SECONDA ED ULTIMA PARTE

    E' UN CONCORSO DI COLPE CHE PORTA A QUESTI DISATRI O FUGHE ALL'ESTERO DEI GIOELLI DELL\'ITALIA, NON SOLO PER COLPA DEI POLITICANTI, IN PRIMIS I CIAPAQUAIE ROSSI TORINESI CHE NE HANNO COLPE IRREDIMIBILI, SINDACATI INCONSISTENTI INCLUSI. Francia e Germania ecc hanno altri livelli di classe politica. Noi non siamo vittime di dittature, ma abbiamo, e abbiamo avuto, parlamenti eletti, che legiferano con le ovvie conseguenze. PURE NOI SIAMO STATI DITTATURE. MUSSOLINI ERA FORSE UN FRATE MISSIONARIO ? Ricordo che FCA mentre chiude in Italia, ha varato un piano di investimenti per 10 miliardi di dollari negli USA. Anziché buttare la croce su Marchionne, chiediamoci perché investe là e non a Torino. DA CANTARELLA IN POI SONO STATI DICHIARATI INVESTIMENTI PERIODICI, MAI REALIZZATI, FINO A 45 MILIARDI DI EURO ED ORA, SCEMANDOLI, SIAMO A 10 MILIARDI. MA CHI LI CONTROLLA, LEI ? SONO OPERAZIONI DI MARKETING PER LA STAMPA AFFAMATA DI NOTIZIE DA DIFFONDERE, CON ARROTONDAMENTI MACROSCOPICI E SEGRETI, NON IMPORTA POI SE VERITIERE E REALIZZABILI. Questa è la realtà, che piaccia o no. NO QUESTA E' LA SUA REALTA'. SIA PIU' CAUTO: MARCHIONNE HA AVUTO DA OBAMA LA CRYSLER PERCHE' NON LA VOLEVA NESSUNO ED A GRATIS ED, INOLTRE, HA INTASCATO QUELLO CHE FRESCO AVEVA STABILITO CON GM, NEL PULL DI 1.500 MLDI DI DOLLARI, UNA VERA MANNA, SE GM NON LA ACQUISIVA. I RISULTATI PER L'ITALIA, CHE A LEI NON INTERESSA, SONO OGGI: MARCHIO FIAT NATO IN ITALIA NEL 1899 E MORTO IN ITALIA NEL 2018, CIRCA 2.000 OPERAI A MIRAFIORI, DI CUI UNA PARTE PARTE IN CASSA INTEGRAZIONE, A FRONTE DI 55.000 AI TEMPI DELL\'INARRIVABILE ED UNICUM ING. GHIDELLA, E MARCHI PREMIUM/GT CHE CUBANO PER 150.000 VETTURE ANNUE (ALFA R., MASERATI E FERRARI). NON DIFENDA L'INDIFENDIBILE. NON REPLICHERO' OLTRE. E LO SPAZIO E' ANCHE LIMITATO.

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    10:45 Domenica 03 Giugno 2018 ALIENO1951AC PRIMA PARTE

    FCA ha i suoi piani che rispettano la spietata legge del profitto. NON ESAGERIAMO CON GLI SLOGAN DA AZIONISTI SPIETATI TIPO “PRETTY WOMAN”. Fiat non è mai stata diversa, né "caritatevole" nei confronti del terziario. E non vedo perché mai avrebbe dovuto essere diversa. EVIDENTEMENTE LEI NON SA COSA SIGNIFICHI UN FALLIMENTO PER UNA MEDIO-PICCOLA, O PICCOLA AZIENDA, LE QUALI RAPPRESENTANO IL 95percento. DEL TESSUTO INDUSTRIALE ITALIANO: LEI RAGIONA DA CLASSICO DIPENDENTE STATALE A CUI CORRE LO STIPENDIO IL 27 DEL MESE E NON CONOSCE I RITARDI DI PAGAMENTO DELLE FATTURE A CREDITO. Mi pare che FCA rispetti la legge ed è gestita in modo impeccabile. COME PUO' DARE UN GIUDIZIO COSI' DOGMATICO QUANDO MARCHIONNE E' L' 8° AMM.RE DELEGATO E/O DIRETTORE COMMERCIALE CHE DICHIARA VOLUMI ANNUI PER ALFA ROMEO IN ALMENO 400.000 UNITA' E NON SONO MAI STATI RAGGIUNTI NEPPURE I 200.000 VENDITE ANNE GLOBALI SE NON QUANDO NON APPARTENEVA AL GRUPPO FIAT, E MARCHIONNESTESSO HA DICHIARATI 118.000 NEL 2017. ANDIAMO CAUTI CON L'IMPECCABILE ? NON SONO DELLA GUARDIA DI FINANZA PER SAPERE SE I BILANCI SONO IMPECCABILI, VISTO CHE IN ITALIA RIMAGONO LE MISERIE. MA LEI CONOSCE IL GRUPPO FIAT SENZA LEGGERE SOLO LA STAMPA E LA REPUBBLICA ? Se i politici non hanno saputo o voluto creare le condizioni per mantenere un alto livello di industrializzazione dell\'Italia, sono loro i responsabili della situazione ...e chi li ha votati. TROPPO FACILE INCOLPARE UN SOLO SOGGETTO COMPLESSIVO ED IL GENERICO POPOLO ITALIANO, LEI COMPRESO, SE NON E' STRANIERO.

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    17:33 Sabato 02 Giugno 2018 moschettiere Ribadisco

    FCA ha i suoi piani che rispettano la spietata legge del profitto. Fiat non è mai stata diversa, né "caritatevole" nei confronti del terziario. E non vedo perché mai avrebbe dovuto essere diversa. Mi pare che FCA rispetti la legge ed è gestita in modo impeccabile. Se i politici non hanno saputo o voluto creare le condizioni per mantenere un alto livello di industrializzazione dell'Italia, sono loro i responsabili della situazione ...e chi li ha votati. Francia e Germania ecc hanno altri livelli di classe politica. Noi non siamo vittime di dittature, ma abbiamo, e abbiamo avuto, parlamenti eletti, che legiferano con le ovvie conseguenze. Ricordo che FCA mentre chiude in Italia, ha varato un piano di investimenti per 10 miliardi di dollari negli USA. Anziché buttare la croce su Marchionne, chiediamoci perché investe là e non a Torino. Questa è la realtà, che piaccia o no.

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    15:22 Sabato 02 Giugno 2018 ALIENO1951AC NO, MOSCHETTIERE, NO.

    CI SONO RAGIONI SUPERIORI PER TRATTENERE ANCHE UN'AZIENDA PRIVATA, CHE NON SONO SEMPRE PERCEPIBILI, DI CUI LA PRINCIPALE E' L'INTELLEGIBILE DANNO NON PATRMONIALE DI KNOW-HOW CHE È STATO ESPORTATO E DISPERSO A NOCUMENTO IRREDIMIBILE ED INQUANTIFICABILE PER LE GENERAZIONI FUTURE DI GIOVANI ITALIANI. E SI PENSI ANCHE ALLE CENTINAIA DI FORNITORI FIAT FALLITI. SOLO UN CEO MERCENARIO, UN AZIONISTA BRAMOSO DI DIVIDENDO E DEI POLITICANTI IGNORANTI, INADEGUATI O COMPLICI, POSSONO PERMETTERE TALI ABNORMI ABUSI CON FUGHE ALL' ESTEROB. NEL SILENZIO DI INEFFABILI ED IMPERTURBABILI EX DIRIGENTI, QUADRI E DIPENDENTI HANNO PERMESSO - ASSIEME A POLITICI LOCALI E CENTRALI SUCCUBI - CIÒ CHE SUPERIORI RAGIONI DI STATO IN GERMANIA ED IN FRANCIA NON SAREBBE MAI POTUTO ACCADERE. E NON SOLO PER LE LORO AZIENDE AUTOMOTIVE. PRENDIAMO ATTO CHE L' ITALIA È IN SVENDITA E TUTTO SI SPIEGA: DAL CALCIO AL MARCHIO DEI CAPPELLI BORSALINO. IL MARCHIO FIAT È MORTO PER SEMPRE DA IERI IN ITALIA, ED OGGI CELEBRIAMO LA FESTA: DI QUALE REPUBBLICA ?

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    12:51 Sabato 02 Giugno 2018 moschettiere Soffermiamoci e ragioniamo

    Gettare la croce su Marchionne e la dirigenza FCA pare a molti la risposta corretta allo stato delle cose. Marchionne (scusate, volevo dire Marpionne) non mi piace, ma occorre ragionare ed essere obiettivi. FCA è un'azienda privata, finalizzata ad un legittimo utile nel rispetto delle leggi. Non mi pare che abbia procedimenti giudiziari aperti per aver chiuso stabilimenti o licenziato personale. Non sarà perfetta (e chi lo è?) ma non sta operando in aperto contrasto con le norme. Fanno il loro interesse. Strano? La vera e unica responsabile è la classe politica (o meglio le varie che si sono succedute) che hanno creato condizioni tali da indurre FCA ad emigrare. Non so se per incompetenza, per corruzione o altro, ma il problema è solo politico. Dare la colpa a Marpionne perché ...fa il Marpionne, è come incolpare il termometro perché si ha la febbre.

  7. avatar-4
    09:07 Sabato 02 Giugno 2018 Paladino Un po' di pudore...

    Ma deve proprio fare le conferenze stampa in Italia per prenderci per i fondelli e annunciare che chiude o svuota altri stabilimenti?

  8. avatar-4
    19:25 Venerdì 01 Giugno 2018 ALIENO1951AC QUATTORDICESIMO PIANO INDUSTRIALE IN 14 ANNI, CON MARCHIO FIAT VERGOGNOSAMENTE MORTO PER SEMPRE IN ITALIA

    FIAT VESTITA DA LUSSO, MA NELLA BARA. PREMIO NOBEL CON LA CRAVATTA, SENZA DEBITI MA DIETRO IL CARRO FUNEBRE VERSO IL CIMITERO ITALIANO. IL TARGET ANNUO È STATO RAGGIUNTO. GLI OBIETTIVI STRATEGICI PLURIENNALI 2004-2018 ANCHE. GLI OPERAI ITALIANI IN CASSA INTEGRAZIONE LI PAGANO GLI ITALIANI. IL MARCHIO FIAT È CANCELLATO E GLI ALTRI LO SARANNO OPPURE SVENDUTI. LUI LASCIA CON UNA LIQUIDAZIONE COMPLESSIVA DI BEN OLTRE 500 (CINQUECENTO) MILIONI CON LE STOCK OPTIONS. OPERAZIONE EMIGRAZIONE NON IMPORTA DOVE DEL GRUPPO FIAT COMPLETATA, CON SODDISFAZIONE DEGLI AZIONISTI, EX-DIRIGENTI E QUADRI DELLA MARCIA DEI 40.000, POLITICANTI ROSSI E POPOLO ITALICO MENEFREGHISTA. L'ITALIA È NUDA.

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