POLITICA & GIUSTIZIA

"O con la sindaca o con Torino"

Nel processo sui fatti di piazza San Carlo è inconciliabile la costituzione di parte civile del Comune con la posizione di imputata di Appendino. Il parere del segretario generale Penasso. Un groviglio amministrativo e giuridico su cui si scornano M5s e Pd

Condizioni inconciliabili. Da una parte il Comune che potrebbe essere chiamato al banco degli imputati come responsabile civile per i fatti di piazza San Carlo (con la sindaca Chiara Appendino e altre quindici persone a processo per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro), dall’altra - invece - potrebbe sedere ai banchi delle parti civili, cioè con le persone e gli enti danneggiati . È il paradosso sottolineato dal segretario generale del Comune Mauro Penasso in un parere fornito al consigliere della Lega Fabrizio Ricca con cui spiega che la costituzione di parte civile potrebbe andare a scontrarsi con quanto previsto dall’articolo 28 della Costituzione sulla responsabilità di un ente per quanto commesso dai propri organi: “In altri termini, la Città potrebbe ritrovarsi nella paradossale situazione di essere chiamata essa stessa nello stesso processo quale responsabile civile dai soggetti danneggiati e ad esercitare, in relazione ai medesimi fatti, identica azione di responsabilità nei confronti dei propri coobbligati in solido”, cioè potrebbe poi rivalersi sulla sindaca, dirigenti o funzionari eventualmente condannati. Ma non solo: su questo “conflitto” dovrà decidere un giudice, lo stesso che potrebbe valutare la costituzione di parte civile, e un altro conflitto sorgerebbe “in relazione alla pratica necessità processuale di dover articolare difese divergenti e per loro stessa natura non compatibili”. Quindi bisognerebbe rinunciare a sostenere una delle due posizioni. E se chiamata come responsabile, non sarà facile rinunciare.

Il numero uno della burocrazia cittadina esclude poi l’obbligo per la sindaca di “attivarsi direttamente per promuovere la costituzione di parte civile (anche) nei propri confronti”. Ma questa situazione potrebbe essere risolta grazie alla procedura penale: “Il pubblico ministero può chiedere al giudice di nominare un curatore speciale”, evitando un conflitto d’interessi al Comune e alla Appendino. Un groviglio normativo che diventa politico di fronte alla richiesta avanzata dalle opposizioni alla prima cittadina di far costituire la Città come parte lesa nel processo su piazza San Carlo.

La relazione del segretario generale è un assist servito al Movimento 5 Stelle che oggi, durante la conferenza dei capigruppo, ha bocciato la proposta del Pd di discutere la mozione in Consiglio già lunedì, così da poter arrivare alla costituzione di parte civile in tempo per l’apertura dell’udienza preliminare il 23 ottobre. L'opposizione utilizza vicende giudiziarie “per battaglie politiche ed è inaccettabile” secondo la capogruppo grillina Valentina Sganga. Da parte dei promotori, invece, ci sarebbe l’intenzione di tutelare l’istituzione: “La costituzione di parte civile nel processo - replica Stefano Lo Russo, capogruppo Pd - è un atto a tutela della Città in quanto istituzione potenzialmente lesa dai fatti accaduti che non solo non esclude minimamente anche successive azioni risarcitorie a valle del processo, ma dovrebbe prescindere sempre da considerazioni politiche a tutela degli imputati”. 

Di parere contrario, invece, l’esponente pentastellata: “La costituzione come parte civile non è obbligatoria per tutelare l'ente” perché “è sempre possibile - alla fine del processo penale - agire in sede civile per ottenere il risarcimento danni”. Non solo. Come ricorda Penasso nel suo parere il Comune potrà rivalersi nei confronti dei propri amministratori e funzionari e così potrà fare anche la Corte dei conti. Quindi secondo Sganga non c’è bisogno di avviare “una procedura nebulosa come quella della nomina di un curatore speciale, né di impegnare l'amministrazione ad agire contro sé stessa in un caso di evidente conflittualità di interesse”. Infatti, essendo la sindaca tra gli accusati ed essendo stata la giunta a emanare la delibera per concedere la piazza ai tifosi, l’amministrazione avrebbe dovuto nominare un curatore speciale il quale si sarebbe dovuto occupare della costituzione di parte civile. Ma i grillini non vogliono e citano casi in cui il Comune non si è mosso, come nel processo per abuso d’ufficio che vedeva imputati l’ex assessore al Commercio Alessandro Altamura, l’ex city manager Cesare Vaciago e alcuni funzionari comunali.

Tuttavia la città si è costituita parte civile in altri processi per vicende che vedevano la propria immagine danneggiata: gli avvocati hanno rappresentato il Comune nel processo per il rogo della ThyssenKrupp e in quello denominato “Minotauro”, nel processo contro Vaciago per i presunti broglio nel concorso per dirigenti, in quello per l’incendio appiccato alla Continassa e ancora in quello per l’omicidio di Alberto Musy. Invece, nonostante le richieste di una parte politica, non si era costituito nel processo per la tentata corruzione all’Amiat, il caso denunciato da Raphael Rossi.

Senza l’accordo dei capigruppo, la mozione non verrà discussa il prossimo lunedì. Starà al presidente del Consiglio comunale Fabio Versaci decidere quando calendarizzarla col rischio che il documento venga discusso quando l’udienza preliminare per piazza San Carlo sarà già cominciata.

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