GRAN TORINO

Continassa, altolà del Comune alla Juve

Il progetto di riqualificazione dell'area non è in discussione, ma chi va a trattare con chi c'è già? Il Pd teme il rischio di contenziosi eterni e penali salate. E in Provincia c'è chi fa le pulci alla variante

Dopo lo stadio, la cittadella bianconera. Ma chi va a trattare con chi c’è già? Come annunciato all’inizio di ottobre la Juventus investirà circa 41,5 milioni per riqualificare l’area della ex cascina Continassa, dove oggi sorge già lo Juventus Stadium e l’Area 12, sede del museo juventino e di un centro commerciale. Perno del progetto, che interesserà complessivamente un’area di circa 260mila metri quadrati, sarà il trasferimento del centro sportivo della prima squadra da Vinovo, a cui si accompagnerà l’insediamento nella Cascina Continassa della sede sociale del club, la realizzazione di un hotel con 120-130 stanze da utilizzare anche come foresteria dalla prima squadra, un cinema multisala dotato di 10 maxischermi, un centro benessere e sportivo e residenze private. Al Comune andranno circa 10,5 milioni per il diritto di superficie oltre a un milione in oneri di urbanizzazione attraverso gli interventi di riqualificazione dell’area pubblica. Praticamente un affare per tutti.

 

Ma c’è un problema: in quella stessa area oggi c’è l’Arena Rock, con tanto di pista per i Go-Kart ormai pronta dopo anni di lavori, il parcheggio per gli spettacoli viaggianti e il PalaTorino, già Mazda Palace, oggi in gestione al Gruppo Togni. Chi va a dir loro che devono traslocare? A portare la spinosa questione in Sala Rossa è stato il capogruppo dipietrista Giuseppe Sbriglio, che quando era assessore allo Sport aveva assegnato tramite gara pubblica un pezzo di quell’area a Expo Rent, per realizzarci un kartodromo e altre opere collegate. «La città non deve dire alla Juventus “ti do l’area”, accollandosi tutte le responsabilità di una difficile trattativa con chi lì c’è da anni. Che la Juventus si faccia carico anch’essa del problema, altrimenti dei 10 milioni che ci danno gran parte li dovremo spendere per liquidare chi c’era prima» ha affermato in commissione il consigliere democratico Luca Cassiani. Nelle settimane passate, il Comune si è già detto disponibile a individuare una nuova area per Arena Rock all’interno dei propri confini, facendosi carico anche delle spese per il trasferimento: quella partita sembra facilmente risolvibile. Lo stesso non si può dire per gli spettacoli viaggianti che il Comune vorrebbe lasciare lì e per il PalaTorino, dal momento che con il Gruppo Togni ci sarebbero già altri contenziosi.

 

Intanto anche dalla Provincia di Torino giunge voce di approfondimenti sull’operazione. Il consigliere Pd Salvatore Ippolito, già vice sindaco di Venaria ha presentato un question time e attacca: «Com'è possibile che sia stata affidata quell'area senza gara pubblica?», e ancora: «Perché non si sono coinvolti i comuni limitrofi a partire da Venaria, che rischia di rimanere schiacciata tra la cittadella juventina e la Reggia?». Ippolito chiede, inoltre, l'adeguamento della viabilità intercomunale per evitare di congestionare il traffico in occasione dei grandi eventi: «Torino non può fare come se gli altri comuni non esistessero».

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2 Commenti

  1. avatar-4
    23:03 Mercoledì 24 Ottobre 2012 silvioviale Beghe tra nuovi e vecchi assessori

    Si tratta di decidere se è interesse della città che la Juventus riqualifichi l'area piuttosto tribolata e desolata della Continassa. Mi pare che sia mancata una linea di azione degli assessori e che molte questioni poste siano pretestuose. L'importante, come dico dai tempi della strategia "una città, due squadre, due stadi" , che il costo a carico della città sia zero. Magari dei vantaggi. Non c'è alcuni stop alla Juventus. Solo qualche problema da risolvere, ma è interesse di Torino che la Juventus investa a Torino. Per fortuna sono finiti i tempi in cui qualcuno parlava di Modena o altre città.

  2. avatar-4
    22:42 Mercoledì 24 Ottobre 2012 Cinghiale Legittimità procedure di affidamento

    Se, nell'affidamento degli appalti, non sono stati adottati i procedimenti ad evidenza pubblica, non sono neppure stati rispettati i principi comunitari di uguaglianza e concorrenza leale. Conseguentemente, visti i volumi d'affari e di danaro coinvolti nella maxi operazione di cui sopra, le procedure di affidamento diretto poste in essere allo stato sono regolari e legittime?

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