ORGOGLIO & PREGIUDIZIO

Fermiamo la barbarie di casa nostra

Dopo l'episodio del ragazzo omosessuale picchiato a San Salvario, questa notte è stata aggredita la giovane Osakue, nazionale di atletica, italiana di origine nigeriana. Laus (Pd) contro il clima che "alimenta questa ignobile deriva"

"Non dovrò operarmi all'occhio: l'uovo che mi hanno lanciato questa notte ha provocato solo un'abrasione alla cornea con versamento di liquido sulla retina che guarirà con un po' di cortisone. Ora sono molto più tranquilla". Daisy Osakue, la studentessa italo-nigeriana di Moncalieri, atleta di lancio del disco colpita la scorsa notte da uova lanciate da un'auto in corsa, rassicura sulle sue condizioni di salute, ma non nutre dubbi sulle motivazioni del gesto.

"Credo che sia un episodio di razzismo, perchè in quella zona ci sono prostitute di colore e mi hanno scambiata per una di loro. Quei vigliacchi pensavano che fosse una di quelle ragazze che non li avrebbe denunciati". E mentre è confermata per sabato la partenza dell'atleta azzurra per Berlino dove sono in programma dal 6 agosto gli europei di atletica leggera, questo ennesimo atto razzista ha suscitato un coro di indignazione e di condanna dalle istituzioni e dalle forze politiche, pur con alcuni distinguo.

“Non si può colpevolizzare la Lega dell'idiozia di talune persone. – afferma la senatrice torinese del Carroccio, Marzia Casolari - Anche perché  questa ragazza fa parte di una nazionale sportiva nostra, è una rappresentante sportiva nostra, non vedo perché la si debba aggredire” incorrendo inconsapevolmente (o no) in un rattoppo peggio dello strappo. Insomma, non fosse stata un’atleta azzurra e cittadina italiana l’aggressione sarebbe stata motivata o meno grave? Per la parlamentare leghista, comunque, si tratta di “un deficiente che va perseguito e punito".

Sono altre, invece, le responsabilità che un altro inquilino di Palazzo Madama, Mauro Laus (Pd) individua in questo come in precedenti fatti in cui la matrice razzista appare inconfutabile e di cui parlerà nel tardo pomeriggio in un suo intervento in Aula. “La  politica e il Parlamento hanno il compito di agire sui comportamenti prima ancora che sui reati, agire culturalmente prima ancora che sul piano giudiziario” spiega il senatore che pur non citandolo si riferisce al ministro dell’Interno Matteo Salvini e quel clima “che alimenta una ignobile deriva che è nostro compito contrastare con fermezza e con rigore”. Laus, ricordando “il grave episodio di violenza avvenuto di recente in uno dei quartieri più centrali di Torino, dove uno studente diciannovenne è stato picchiato a sangue in strada perché, cito testualmente dalla ricostruzione dai fatti, “camminava in modo troppo gay”, rimarca come “questo è solo uno dei tanti, troppi fatti di cronaca che nel nostro Paese hanno sullo sfondo l’omofobia e più in generale l’intolleranza e la discriminazione”.

Per il parlamentare del Pd anche “il caso dello scontrino contenente insulti a una coppia di avventori omosessuali, verificatosi in un ristorante di Roma qualche giorno fa, la dice lunga infatti su come l’ignoranza sia il nemico più insidioso in ogni battaglia di civiltà e di libertà che ci troviamo ad affrontare”. E se “sempre a Torino, il capo della Procura è stato costretto, dall’evidenza dei fatti, a mettere nero su bianco, in una direttiva, che l’aumento dei reati d’odio nel suo territorio di competenza è conseguenza diretta del clima socio-politico”, la responsabilità della politica, di chi dovrebbe garantire la sicurezza e l’ordine pubblico “è schiacciante”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    16:11 Martedì 31 Luglio 2018 dedocapellano Mah a saperlo!!

    Chissà se l'ex Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte ed oggi senatore della Repubblica si ricorda quando proprio a Torino fiorivano i cartelli "non si affitta a meridionali". Credo proprio di si essendo lui nato in Basilicata ed immigrato a Torino. Caro Laus non credo che quei cartelli fossero ispirati dalla Lega che era ancora di la da venire ed il sindaco della città era il comunista Diego Novelli (colpa sua ?) La città di Torino comunque nonostante gli odiosi cartelli (io all'epoca vivevo in altra per me quei cartelli erano veramente incomprensibili!) ha consentito a Mauro Laus di diventare un imprenditore (lui e la sua famiglia sono i proprietari della Rear) scalare le "vette" della politica ed essere oggi senatore di questa repubblica che lui ed il suo partito definiscono "razzista". Senza voler scomodare le scienze statistiche mi limito ad osservare che "una rondine non fa primavera". Tre casi di aggressione a persone di colore nero in un giorno ? quanti casi di aggressione nello stesso giorno a persone di altro colore ? mah a saperlo!!

  2. avatar-4
    22:27 Lunedì 30 Luglio 2018 LuigiPiccolo la madre degli imbecilli è sempre incinta

    La definizione esatta sono codardi Vili e figli di puttane

  3. avatar-4
    18:21 Lunedì 30 Luglio 2018 Bambù paura

    ...ho molta paura... ...tra un po' se la prenderanno con le donne questi "maci"... ...e qualcuno con i terroni...

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