POLITICA & GIUSTIZIA

Caso Pasquaretta, Lo Russo in procura

Il capogruppo del Pd in Sala Rossa ascoltato dai pm sulla consulenza da 5mila euro affidata dalla Fondazione per il libro al portavoce della sindaca. Un fascicolo al momento senza indagati né ipotesi di reato

“Non posso dire niente”. È andato via dalla procura di corsa Stefano Lo Russo, il capogruppo del Partito democratico in Sala Rossa, ascoltato stamattina per quasi due ore come persona informa sui fatti dagli investigatori che indagano sulla consulenza da 5mila euro (poi restituiti) affidata al portavoce della sindaca, Luca Pasquaretta, dal Salone del Libro.

Lo Russo aveva scoperto la vicenda che potrebbe inguaiare il capo ufficio stampa del Comune di Torino. Durante l’edizione 2017 della fiera, Pasquaretta aveva ottenuto un incarico per affiancare il presidente Massimo Bray nella gestione della comunicazione e dei rapporti istituzionali. Fin dall’inizio, però, sulla consulenza sono emerse delle anomalie, a partire dalle punzonature fatte dallo stesso Pasquaretta, che testimonierebbero la sua presenza a Palazzo Civico nei giorni tra il 16 e il 31 maggio, quando invece risultava “distaccato” presso la Fondazione per il libro. Insomma, quel lavoro per cui era stato ingaggiato Pasquaretta l’ha svolto o no? Appresa la notizia dagli organi di stampa, il sostituto procuratore Gianfranco Colace, titolare dell’inchiesta sul Salone del libro, ha deciso di approfondire la questione affidando ai Carabinieri della procura gli accertamenti. Per ora è stato aperto un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato. Dopo aver sequestrato il materiale a Pasquaretta e aver sentito alcune persone informate sui fatti (tra cui alcuni alti dirigenti del Comune)  i militari sono tornati in municipio per acquisire le registrazioni delle sedute d’aula in cui è stata discussa la vicenda. 

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