TRAVAGLI DEMOCRATICI

Fronda (fallita) anti Chiamparino

Gli esclusi dal summit di venerdì provano a organizzarsi. Ma il pranzo degli scontenti promosso da Avetta riceve scarse adesioni. Le candidature "trappola" di Gariglio: il numero uno di Coldiretti Moncalvo o il presidente di Anci Piemonte

Anche le pulci hanno la tosse. E chissà che non sia per quel rospo in gola che alcune di loro si sono ritrovate dopo l’esclusione dal forum del centrosinistra in programma venerdì e organizzato da Sergio Chiamparino per porre le basi, o come l’ha detta lui “avviare un percorso”, in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Non propriamente un galà, ma si sa, la politica è anche un po’ presenzialismo e più d’un esponente dem si sarebbe aspettato un coinvolgimento, vista l’ampia platea che affollerà il circolo Viabaltea, al civico 3 dell’omonima via. Tra i più seccati c’è il presidente di Anci Piemonte Alberto Avetta. E proprio per marcare un certo disappunto l’ex numero due di Piero Fassino in Città metropolitana ha organizzato un pranzo, nello stesso giorno, provando a tirarsi dietro tutti gli esclusi; come quando ti lasciano fuori dalla festa di fine anno e tu inviti gli amici nerd a casa tua, al motto “non abbiamo bisogno di loro”.

E sì che un po’ di fuoco su cui soffiare Avetta l’ha avuto: d’altronde anche il capogruppo dem in Sala Rossa Stefano Lo Russo, da tempo in rapporti burrascosi con Chiamparino, non è stato invitato, così come tutti i suoi colleghi del Consiglio comunale. Enzo Lavolta, in quanto leader della (fu) mozione Orlando – e pure, per interposta persona, di quella Emiliano – in Piemonte si aspettava la convocazione che invece non è arrivata. Il malcontento serpeggia e gli inviti di Avetta iniziano a fioccare, ma contrariamente a quanto preventivabile sono state più le rinunce che le adesioni. Il “richettiano” Claudio Lubatti ha ritenuto più opportuno declinare, Lo Russo l’ha addirittura liquidata in maniera poco convenzionali lasciando chiaramente intendere il suo scarso entusiasmo verso un’iniziativa in contrapposizione a quella ufficiale. Solo Lavolta ha accettato. Un fuggi fuggi che ha consigliato ai promotori di trasformare l’incontro carbonaro in una riunione organizzativa per una iniziativa su Smat promossa dal Pd per arginare Chiara Appendino e il suo progetto di trasformare l’azienda dell’acqua pubblica in consorzio. Insomma, la fronda fa acqua da tutte le parti.

Resta da capire il perché di tanto attivismo da parte di Avetta. Che si senta parte in causa della discussione sulle prossime regionali? Quasi certamente sarà in lizza per uno scranno a Palazzo Lascaris (come d’altronde Lavolta), ma non solo. Il suo nome, infatti, sarebbe uscito dalla bocca di Davide Gariglio, ex segretario del Pd piemontese e luogotenente renziano in terra subalpina, in una discussione sulla successione di Chiamparino in piazza Castello. Al suo interlocutore Gariglio ha prospettato due strade: “Se dovesse emergere la necessità di una figura proveniente dalla società civile il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo potrebbe essere una soluzione” è stato il ragionamento dell’ex segretario, mentre nel caso l’indicazione prevalente fosse quella di un salto generazionale, attuabile attraverso una scelta interna, “perché non Avetta?”. È davvero il nome del presidente di Anci Piemonte, peraltro fedelissimo dell’ex segretario regionale, quello su cui punta realmente Gariglio? Difficile dirlo. D’altronde a lui, democristiano doc, potrebbe essere applicata la massima che vale per i gesuiti, manco Dio sa quello che pensa davvero. Che si tratti di una manovra di disturbo, un modo per far sapere che lui e i suoi, almeno i questa fase, non asseconderanno le ipotesi prospettate da Chiamparino tra le quali c’è il consigliere regionale Daniele Valle, considerato, seppur da posizione autonoma, un alleato di Gariglio? Insomma Avetta e Moncalvo sono fumo negli occhi o ipotesi concrete? Alternative praticabili o l’ennesimo ballon d’essai di questa saga infinita? Chissà.

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