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Valzer delle poltrone nei palazzi di giustizia

Tra gli ultimi atti del Csm prima dello scioglimento ci sono state le nomine dei vertici del tribunale di Alessandria, ma anche della procura mandrogna e di quella di Cuneo. Il pm Padalino era interessato alle ultime due, ma ha ritirato le domande

Un nuovo procuratore capo a Cuneo, un nuovo procuratore capo ad Alessandria e, sempre qui, un nuovo presidente del tribunale. Prima della fine del suo mandato (a settembre ci saranno i nuovi componenti), il Consiglio superiore della magistratura ha nominato i vertici di alcune sedi giudiziarie del Piemonte, ma anche preso atto del pensionamento di Armando Spataro a metà dicembre.

 

Alla guida alla procura di Cuneo, al posto di Francesca Nanni, andrà il sostituto procuratore di Torino Onelio Dodero, per anni magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Torino con un trascorso a Caltanissetta, dove si è occupato anche delle inchieste sulla strage di Capaci e sul fallito attentato all'Addaura contro il giudice Giovanni Falcone. La quinta commissione del Csm, quella che si occupa delle nomine, ha proposto al plenum del consiglio la sua nomina all'unanimità sottolineando la sua esperienza, ma anche la capacità di collaborazione, con le forze dell’ordine, con le altre procure e le organizzazioni giudiziarie europee, sia quella di gestione: Dodero è stato per brevi periodi alla guida della procura di Novara. Molti altri magistrati avevano fatto domanda, in alcuni casi con l’obiettivo di ottenere una valutazione dal Csm.

 

Per la procura di Alessandria, posto occupato da Mario D’Onofrio fino ad aprile, c’è stata una corsa a due. La quinta commissione ha dato cinque voti a Enrico Luigi Tito Cieri, attualmente sostituto procuratore Bologna, e un voto a Filippo Santangelo, pm a Forlì, ma alla fine il plenum ha nominato il primo, in passato impegnato nelle inchieste sulle Nuove Br e sull’omicidio di Marco Biagi, sulla strage di Bologna, ma anche sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna (il processo Aemilia). Aspirava a guidare questi uffici il sostituto procuratore torinese Andrea Padalino che da gennaio, su interpello dalla procura generale del Piemonte e della Valle d’Aosta, aveva preso temporaneamente il coordinamento dei pm mandrogni, ma ha revocato la domanda, così come ha ritirato quella presentata per la procura cuneese. Padalino, a lungo in prima fila contro la criminalità e il terrorismo, è sotto procedimento disciplinare del Csm, mentre gli inquirenti milanesi stanno valutando la sua posizione dopo quanto emerso da un’inchiesta intorno a un avvocato, Pierfranco Bertolino, un appuntato dei carabinieri e altre persone accusate di corruzione e corruzione. Rimanendo ad Alessandria, a guidare il tribunale, invece, andrà Antonio Marozzo, già a capo del tribunale di Casale Monferrato e poi Vercelli. Una carriera quarantennale, si legge nei resoconti del Csm, con “una ventennale esperienza di funzioni semidirettive e direttive”.

 

Resterà a Torino il sostituto procuratore Ciro Santoriello, pm del gruppo "Reati economici” che negli ultimi tempi si è occupato delle indagini su Eurofidi, Gtt e Csp. Santoriello aveva fatto la domanda per diventare procuratore aggiunto a Bologna, in una procura guidata da Giuseppe Amato, suo ex capo a Pinerolo. Il Csm, valutando positivamente la conoscenza della materie di cui si occupa e la sua preparazione scientifica, ha optato per una promozione interna, quella di Morena Plazzi, che ha più esperienza in una grande procura e dimostrato maggiori capacità organizzative.

 

Questo movimento di nomine, nel risiko dei palazzi di giustizia del Piemonte, è un assaggio di quello che potrà avvenire l'anno prossimo. Con il pensionamento di Spataro il Csm sarà chiamato a scegliere anche chi guiderà la procura di Torino, una delle più importanti d'Italia, e i nomi dei candidati che già circolano sono molti. Due potrebbero essere i candidati interni, Paolo Borgna e Annamaria Loreto. Fino a pochi mesi fa con il "grado" di procuratori aggiunti e guidavano i gruppi specializzati nella sicurezza urbana e nei reati contro le fasce deboli. Passati i dieci anni in quei ruoli, hanno mantenuto incarichi di rilievo, il primo come vicario di Spataro, la seconda come coordinatrice della Direzione 
distrettuale antimafia. Avrebbero i requisiti per cercare di tornare al palazzo di giustizia dedicato a Bruno Caccia anche due magistrati cresciuti a Torino prima di andare fuori: l'attuale capo di Ivrea Giuseppe Ferrando e Gabriella Viglione, aggiunto a Cuneo. Non ha voluto escludere l'eventuale candidatura del procuratore generale del Piemonte e della Valle d'Aosta, Francesco Saluzzo. Secondo indiscrezioni giornalistiche potrebbe candidarsi al ruolo anche l'attuale procuratore generale di Reggio Calabria Bernardo Petralia, che però ha assunto quel ruolo soltanto un anno fa, e il magistrato vicepresidente di Eurojust Filippo Spiezia.  

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