MONDANITA'

Compagni di merenda (sinoira)

Chiamparino tira pacco ad Ambrosini e in sua assenza tutte le attenzioni sono rivolte alla Porchietto. Dalla Compagnia di San Paolo a Finpiemonte, i piatti forti ai tavoli della vipperia sabauda

Ha fatto tardi alla Festa dell’Unità, ieri sera, Sergio Chiamparino e, sebbene nel congedarsi in gran fretta dall’area di corso Grosseto abbia persino saltato la tradizionale visita allo stand dei volontari, lasciando musi lunghi tra i militanti, il governatore non è riuscito a raggiungere la villa ai piedi della collina, dove pur era atteso, per la merenda sinoira organizzata dal padrone di casa, Stefano Ambrosini. Un vero peccato, perché a dispetto del bel 7 che si è affibbiato, con manica piuttosto larga, sul palco della kermesse piddina, nel giardino dov’era attovagliato un nutrito drappello dell’élite nostrana avrebbe raccolto giudizi un tantino diversi sull’operato suo e della sua giunta.

La situazione politica e, soprattutto, l’imminente scadenza elettorale regionale ha tenuto banco nei capannelli e non solo tra gli addetti ai lavori, invitati bipartisan: Davide Gariglio e Mauro Laus per il centrosinistra, Claudia Porchietto e Michele Vietti per il centrodestra. E tra un “amme amme, che brutto momento signora mia” e una catilinaria contro quegli incompetenti che stanno a Roma, più d’uno s’è lasciato andare a uno struggente rimpianto per le larghe intese. Con Chiamparino convitato di pietra, tutte le attenzioni sono state rivolte verso la neo parlamentare azzurra, negli ultimi tempi alquanto “gettonata” agli eventi mondani: sarà lei a succedere a Chiamparino? Le scommesse (senza puntate, però) fioccavano così numerose che sembrava di stare in una sala zeppa di allibratori e non in rigoglioso garden affollato di persone perbene.

A far le veci del Chiampa, Tom Dealessandri, il Reschigna del Comune e suo compagno di interminabili partite di scopa e scala 40. A tutti l’ex vicesindaco ha riservato una parola di conforto, di rassicurazione, di sprone per quella che si annuncia la competizione elettorale più difficile dell’amico Sergio. Ammirevole, anche se a giudicare dalle facce e dai commenti alle sue spalle c’è ancora molto da fare per riuscire a convincere questa “società civile” con incarichi a piè di lista a gettarsi nella mischia di una battaglia persa in partenza.

Rifocillata da un catering vegetariano per l’occasione “corrotto” da qualche fetta di salame (per il resto tanti formaggi, sformato di melanzane e medagliati con funghi), la vipperia casalinga ha affrontato nelle proprie conversazioni, con la naturale leggerezza del rango, le questioni più dirimenti di questa decadente stagione (nel senso dell’estate). E così la consigliera della Compagnia di San Paolo, Anna Maria Poggi, ha svelato in confidenza alcuni particolari della travagliata successione di Piero Gastaldo, addossando gran parte della responsabilità al presidente Francesco Profumo. In merito all’altra vicenda “scottante”, lo scandalo Finpiemonte, ci si è limitati, in casa del presidente, a formulare gli auguri di buon lavoro al neo direttore generale Marco Milanesio, anch’egli della combriccola.

Lavoro, business, relazioni internazionali sono stati il piatto forte di molti commensali; dal segretario generale della Camera di Commercio Guido Bolatto al presidente nazionale di Federmeccanica Alberto Dal Poz ad altri noti imprenditori, fra cui Stefano Serra, ex consigliere di Eurofidi, e Giulio Rolando, patron della Iscot, con la bella moglie, la scrittrice Ottavia Casagrande. Ed ancora Giancarlo Cerutti, presidente delle omonime officine (storica azienda di Casale Monferrato, nel cui cda sono entrati lo scorso anno Ambrosini e Roberto Testore) e Gianfranco Brasso, proprietario degli impianti della Via Lattea. Molto corteggiato il presidente del Tribunale di Cuneo Paolo Demarchi.

Questa sera si replica. Il commercialista Paolo Ceruzzi, molto vicino al Vaticano, giro dello Ior, ha organizzato alla Reggia di Venaria un importante evento benefico, con cena di gala a seguire (10mila euro a tavolo), a sostegno dell’associazione Ausilia da lui presieduta, che si occupa di aiutare i bambini malati e bisognosi. Non dovrebbero mancare, tra gli altri, Profumo per la Compagnia di San Paolo e Giovanni Quaglia per la Fondazione Crt, il “Ministro dell’Istruzione” del Vaticano cardinal Giuseppe Versaldi, un top manager di Assicurazioni Generali e lo stesso Ambrosini.

Torino insomma sarà pure in declino, ma la mondanità non conosce crisi.

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