ECONOMIA DOMESTICA

L'auto rallenta e frena l’export

Anche i mercati asiatici sono meno recettivi. La performance del Piemonte nei primi sei mesi dell'anno è sotto la media nazionale: “Un campanello d’allarme”. Critica la situazione di Torino, tiene il comparto metalmeccanico

L’auto e i mercati asiatici frenano le vendite all’estero del Piemonte. Nei primi sei mesi del 2018 - secondo i dati Unioncamere - il valore delle esportazioni piemontesi si attesta a 24,3 miliardi di euro, con una crescita di debole intensità sull'analogo periodo 2017 (+1%). La performance è meno brillante di quella nazionale (+3,7%) e delle regioni nord-occidentale (+4%). Il Piemonte si conferma quarta regione esportatrice, con una quota del 10,5% ma tra le principali regioni esportatrici è stata quella che ha realizzato il risultato meno brillante. Il settore più in difficoltà è quello dei trasporti che aveva trainato la crescita nel 2017 e genera un quarto delle esportazioni regionali: le flessioni più consistenti riguardano auto (-18,8%), ferrotranviario (-45,9%) e nautica (-10%). Frenano i Paesi asiatici con una riduzione delle vendite in Cina (-16,4%), dovuta anche in questo caso ai mezzi di trasporto. In flessione anche l’export verso Giappone (-12,8%), Corea del Sud (-5,8%) e Hong Kong (-9,0%).

Il primo semestre del 2018 è stato positivo per tutti i principali settori di specializzazione delle esportazioni piemontesi ad eccezione però dei mezzi di trasporto, che avevano trainato la crescita nel 2017. Questo comparto, che genera un quarto delle esportazioni regionali, aveva subito una battuta d’arresto già nel primo trimestre dell’anno, confermata anche dal risultato complessivo del I semestre 2018 (-8,7%). In particolare le flessioni più consistenti hanno riguardato l’export di autoveicoli (-18,8%), del ferrotranviario (-45,9%) e della nautica (-10,0%). La meccanica, secondo comparto delle esportazioni regionali, ha evidenziato uno sviluppo delle vendite oltre confine del 2,8%. L’alimentare, terzo settore con un peso di poco inferiore al 10%, ha realizzate una crescita importante rispetto allo stesso periodo del 2017 (+9,3%). Una dinamica vivace ha caratterizzato la filiera della gomma plastica (+7,4%) e quella dei metalli (+5,6%). In crescita anche il comparto del tessile abbigliamento (+3,7%).
 
“I dati sono un importante campanello d’allarme per l’economia sia italiana sia piemontese. La forte flessione dell’export dell’auto deve farci riflettere sul ruolo strategico di questo settore nella nostra bilancia commerciale e sulle politiche da adottare a livello istituzionale” commenta Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte.
 
A livello territoriale si evidenziano performance positive per tutte le realtà provinciali escluso il capoluogo regionale, che, a causa del trend dei mezzi di trasporto, segna una flessione delle vendite oltre confine dell’11,6%. Cuneo, seconda provincia dell’export regionale, registra uno sviluppo del 5,8%, risultato identico rispetto a quello mostrato da Novara. Alessandria incrementa le vendite oltre confine del 5,6%, Verbania cresce del 6,0%, mentre i risultati più incoraggianti appartengono a Vercelli (+8,8%) e ad Asti (+96,6%). Il risultato dell’astigiano, che pesa comunque solo per il 7,3%, sul dato regionale è spiegato dall’ottimo andamento evidenziato da tutti i settori ed in particolar modo dal comparto metalmeccanico, quello dell’elettricità ed elettronica e della gomma plastica.

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