REGIONE PIEMONTE

Finpiemonte, via la direttrice

Perlo rassegna le dimissioni qualche mese prima della pensione. Sul suo operato pesanti rilievi degli ispettori di Bankitalia. E' stata lei a firmare il contratto di mandato per il conto svizzero dal quale sono spariti i 6 milioni

Dopo quasi nove anni alla guida operativa di Finpiemonte, Maria Cristina Perlo ha rassegnato le dimissioni da direttore generale con un anticipo di tre mesi rispetto ai requisiti per la pensione. Una decisione formalizzata oggi ma che era nell’aria da quando lo scandalo dei fondi “spariti dai conti svizzeri ha travolto la finanziaria regionale. Giusto il tempo di affiancare il successore, di cui sono già iniziate le ricerche, e poi la Perlo uscirà definitivamente dal portone di Galleria San Federico. Seppur al momento estranea dall’inchiesta giudiziaria che ha portato in carcere l’ex presidente Fabrizio Gatti, sull’operato della direttrice vi sono molti rilievi, in parte contenuti nella relazione degli ispettori di Bankitalia, in particolare sui controlli interni dimostratisi a dir poco inefficienti. È stata la Perlo, infatti, a firmare il contratto tra la finanziaria e banca Vontobel per l'apertura di un conto cui sono stati depositati i 50 milioni e dal quale sono poi "spariti" 6 milioni e a causa di investimenti a rischio sono stati prodotti 5 milioni di minusvalenze. Per gli uomini di Palazzo Koch oltre all'anomala sottoscrizione di un "contratto di mandato", era praticamente impossibile che nessun dirigente si fosse accorto delle strane movimentazioni.

E così, mentre la Regione avvia la procedura che porterà nel breve a circoscrivere l’attività di Finpiemonte agli ambiti tradizionali di ente strumentale, anche gli assetti subiscono una profonda revisione. La Perlo non sarà l’unica a fare i bagagli: la procedura si concluderà con la designazione di un nuovo presidente, visto che l’attuale numero uno, Stefano Ambrosini, ha annunciato l’intenzione di lasciare appena terminata l’emergenza, e comunque al massimo entro l’autunno.

Il governatore Sergio Chiamparino, insieme al vicepresidente Aldo Reschigna e all’assessore alle società partecipate Giuseppina De Santis, affidano a una nota l’apprezzamento “per il grande lavoro svolto in questi ultimi mesi e settimane dal presidente e dal Consiglio di amministrazione, nella massima convinzione che il cda è attrezzato al meglio a guidare i diversi passaggi necessari alla trasformazione della società in base alle scelte condivise con il socio e alle prescrizioni ricevute da Bankitalia”. La Regione “consapevole delle sfide che tali procedure comporteranno per le prossime settimane  per tutte le persone che ogni giorno lavorano in Finpiemonte”, assicurano che “da parte del socio principale non verrà mai meno disponibilità, sostegno e collaborazione in una fase certamente molto complessa, nella certezza che il tutto richiederà risposte rapide ed efficaci a sostegno del ruolo strategico di Finpiemonte nel sistema economico del territorio e che tali risposte sono chiamati a darle la Giunta regionale, il cda e gli stessi dipendenti”.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    07:31 Mercoledì 06 Giugno 2018 Politicadeludente L ingerenza della politica

    Mi spiace che dopo decine d anni di lavoro sotto una politica incapace la direttrice si sia dovuta dimettere . Ha resistito a tutto destra, centro, sinistra ma adesso c’è solo più il fondo. Mi piacerebbe che i giudici potessero ascoltare le telefonate che fanno gli assessori, presidenti e consiglieri (trombati della politica ma selezionati e nominati sempre con bando e designati dalla regione) quando chiedono a Finpiemonte le cose più assurde ed insensate. Aumento di capitale qui, vendi la, compra qui, affitta la, piano industriale ... ma a malapena capiscono indice. L unica cosa che capiscono sempre tutti i nominati sono il gettone di presenza, il rimborso km, telefonino, emolumenti, carta di credito per ristorante .... e taxi Insomma la poltrona del politico fa saltare le strutture, anche quelle che funzianono.

  2. avatar-4
    10:09 Martedì 05 Giugno 2018 Guido21 Una stagione di grandi fallimenti

    Beefheart si chiede se ci sia qualcosa che evidenzi meglio di questa vicenda il fallimento politico (e umano) del centro-sinistra. Ebbene sì, c'è ed è la miserrima vicenda di Eurofidi, confidi amato dalla politica nei trionfi, abbandonato a se stesso quando era prossimo alla polvere. Con sempre l'ineffabile assessora in primo piano. Almeno con Finpiemonte non ci hanno rimesso i lavoratori, tranne quelli coinvolti nel progetto banca. I quali ringraziano di cuore l'amministrazione regionale per il suo attento lavoro di controllo. Se ne ricorderanno alle prossime elezioni insieme agli (ex) lavoratori di Eurofidi.

  3. avatar-4
    17:43 Sabato 02 Giugno 2018 tandem Considerazione doverosa

    Non conosco la dr.ssa Perlo, e lascio ai giudici la valutazione sul suo operato.Mi pare giusto rilevare però che per chi ricopre certi incarichi esiste la cosiddetta "culpa in vigiliando, e se si è dipendenti di enti pubblici è ancora più grave. E' per questo che con la scusa della burocrazia la classe politica sta eliminando i funzionari e dirigenti pubblici non politicizzati....

  4. avatar-4
    13:33 Sabato 02 Giugno 2018 Beefheart Solo colpa degli altri (anche se sono stati scelti)

    Conosco Maria Cristina. È una persona prudente e coscienziosa che ha gestito Finpiemonte sotto 3 presidenti con onore. Ovviamente gli unici grandi responsabili (Chiamparino e De Santis) non ci pensano proprio a ringraziarla. Tanto loro non si dimetteranno mai. È tutto qui: la responsabilità è sempre degli altri, mai propria. C'é qualcosa che evidenzi meglio di questa vicenda il fallimento politico (e umano) del centro - sinistra?

  5. avatar-4
    09:11 Sabato 02 Giugno 2018 Paladino Forse.....

    Forse bisognerebbe chiedersi con quali criteri, oltre a quelli politici, vengono scelti amministratori e alti dirigenti di enti strumentali e aziende pubbliche.

  6. avatar-4
    00:24 Sabato 02 Giugno 2018 gastone La Primula Rossa

    Come quasi sempre in Italia: dove sta/stanno i responsabili? "Che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa"...in buona sostanza chi rifonderà i milioni rubati ai piemontesi? Rientreranno quei milioni nelle casse dalle quali furono rubati? Questo è ciò che conta!

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