RICERCA

Ad Alessandria serve un ospedale nuovo

Chiudere Tortona e Novi Ligure, trasformare Acqui Terme. Ecco cosa prevede uno studio dell'Ires commissionato dal Consiglio regionale. L'opposizione insorge. Vignale (Mns): "La ricerca evidenzia la mala gestione di Chiamparino e Saitta" - DOCUMENTO

Costruire un nuovo ospedale in provincia di Alessandria, chiudere quelli di Tortona e Novi Ligure, trasformare quello di Acqui Terme in struttura sanitaria residenziale. È una delle ipotesi formulate dall’Ires nello studio realizzato su incarico del Consiglio regionale in relazione alla proposta dell’allora presidente della commissione Sanità (oggi capogruppo del Pd) Domenico Ravetti di procedere alla fusione di Asl e Aso alessandrine.

Di questo accorpamento che una delibera della giunta fissa al primo gennaio del prossimo anno, se ne parla sempre meno mentre crescono i dubbi circa la possibilità di effettuare un provvedimento complesso e discusso come questo a pochi mesi dalla fine della legislatura. Nel frattempo è arrivato il dossier dell’Ires. E con le più che prevedibili reazioni. La prima è quella dei sovranisti: “La vendita degli ospedali di Tortona e Novi Ligure e la sostanziale chiusura dei presidi di Acqui Terme e Casale è la più probabile conseguenza della gestione fallimentare della sanità di Saitta e Chiamparino” attacca il consigliere regionale Gian Luca Vignale. Il quale, in una nota congiunta con il responsabile piemontese del Mns Marco Botta coglie l’occasione per dire che “secondo l’Ires la sanità nell’Alessandrino è stata mal organizzata e sta subendo un’offerta di posti letto inferiore alle necessità. Dai 98mila ricoveri del 2000 si è passati ai 67.700 del 2016, con una riduzione complessiva del 30%, ma con il 28% di alessandrini che si sono fatti curare in ospedali fuori dalla provincia di Alessandria e di questi il 15% fuori regione”.

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Per  i due esponenti della destra “lo studio evidenzia come sia stata completamente sbagliata la politica dei tagli in sanità che non solo ha portato una fortissima riduzione dell’offerta sanitaria riducendo il diritto alla cura per migliaia di cittadini della provincia di Alessandria, ma anche un deficit nel bilancio causato dal fortissimo aumento della mobilità passiva verso Lombardia e Liguria”. In verità il dossier dell’Ires contempla anche altre ipotesi, ma il solo prospettare la chiusura di alcuni degli attuali ospedali – già oggetto di duri scontri tra le amministrazioni locali e la Regione in occasione della riforma della rete ospedaliera approntata dall’allora direttore generale Fulvio Moirano – non potrà che suscitare ulteriori reazioni, rinfocolando polemiche mai del tutto sopite sul tema più complesso e politicamente scivoloso della politica regionale qual è la sanità.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    11:02 Mercoledì 20 Giugno 2018 enricoal Bar dello sport, nuova gestione

    Errori, mancanza di privacy, poca igiene, distrazione, mancanza di personale, Problemi in ordine di apparizione: Femore mamma, io e infermiere a rimettere a posto il femore,dopo mi spingo la barella in reparto Fatto un clistere, dimenticano di mettere la padella. Si sfila flebo sangue. Faccio una tranquilla email evidenziando alcuni problemi, dove potrebbero migliorarsi, ma la direzione sceglie di inoltrare la mia mail in tutti i reparti, con il mio nome e cognome visibile a tutti. Una direzione che non sa gestire una semplice mail, non può gestire del personale. Siamo comunque fortunati, la professionalità dei medici rimane buona. Enrico

  2. avatar-4
    19:58 Martedì 19 Giugno 2018 tandem Da qualsiasi parte

    Da qualsiasi parte la giri, su tutto il Piemonte la politica sanitaria di Saitta-Moirano si rivela un disastro in continuo peggioramento. Ci vorranno anni per riportare tutto alla normalità....

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