PROFONDO ROSSO

Torino real estate, Appendino vende tutto

Il Comune anticipa al 2018 la gara per la cessione di un pezzo del Lingotto prevista per l'anno successivo. Corsa contro il tempo per incassare il più possibile. Ma ad ora dei 20 milioni preventivati ne sono entrati la decima parte

Vendere il più possibile per non annegare nel profondo rosso dei conti pubblici. Il Comune di Torino ha bisogno di soldi e accelera sulla tabella di marcia prevista dal piano di dismissioni approvato assieme al bilancio di previsione. Un programma ambizioso che prevede la cessione di beni per 73,4 milioni di qui al 2021. Per l'anno in corso la cifra prevista è di 20,5 milioni, “ma potrebbero essere molti di più” spiega Sergio Rolando, l’uomo dei conti di Chiara Appendino. Risorse necessarie per tenere in piedi le anemiche casse comunali, nel primo anno in cui sarà applicato il piano di rientro. Secondo quanto previsto nel documento collegato alla manovra, nel 2019 Palazzo Civico dovrebbe incassare altri 25 milioni, 10,4 nel 2020 e infine 17 milioni nel 2021. Passa anche da qui il risanamento dei conti pubblici: entrate straordinarie per mitigare il peso dei tagli necessari a superare quello squilibrio strutturale di 80 milioni evidenziato anche dalla Corte dei Conti.

Il problema è che a oggi il Comune è riuscito a incamerare solo 1,7 milioni, neanche la decima parte di quanto previsto entro la fine dell’anno. Dagli uffici fanno sapere che “l’iter sta seguendo il suo percorso” e che “nella prima parte dell’anno è prevista la pubblicazione delle procedure pubbliche mentre nella seconda verranno perfezionate le vendite”. Rolando si spinge oltre: “Dopo l’estate pubblicheremo la gara per il Lingotto”, 10mila metri quadrati al quarto piano del grande complesso di via Nizza per cui è prevista una base d’asta di 16 milioni. Un’operazione inizialmente prevista per l’anno prossimo ma che evidentemente si è resa necessaria per tamponare già quest’anno.

Un'altra operazione particolarmente consistente dal punto di vista finanziario riguarda la costituzione di un diritto di superficie da 8,8 milioni di euro, per un complesso in via San Marino, nel quartiere Santa Rita, attualmente utilizzato in parte dalla Città della Salute con una Rsa per anziani non autosufficienti e in una minima porzione dalla Città, che gestisce un centro per disabili. Il termine per la presentazione delle offerte è il 25 giugno e da via Milano c’è ottimismo in vista di quella data. Per quanto riguarda gran parte delle dismissioni inserite nel piano, però, non è stata istituita neanche la procedura pubblica. Le gare per le altre due Rsa in vendita (una in piazza Massaua e l’altra al civico 2 di via Ghedini) per complessivi 5 milioni “saranno on line entro l’estate” assicura Rolando, “a seguire ci occuperemo del Lingotto”. “Se tutto va bene quest’anno incasseremo ben più dei 20 milioni preventivati”. Se tutto va bene. 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    16:24 Giovedì 14 Giugno 2018 tandem Illusioni...

    Il problema non è vendere, ma trovare chi compra senza svendere. Peveraro ci aveva già provato, ma le vendite sono state ben poche, e vendere alla Cassa Depositi e prestiti è una specie di masturbazione dello stato che alla fin fine vende a se stesso... L'ASL di Torino è almeno 10 anni che cerca di vendere l'ex Astanteria Martini....

  2. avatar-4
    12:00 Giovedì 14 Giugno 2018 patty Auguri ai torinesi

    Siete messi proprio male, tra Rolando e Appendino, incapaci di sistemare anche situazioni semplici, figuriamoci uno squilibrio strutturale dei conti. Conti che pagheranno tutti gli altri piemontesi, a meno che Conte ci metta una pezza.

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