POLEMICA

Fondi Periferie tra stop and go

Verranno riassegnati con il decreto su Genova i finanziamenti che il governo bloccherà con il Milleproroghe. Risorse garantite a chi ha progetti subito cantierabili. In ballo ci sono 1,6 miliardi, 107 milioni per il Piemonte

“Fondi salvi” annuncia Chiara Appendino, ma è l’unica a esultare, dopo l’incontro a Roma tra i sindaci e il premier Giuseppe Conte sul miliardo e mezzo dei bandi periferie cancellato da un emendamento al Milleproroghe. Il vertice è stato teso, il presidente dell’Anci – l’associazione dei Comuni – Antonio Decaro dichiara di “non sospendere le relazioni istituzionali con il governo perché il presidente del Consiglio si è impegnato entro una settimana, dieci giorni, a risolvere il problema creato dal blocco dei fondi per il bando periferie”. Intanto, però, il taglio resta e per il Piemonte vale 106,9 milioni (Asti perde 6,8 milioni, la Città metropolitana di Torino 39,9 milioni, Biella 4,1 milioni, Vercelli 7,6 milioni, Alessandria 18 milioni, Cuneo 17,9 milioni, Verbania 8 milioni, Novara 7,3 milioni).

Il cortocircuito politico-istituzionale sta tutto in quel che accadrà domani, quando, attraverso il voto di fiducia, la Camera darà il via libera definitivo al decreto Milleproroghe già approvato in Senato. Collegato al provvedimento ci sarà pure l’emendamento che blocca i contributi dei bandi periferie. Insomma, per dirla con il deputato Pd Andrea Giorgis il premier “si è impegnato a risolvere domani il problema che sta creando oggi”. E infatti a Conte è stato chiesto ancora questa mattina dai sindaci di far decadere l’emendamento che cancella, almeno temporaneamente, i finanziamenti riportando le lancette del tempo allo scorso dicembre, data della firma delle convenzioni tra i sindaci e l’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

“Ci sono convenzioni firmate, appalti aggiudicati, milioni di persone che sperano nella riqualificazione di dove vivono” attacca il senatore dem Stefano Lepri. Il taglio incide su una misura che vale 1,6 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti 1,1 miliardi di cofinanziamenti pubblici e privati. A beneficiarne sono 96 tra Comuni (87) e Città metropolitane (9) per 1.625 interventi da realizzare sul territorio di 326 comuni complessivi. Città e paesi in cui risiedono quasi 20 milioni di italiani. L’Anci ha esaminato lo stato di avanzamento dei progetti di 39 delle 96 amministrazioni locali coinvolte. L’importo complessivo dei 39 progetti è di 1.218.483.706 euro. Le amministrazioni hanno contrattualizzato impegni per 42.717.919 euro. Le spese certificate dai soggetti affidatari ammontano a 12.381.058 euro, mentre pagamenti sono stati effettuati per 8.832.529 euro. Nel 33 per cento dei casi sono già state attivate le procedure di gara per l’esecuzione dei lavori, per un importo complessivo vicino ai 65 milioni di euro, mentre nel 9 per cento dei casi i cantieri sono già stati aperti. La Città Metropolitana di Torino godrebbe di un finanziamento statale da 40 milioni di euro per progetti complessivamente da 93 milioni (calcolando le quote dei Comuni e dei privati). Una quarantina di progetti di cui “oltre il 60 per cento sono già esecutivi” afferma Alberto Avetta, ex vicesindaco metropolitano, oggi consigliere e numero uno di Anci Piemonte.

Tra gli interventi del bando periferie vi sono, ad esempio, la riqualificazione dell’ex ospedale psichiatrico di Collegno (2,5 milioni), la messa in sicurezza della centralissima Via Lanzo a Borgaro (2 milioni), la riqualificazione della Borgata Gerbido di Grugliasco (1,6 milioni), la realizzazione del canale scolmatore di Moncalieri (5 milioni) e la messa in sicurezza di due plessi scolastici comunali sempre a Moncalieri (1,2 milioni) e ancora la riqualificazione dell’area Pra Granda di Venaria Reale (900 mila euro).

Una mediazione possibile prevede lo sblocco di una parte dei finanziamenti per tutti quei progetti che sono già esecutivi, rimandando ai prossimi anni l’erogazione di quelli più indietro. Per Appendino il ripristino delle risorse è già cosa fatta, la sindaca di Torino parla di “ottimo risultato”, ottenuto “grazie alla determinazione di tutti gli amministratori metropolitani e grazie al governo”.  I suoi colleghi, però, sembrano meno ottimisti. Decaro pone un aut aut al governo: “Come ho annunciato direttamente al presidente Conte, se non si arriverà alla soluzione, noi sindaci non parteciperemo più ai lavori della conferenza unificata, dal cui esame passano tutti i provvedimenti”.

Al termine di una concitata giornata tra annunci e smentite trapela la possibile soluzione individuata dal premier Conte. Una parte delle risorse del bando periferie saranno inserite nel decreto su Genova, che il governo si appresta a varare la prossima settimana, o al massimo entro 10 giorni. Gli 1,6 miliardi stralciati dal decreto Milleproroghe saranno riassegnati sulla base di una lista di priorità che i Comuni segnaleranno al governo: in questo modo i progetti non si fermeranno. Chi ha opere già cantierabili (o addirittura in cui sono già partiti i lavori) quest’anno, dunque, potrà disporre dei fondi dello Stato, mentre chi le farà partire nel biennio successivo potrà comunque predisporre le convenzioni necessarie.

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