Monopoli e innovazione

Nell’articolo scorso abbiamo posto l’accento su alcune riforme fattibili a costo zero o quasi, tra cui la liberalizzazione del settore del trasporto pubblico. Abbiamo già spiegato in più occasioni che un’azienda pubblica viene gestita con criteri politici e non economici, con ovvi risultati. Come può un sindaco o un assessore permettere che siano licenziati dei dipendenti di una partecipata, sapendo già che i lavoratori licenziati e relative famiglie gli voteranno contro? E questo ragionamento vale anche per provvedimenti disciplinari e altro. Facendola breve, le aziende pubbliche vengono gestite per acquisire consenso e i criteri economici passano in secondo piano. Si tenta una gestione efficiente solo quando si è sull’orlo del baratro come la locale Gtt che ora ha in piano una severa ristrutturazione che prevede anche dei licenziamenti.

Liberalizzazioni e privatizzazioni risolvono il problema dell’efficienza economica con ovvi vantaggi per tutti i cittadini e per molti è sufficiente questo per giustificarli. Come ci è capitato di dire in altre occasioni il motivo più importante è invece il maggior spazio di libertà che si apre per il cittadino con liberalizzazioni e privatizzazioni. Dove prima c’era un monopolio legale, dopo c’è la libera iniziativa degli individui che possono creare nuove imprese, sperimentare nuovi processi produttivi e distributivi, creare nuovi prodotti, ecc. Proprio queste ultime considerazioni ci permettono di introdurre un altro argomento contro i monopoli legali che è quello dell’innovazione. In un mercato bloccato da vincoli legislativi non può esistere il singolo che inventa un nuovo prodotto e che cerca di produrlo e vendere o un gruppo di imprenditori che si associa per creare una nuova impresa per produrre in maniera più efficiente un prodotto e venderlo ad un prezzo più basso o produrre un prodotto migliore allo stesso prezzo di quello vecchio e così via. Tutte queste sperimentazioni non sono possibili in un mercato dominato da un monopolio legale. Una caratteristica del mercato che lo rende particolarmente efficiente è il processo di sperimentazione e correzione degli errori. In un mercato senza barriere all’ingresso, si possono creare sempre nuove imprese che possono sperimentare nuovi prodotti e processi produttivi: qualcuna di queste fallirà, altre avranno successo e il consumatore determinerà le aziende migliori. In caso di monopolio non c’è la possibilità di sperimentare e di capire se un prodotto è gradito o meno ai consumatori che sono costretti a comprare quel singolo prodotto esistente non avendo altra scelta. D’altro canto non si possono affacciare sul mercato altre imprese con nuove idee, forse migliori, perché bloccate dai vincoli del monopolio legale. Se si osserva lo sviluppo dell’industria informatica, si potrà notare un ampio cimitero di imprese, create per sviluppare nuove idee e poi fallite perché i consumatori hanno preferito altro. Qualcuna di queste idee è stata riciclata da altre imprese in un processo continuo di creazione e distruzione di nuove idee e imprese. Spesso si rimane affascinati dai successi di imprese come Microsoft, Apple, Facebook, Google, Amazon, ma per ognuna di queste ce ne sono almeno mille che sono fallite.

Il settore del trasporto può sembrare piuttosto statico rispetto a quello tecnologico, ma negli ultimi anni qualche innovazione in ogni caso c’è stata. Il trasporto aereo è stato rivoluzionato dai vettori low cost e non a caso la novità è arrivata da mercati più liberi rispetto a quello italiano. C’è il fenomeno del car e bike sharing e dei pullman a basso costo e i treni veloci privati. L’apertura ai privati dei tratti ad alta velocità delle ferrovie ha permesso la nascita di un operatore privato, che ha comportato un generale ribasso delle tariffe per i consumatori. Se fosse rimasto il monopolio, ci sarebbero stati questi vantaggi? E se si fosse mantenuto il monopolio di Alitalia, quanti si sarebbero potuti permettere un viaggio aereo? Il capitalismo permette a sempre più persone di godere dei benefici prima riservati ai ricchi.

Se si liberalizzasse il settore del trasporto urbano potrebbero nascere nuovi operatori con nuove idee, che potrebbero migliorare la situazione del trasporto urbano. Può anche darsi che non si crei un miglioramento, ma fintanto esisterà un monopolio legale non lo sapremo mai. Una cosa è certa: peggio dell’attuale situazione non credo che si possa fare.

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