LA SACRA RUOTA

La salute di Marchionne sul futuro di Fca

Lo stop forzato accelererà la successione al vertice del gruppo automobilistico? E la famiglia Agnelli-Elkann deciderà di stringere i tempi della cessione del ramo industriale? Domande che si accavallano in attesa del suo rientro dalla convalescenza

L’estrema discrezione che ha circondato il ricovero in una clinica svizzera di Sergio Marchionne e il guardare allo stato di salute dell’ad di Fca in maniera diversa a come si farebbe di fronte a “una sosta ai box”, come è stato descritto il ricorso all’intervento chirurgico alla spalla quando è crollato il muro di riserbo, alimentano e suffragano le voci di un’accelerazione del cambio al vertice del gruppo. Dopo lo scoop di ieri di Lettera43 e la sintetica conferma dell'azienda molti si interrogano sullo stato di salute del manager dei due mondi e sulle ripercussioni che potrebbe avere sul destino della casa automobilistica.

Il termine del suo incarico è, da tempo, fissato all’aprile del prossimo anno. Una data che, proprio alla luce dello stato di salute e di un eventuale decorso di cui nulla è dato sapere, potrebbe essere anticipata di alcuni mesi. Ipotesi, nulla di più, vista la delicatezza della situazione e l’assenza di notizie ufficiali: la stessa conferma del ricovero e dell’intervento chirurgico sono arrivate da Fca solo dopo indiscrezioni riportate da alcuni organi di stampa.

L’ultima uscita in pubblico di Marchionne, apparso affaticato nei movimenti e nella parola, risale allo scorso 26 giugno quando il manager aveva partecipato alla consegna ufficiale di una jeep Wrangler all’Arma dei carabinieri. Da quel giorno di lui non si sono perse le tracce, fino all’indiscrezione, poi confermata da un portavoce di Fca, del ricovero; spiegando che Marchionne era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico a una spalla ed era in fase di recupero.

Un intervento probabilmente non programmato da tempo se è vero che lo scorso 29 giugno era stata disdetta all’improvviso la riunione fissata a Torino con i manager asiatici e statunitensi sulla Jeep. Marchionne aveva pure in agenda, per oggi 6 luglio, una visita ad Atessa, in provincia di Chieti, alla Sevel, azienda frutto di una joint venture tra Fca e la francese Psa. Anche questo appuntamento era stato annullato giorni fa, senza spiegazioni, alimentando ulteriormente supposizioni e un clima di incertezza sul prosieguo, sia pure solo fino alla prossima primavera, della guida del gruppo da parte del manager italo-canadese. Per la cui successione da tempo circola assai più di un nome e a questi viene legata la prospettiva stessa di Fca: Marchionne vorrebbe indicare il suo erede, scegliendo una figura capace di dare prosecuzione a quanto da lui fatto nel corso del suo mandato, mentre il presidente John Elkann, azionista di maggioranza, viene descritto come sempre più propenso a una cessione. Magari alla coreana Hyundai che vede la presenza nel proprio azionariato di Paul Singer, numero uno del fondo Elliott, nel cui board siede, guarda caso, Alfredo Altavilla, top manager Fca e successore in pectore dello stesso Marchionne (graditissimo a Elkann molto meno all'attuale ceo).

Nell’agenda di Marchionne c’è una data, quella del prossimo 25 luglio, quando a Torino è previsto il cda per la valutazione del secondo trimestre 2018. Un giorno importante e atteso (dai mercati e non solo) per la presenza e alle rassicurazioni dello stato di salute del numero uno di Fca.

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