SICUREZZA & LEGALITA'

Migranti, più controlli e rimpatri

Bilancio dell'attività svolta dalla Questura di Torino. Fulcro di questa azione è il Centro di permanenza, il più grande d’Italia, dove arriva il maggior numero di immigrati irregolari che vengono rispediti ai paesi di origine entro un mese

Ai controlli ad alto impatto nei quartieri dove si concentrano di più lo spaccio e le attività criminali, la questura di Torino “ha affiancato una maggiore attenzione verso l’immigrazione clandestina”, afferma il questore Francesco Messina. Fulcro di questa attività è il Centro di permanenza dei rimpatri (Cpr), il più grande d’Italia, dove arriva il maggior numero di immigrati irregolari che devono essere rimpatriati. Il 70 per cento degli “ospiti” viene poi effettivamente rimpatriato, spesso nel giro di 27 giorni. Effetto dei legami con le autorità diplomatiche straniere e della vicinanza all’aeroporto di Caselle da dove, in alcuni casi, partono dei voli charter per i rimpatri.

Lo scorso anno l’ufficio immigrazione della questura - guidato dal dirigente Michele Sole - ha trattato 200 pratiche in più rispetto a questi primi parte del 2018, “ma quando siamo andati ad analizzare i dati, abbiamo scoperto che a fronte della diminuzione (di quest’anno, ndr), c’è stato un aumento del 40 per cento dei clandestini effettivamente rimpatriati”, spiega il questore, secondo il quale “la scelta che abbiamo intrapreso è quella giusta” perché “la concentrazione dei controlli su quelle aree che influiscono sulle paure della gente, ha implementato la scoperta di clandestini”. Aver individuato le aree per controlli più mirati “sta portando a un’alta efficacia dei rimpatri perché si tratta di soggetti socialmente pericolosi - ha dettagliato -. A questi, poi, si aggiungono quelli usciti dal carcere, per i quali si procede all’immediato rilascio perché ci sono già i documenti”. Per tale ragione “ci aspettiamo un calo della delittuosità in queste aree” anche se “sono cinque mesi che lavoriamo in questa maniera, non siamo neanche alla metà del periodo necessario per una valutazione”. Insomma, alla soddisfazione dei risultati si accompagna anche una dovuta cautela. I rimpatri da gennaio ad oggi sono stati 352, 28 nel solo mese di maggio.

Le espulsioni sono tutte sottoposte al vaglio della magistratura. Tra queste non ci sono soltanto quelle di cittadini extracomunitari, ma anche di cittadini di altri stati europei che però compivano reati creando allarme sociale. Nonostante la creazione di nuovi Cpr in ogni regione, come previsto dal decreto Minniti, il centro di Torino con i suoi oltre 170 posti di capienza rimarrà il più grande d’Italia per capienza. I tentativi di fuga sono quindici al mese, uno ogni due giorni. Gli ospiti che cercano di scavalcare le mura di recinzione utilizzano di solito corde realizzate con lenzuola di carta intrecciate, alle quali legano un contrappeso da lanciare oltre il muro. “Ogni tentativo di fuga è stato sventato”, spiega Sole. “All’interno c’è una vigilanza e un controllo su quello che arriva, come le confezioni di cibo sottovuoto. Abbiamo perfino trovato della droga negli elastici degli indumenti o dentro ai caricabatterie dei cellulari”.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    16:41 Venerdì 08 Giugno 2018 patty Per 'rispedirli a casa' servono degli stati che li riprendano, non basta la singola volontà dello stato italiano

    Non è questione di buonismo, ma di patti internazionali, che vanno negoziati con i paesi di provenienza. Senza accordi, risulterebbe impossibile rimpatriare chiunque, a meno di immaginare numeri da circo tipo mettere il clandestino su un cannone che lo spari direttamente in Africa (vedrete che il neo ministro dell'Interno ci racconterà qualcosa del genere). Se poi ci sia pure malafede o fesseria è altra questione, comunque il questore Messina mi sembra agire in modo pragmatico.

  2. avatar-4
    17:45 Mercoledì 06 Giugno 2018 Paladino Evidenze

    Costa certamente di meno rispedirli a casa che mantenerli qui, non ci voleva la Lega al governo per capirlo, Minniti avrebbe dovuto avere un pò più di coraggio. Ma i buonisti cattocomunisti sono o fessi o in malafede....

Inserisci un commento