Curto salva la ghirba. Ribaltone rimandato

Il Federale di Sel si trasforma nella notte dei lunghi coltelli. Salta per due voti la spallata al segretario che di fatto non ha più la maggioranza. Robotti infuriato con i suoi “Scilipoti”

UN PO' DI PACE! Michele Curto

Quando all’alba del nuovo giorno il Federale di Sel si conclude e alla spicciolata attivisti e cacicchi escono dal quartier generale di Lungo Dora Savona la sensazione è che dalla lunga notte dei veleni nessuno esca davvero vincitore. Il segretario Michele Curto salva la ghirba: la sua relazione ottiene 39 voti favorevoli e 37 contrari con 4 decisive astensioni. Non è certo un successo, anzi la certificazione che la maggioranza politica con la quale è stato eletto non c’è più, proprio nel giorno in cui il suo predecessore Antonio Ferrentino lascia il partito. Lui per ora preferisce galleggiare fino a settembre, poi si vedrà. La consigliera regionale Monica Cerutti, dopo aver animato la fronda interna, si astiene dal voto, i suoi si dividono tra chi si schiera contro, chi si astiene e chi addirittura non si presenta. Stefano Moro, uno dei tre membri della segreteria che, attraverso le proprie dimissioni, aveva di fatto aperto la crisi fa sapere ad alcuni compagni che la sua esperienza in Sel è finita.

 

E’ il giorno più difficile della gestione Curto. Lui, però, decide di lottare e trova una sponda in alcuni membri del parlamentino fino a pochi minuti prima legati a un ramo della minoranza interna, quello afferente a Luca Robotti: tra loro il consigliere comunale di Venaria Franco Izzo, da poco uscito dalla maggioranza di centrosinistra e, come fanno malignamente notare alcuni, appena assunto al partito. Robotti è tra i più imbufaliti e definisce tanti “Scilipoti” quelli che lo hanno tradito. A caldo parla di «un segretario sotto tutela della Fiom, privo di una visione minimamente unitaria, circondato da un gruppo dirigente che si comporta da “guardia repubblicana”». E ancora: «gongolarsi per aver preso due voti in più delle minoranze (facendo campagna acquisti tra le fila della minoranza) è infantile, quasi puerile, il segno di una cultura che si spaccia come nuova ma pecca dei peggiori vizi della vecchia politica».

 

In tanti prendono la parola e ognuno sfoga rabbia e rancori. Luca La Vaille, coordinatore di commissione alla Circoscrizione V accusa dal palco “non paghiamo l’affitto da tre mesi e abbiamo cinque persone a libro paga”. Da Roma nei giorni scorsi era giunto anche l’ex parlamentare Francesco Ferrara per tentare di sanare la faglia interna, ma è stato inutile. La percezione è che si sia ormai raggiunto il punto di non ritorno. Ma se Sparta piange Atene non ride. Le minoranze hanno deciso di tenersi alla larga dalla disputa «non ci saranno congiure di palazzo da parte nostra» ha ribadito Marco Grimaldi in qualità di speaker delle opposizioni, che si è tradotto in nessuna mozione di sfiducia. Sarebbero bastati quei due o tre voti che ha fatto mancare l’uscita lampo di Ferrentino per la spallata di qui la richiesta al segretario di «un passo indietro per farne due in avanti». Proposta respinta. La nave prosegue, il timoniere naviga a vista.  

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