VA' PENSIERO

Vattimo: "Sono tempi brutti, teniamoci stretto Chiamparino"

Tra i primi intellettuali a manifestare simpatia per i grillini, il filosofo torinese ora si mostra preoccupato: “Mi hanno deluso, sono succubi di Salvini in un governo di destra”. E per la Regione auspica il bis del governatore: “Non ci sono astri nuovi nascenti”

“Temo molto questo Governo Lega-Cinquestelle. E lo trovo altrettanto pericoloso”. È un giudizio forte quello che dà il filosofo del pensiero debole. Forza e debolezza allarmano e deludono Gianni Vattimo alla richiesta di una sua visione dell’alleanza che da poco guida il Paese, ma che subito giustifica la tesi contenuta dell’ultimo suo libro – Essere e dintorni (La nave di Teseo) –, ovvero il dovere della filosofia dell’impegno attivo, “politico nel senso più etico del termine, di capire e partecipare alla realtà che viviamo”. Un Matteo Salvini “che di fatto governa, spesso apparendo su alcune questioni violento” e che, incarnando modi e pensieri della destra incute timori nel cattocomunista vissuto per anni nell’ammirazione di Fidel Castro e, più di recente, di Papa Francesco sognato come “leader della sinistra mondiale riconosciuto da un’internazionale papista comunista”. E poi, un Luigi Di Maio “deludente, in quanto non leader sufficiente per poter tenere testa alla Lega che, purtroppo, in questo momento è la vera forza politica che governa”.

Non la prima delusione che riceve dai Cinquestelle, in verità: qualche anno fa l’oggi ottantaduenne che guardando dalla finestra di via Po la sua mai abbandonata Torino sognava l’Avana e la Revolucion, si vide sbatte la porta in faccia dal Movimento al quale si era proposto come candidato alle europee “Vattimo non è candidato, né candidabile” sentenziò Beppe Grillo. Un quarto di secolo prima, a pochi passi da lì, sugli scalini di Palazzo Nuovo aveva raccolto le firme per quell’Alleanza per Torino che porterà Valentino Castellani a diventare sindaco. Nessuna delusione, nessun rimpianto. Anzi, magari, proprio una sorta di riedizione di quella formula innovativa e sì anche rivoluzionaria, potrebbe consentire al centrosinistra di restare al governo della Regione. “A patto che sia ancora Chiamparino il candidato presidente” avverte Vattimo, cedendo alla digressione tra il timore e la delusione per la guida del Paese e la speranza per quella del suo Piemonte. “Se nel frattempo nascerà un astro nuovo… ma non ne vedo, altrimenti teniamoci Sergio. Anzi, vista l’aria che tira teniamocelo stretto il Chiampa”.

Heideggeriano, cattolico, comunista, “la certezza di non trovare una sola ragione per non dirmi  castrista”castrista, omosessuale dichiarato quando farlo non era roba da niente, pensando ad un’ansa del Po che può diventare la Baia dei Porci nei piani strampalati della politica, dice senza esitare: “Io rimango chiampariniano”. Non crede alla riproposizione dell’asse Lega-M5s un altr’anno in Piemonte: “Non mi pare il posto giusto per farlo”, ma non vede neppure un sussulto grillino all’invadenza salviniana: “Hanno ceduto troppo. E poi la Lega è un movimento compatto, strutturato, mentre i Cinquestelle sono costitutivamente più deboli, meno ricchi di tradizione”. E con un asso giocato sul tavolo della politica che li ha portati a incartarsi: “Questa idea di dire che non sono né di destra, né di sinistra inizialmente può sembrare utile perché tende a non escludere nessuno, ma alla lunga dovranno decidersi. Certamente adesso sono in un Governo e quello dei due che comanda è la destra, la Lega. Loro tirano a campare, ma dovranno per forza definirsi” uscendo da quella dimensione oltre le definizioni tradizionali che ormai mostra il fianco a Salvini. Che “mi allarma per prese di posizione come quella sui vaccini, ancor più che per possibili interventi economici. Trovo sia un pericolo gravissimo per la salute”. E se al ministro degli Interni concede la ragione di “chiedere all’Europa un impegno corale sulla questione dei migranti”, il filosofo torinese non perdona al capo del Carroccio “modi che lo mostrano violento”.

Da sempre voce fuori dal coro, spesso pagandone il prezzo, Vattimo rivede anche il concetto di italiani brava gente e di un’Italia che non è razzista: “Gli italiani non sono mai stati veri razzisti perché costava troppa fatica esserlo, siamo dei razzisti moderati”. E lui che all’epoca ammise di aver votato Chiara Appendino al ballottaggio (al primo turno barrò la scheda a favore del compagno Kojak, Marco Rizzo) “perché mi stava terribilmente sul c… Renzi e Piero Fassino è troppo amico di Renzi”, oggi dopo la batosta del 4 marzo della sinistra “da uomo di sinistra dico che è come ammutolita. Forse ha qualcosa da dire, ma non osa dirlo”. Come nessuno ha detto nulla a lui, del suo vastissimo archivio. Nessuno, a Torino, gli ha proposto nulla. Così quel sapere custodito in intere casse zeppe di manoscritti, lezioni, appunti di uno dei maggiori filosofi italiani contemporanei è finito a Barcellona. Accolto in Spagna, come la nave Aquarius.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    11:06 Lunedì 25 Giugno 2018 moschettiere Povero inutile

    I teorici sul campo di battaglia in genere sono destinati alla lista dei caduti. Se poi anche la teoria scricchiola di suo... Tempo perso ascoltare un uomo fuori dal tempo, fuori dal mondo e col sospetto di diventare fuori di testa.

  2. avatar-4
    09:26 Lunedì 25 Giugno 2018 Damos Ora sì che il PD è TRANQUILLO ...

    ... Se un vecchio Barone Rosso , tanto depresso perchè nessuno lo invita più a fare dibattiti e presentare fantasmagoriche tesi filosofiche, ora sostiene il PD a spada tratta, siamo tranquilli : a maggio il PD non ci sarà più ... Vedasi le elezioni di ieri : anche un marziano lo avrebbe capito, ma tanti intellettuali e Baroni sbaronati sono ancora qui a ciarlare .... Inutilmente ! ...

  3. avatar-4
    02:05 Lunedì 25 Giugno 2018 gastone Come non capire nulla!

    Gli intellettuali non pagano sulla propria pelle (NATURALMENTE SOLO NELLE DEMOCRAZIE PERCHE' IN ALTRI REGIMI POSSONO ANCHE ESSERE AMMAZZATI E SUCCEDE!). Vattimo è persona di grande valore, intelligenza e cultura mah come quasi tutti gli intellettuali italiani vive fuori realtà, legge, specula, studia, analizza comodamente seduto alla scrivania delle sue belle case, indaga sui massimi sistemi e partorisce teorie adatte al momento storico che si sta vivendo, appoggia chi ritiene difensore delle proprie idee, ma curiosamente si dimentica di un'analisi forse più che mai necessaria in questo momento: i grandi cicli storici che da millenni evolvono per l'umanità tutta prevedono che chi governa pessimamente per decenni venga inevitabilmente sconfitto dando il via a una nuova fase socio/politica, i risultati della quale saranno visibili in prospettiva. Perchè stupirsi del fatto che dopo decenni di governi del tutto carenti e deleteri e corrotti e inefficaci in Italia (e forse nel mondo) ora prenda vigore una "reazione" popolare che chiede altro? Vedremo quali risultati questo enorme cambiamento epocale porterà, non lo sappiamo ma almeno prendiamone atto e soprattutto prendiamo atto che il vero responsabile di questa virata epocale non sono il popolo bue o le nuove filosofie politiche ma soltanto una sinistra che in tutte le sue varie declinazioni a Torino, in Italia e nel mondo ha totalmente fallito quello che sarebbe dovuto essere, per dettame ideologico, l'attenzione alle masse sofferenti, e qui la sinistra non esiste più da tempo immemorabile, inglobata da poteri forti e da atteggiamenti radical chic di miserabile ambizione sociale poco o nulla coerenti con i bisogni di un paese allo sbando.

  4. avatar-4
    09:13 Domenica 24 Giugno 2018 Paladino Seduta spiritica.....

    Il pd ormai é disperato se con una seduta spiritica evoca un vecchio trombone universitario opportunista per sostenere un vecchio trombone politico ormai senza fiato.... poveretti.

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