GLORIE NOSTRANE

Grazie alla banca Appendino campa

La sindaca va in visibilio di fronte al gotha della finanza nostrana. E battezza con legittimo orgoglio la nascita del nuovo polo assicurativo di Intesa San Paolo. Poi la solita photo opportunity con Gros-Pietro, Messina e Profumo

“La città è la banca e la banca è la città, e lo dimostra su tutti i fronti”. Non sta più nella pelle la sindaca di Torino, Chiara Appendino, al battesimo del nuovo gruppo assicurativo torinese di Intesa Sanpaolo. “Quando un soggetto così importante decide di puntare su Torino, su un nuovo polo”, è il segno che “qui si proverà a costruire un modello per affrontare le sfide del futuro”. Un tripudio di legittimo orgoglio sabaudo: “La sfida che noi abbiamo, soprattutto quando le risorse economiche sono scarse, è affrontare e costruire insieme i nuovi modelli facendo rete su tutti i settori; noi come istituzioni faremo la nostra parte”, ha concluso la prima cittadina prima di mettersi in posa per la foto di rito attorniata dagli alti papaveri dell’istituto di credito e del suo principale azionista istituzionale, la Compagnia di San Paolo.

Una conversione alla cinica ragion di stato, quella che ha segnato la metamorfosi della scapigliata Giovanna d’Arco casalinga, quando dai banchi dell’opposizione tuonava contro il famigerato “Sistema Torino”, nelll’odierna figurina istituzionale compresa nel tailleur d’ordinanza. Del resto (anche) grazie a Intesa riesce a tenere in piedi le traballanti casse del municipio dell’azienda di trasporti Gtt e grazie alla fondazione può evitare di tirare giù il sipario del Regio, provare a risolvere la grana del Moi, finanziare qualche iniziativa. E con Iren riesce pure a far volare i droni.

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