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Bilanci Gtt, la procura archivia

Cade l'ipotesi di falso per il presidente Ceresa e tutti gli altri indagati. Il procedimento era partito dai disallineamenti fra debiti e crediti con il Comune di Torino. Ma i giudici bacchettano gli artifici contabili di Palazzo civico

Il numero uno Walter Ceresa, gli altri consiglieri ed ex del consiglio di amministrazione, manager e i sindaci revisori dei conti potrebbero evitare il processo. Il sostituto procuratore Ciro Santoriello ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per il falso in bilancio in Gtt: sei indagati sono risultati estranei ai fatti contestati, mentre nei confronti di altri tre indagati non sono emersi elementi che dimostrassero l'intenzione di realizzare il falso contabile. Oltre all'ad, erano stati iscritti nel registro degli indagati il direttore generale Gabriele Bonfanti e il direttore finanziario Claudio Conforti (questi primi tre difesi dall'avvocato Giovanni Lageard); due componenti del cda Elisabetta Bove e Gianmarco Montanari e i membri del collegio dei revisori dei conti, il presidente  Piero De Lorenzi insieme a Mariangela Brunero, Gino Marzani e Stefano Rigon.

L'inchiesta partiva dalla vicenda dei disallineamenti dei crediti vantati dall'azienda dei trasporti nei confronti della Città di Torino, denunciata dal consigliere comunale Alberto Morano. Il cda di Gtt aveva iscritto quei crediti nel proprio bilancio con un tasso di interesse, “più alto rispetto a quello concordato in origine fra le parti, e pari al tasso medio di indebitamento bancario che la stessa Gtt riconosceva agli istituti di credito presso i quali si rivolgeva”, spiega la procura in un comunicato. Questo nuovo tasso era stato applicato anche ai crediti più vecchi verso l'amministrazione comunale e in questo modo otteneva "un artificiale miglioramento dello stato patrimoniale, economico e finanziario”.

Dopo l'avviso di chiusura delle indagini e le osservazioni degli avvocati difensori, sono stati svolti altri accertamenti ed emergeva che il Comune aveva ritenuto legittimo il credito ulteriore di Gtt “con conseguente pagamento del relativo debito”: “I fatti successivi hanno dimostrato, in realtà, come per il Comune di Torino l‘approvazione del bilancio non avesse affatto il significato di riconoscimento dei crediti in essi iscritti e che Gtt pretendeva di vantare verso il Comune stesso - si legge ancora nel comunicato firmato da Armando Spataro -. Di tale considerazione, tuttavia, la Procura ritiene non si possa far carico, quanto meno con riferimento alla vicenda oggetto del presente procedimento, agli odierni indagati, fermo restando l’ovvio rispetto per le future determinazioni del giudice competente”.

“Sono particolarmente lieto che la Procura, dopo accertamenti fatti in tempi molto rapidi data la complessità della situazione, abbia riconosciuto l’innocenza dei miei assistiti” afferma l’avvocato Giovanni Lageard, legale di Ceresa e dei manager Bonfanti e Conforti. “I magistrati - continua Lageard - hanno ricostruito con grande precisione quanto è realmente accaduto”.

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