FINANZA & GIUSTIZIA

Finpiemonte, Gatti torna dai pm

L'ex presidente interrogato dai magistrati continua a professare la propria estraneità. Dopo di lui sentita come testimone la dirigente Cravioglio. L'inchiesta penale verso la conclusione. Azione legale verso la banca Vontobel, ma si tratta per ricollocare l'investimento

Fabrizio Gatti è stato nuovamente interrogato. Stamattina l’ex presidente di Finpiemonte, indagato per peculato in merito ai bonifici da circa sei milioni di euro partiti dal conto nella banca Vontobel verso le società di alcuni presunti complici, ha lasciato la sua abitazione (dove è agli arresti domiciliari) ed è stato sentito dal sostituto procuratore Francesco Pelosi e dall’aggiunto Enrica Gabetta. Assistito dall’avvocato Luigi Chiappero e dal collega Luigi Giuliano, Gatti ha ribadito la sua linea difensiva, quella già utilizzata di fronte al gip dopo l’arresto,  dichiarandosi estraneo a quanto avvenuto: non sono sue le firme sugli atti che dispongono i bonifici verso le società di Pio Piccini e Massimo Pichetti, i due imprenditori che sono intervenuti nel salvataggio della sua Gesi Immobiliare a rischio fallimento a seguito di un investimento andato male.

Dopo aver risposto alle domande dei pm, Gatti sarebbe uscito dal Palazzo di giustizia più sollevato. L’inchiesta sarebbe ormai alle fasi conclusive. Lunedì scorso in procura è stato interrogato il funzionario della banca elvetica, Francesco Cirillo (assistito dall’avvocato Ezio Audisio). Anche il bancario è indagato pure lui per concorso in peculato. E nel pomeriggio, dopo Gatti, è stata sentita come persone informata sui fatti Bianca Cravioglio, la responsabile del settore amministrazione, finanza e controllo che aveva sollevato dubbi sui conti svizzeri sia alla dimissionaria direttrice generale Maria Cristina Perlo, sia allo stesso Gatti.

Invece a Palazzo Lascaris continueranno ancora a riunirsi in seduta congiunta, almeno fino alla fine di luglio, le commissioni che stanno cercando di approfondire la vicenda di Finpiemonte. L’intenzione è quella di arrivare a una relazione finale il più condivisa possibile dai consiglieri regionali. Oggi, nell’ultima della prima tornata di audizioni, sono stati sentiti di nuovo la Perlo e il presidente Stefano Ambrosini, che ha informato i consiglieri regionali di aver incaricato uno studio legale per predisporre un’azione contro la Vontobel, a cui si affianca anche la trattativa per ricollocare il prodotto finanziario all'origine dell'affaire. Hanno invece dato buca i rappresentanti dello studio Tosetto, Weigman e associati, che fornì a Finpiemonte una valutazione su alcuni aspetti contrattuali con la banca svizzera.

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