Acqua Santanna

I giovani turchi assaltano Torino

Orfini a Torino per presentare la nascita di Rifare l'Italia, la componente dei quarantenni, lealista nei confronti di Bersani. Sinistra in Rete pronta a diventar parte di un'area più ampia

Anche in Piemonte i giovani turchi di Pier Luigi Bersani hanno il loro avamposto. Dopo aver annunciato la necessità di superare Sinistra in Rete, l’area fondata a suo tempo per dare casa agli ex Ds del Pd, Stefano Esposito è pronto a diventar parte di un progetto più ampio. Dopo cinque anni a Montecitorio e le battaglie su Tav e fondi olimpici, non ci sta più a essere uno dei tanti cacicchi nel deserto democratico piemontese. «Le correnti, così come si sono imposte, ovvero per tirare la volata a questo e a quello in vista della competizione elettorale, non hanno più senso». Lo aveva detto nei giorni scorsi allo Spiffero e lo va ripetendo ormai in ogni enclave partitica.

 

In questo contesto va inserito l’incontro che la componente guidata a Torino da Mario Sechi e dal sindaco di Settimo Aldo Corgiat ha avuto con Matteo Orfini, responsabile Cultura della segreteria Bersani. E’ anche lui uno dei cosiddetti giovani turchi, i quarantenni che chiedono il rinnovamento senza brandire la bandiera della “rottamazione”: insomma, sono i pretoriani del segretario, pronti ad arginare la forza d’urto del sindaco di Firenze Matteo Renzi in vista delle primarie. Era a Torino giovedì per presentare "Rifare l’Italia" una componente nazionale dei trenta-quarantenni del Pd che vogliono un partito a trazione socialdemocratica, ancora guidato dall’ex ministro diessino: tra questi anche il responsabile economico e del lavoro Stefano Fassina, anche lui a Torino nei giorni scorsi e protagonista, proprio insieme a Esposito, di un tour in Valsusa dove ha visitato il cantiere dell’alta velocità. «Queste primarie si stanno trasformando in un congresso di partito - ha argomentato Esposito - E noi che stiamo in Parlamento ci stiamo facendo travolgere dalle nostre incertezze. Come possiamo indietreggiare di fronte alle preferenze, sulle quali invece dovremmo condurre noi una battaglia di democrazia?». E che l’imminente consultazione popolare sarà l’occasione, nel caso vincesse Renzi, di un complessivo stravolgimento della classe dirigente del partito è ormai opinione diffusa. Di qui la volontà di costituire un avamposto che possa reggere all’assedio, qualora si presentasse. In caso contrario i giovani turchi sarebbero in prima fila per assumere incarichi amministrativi e di partito, pronti a guidare la transizione.

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