GRILLINI

Cinque stelle, regole a uso e consumo

Solo due anni fa lo stato maggiore piemontese aveva sancito la non eleggibilità per gli staffisti del gruppo regionale. Alla riunione erano presenti anche Castelli e Scibona, oggi candidati per uno scranno in Parlamento

Regole e trasparenza. Le due parole d’ordine con le quali è nato il Movimento 5 Stelle stanno diventando un boomerang, e le Parlamentarie della scorsa settimana non sono che l’ennesimo snodo di un percorso nel quale una massa sempre crescente di attivisti si piega ai dettami di un vertice bicefalo composto dal leader politico Beppe Grillo e dal suo gran visir Gianroberto Casaleggio. Insomma, uno vale uno e due valgono per tutti. Nessuna certificazione di organismi terzi su chi ha votato, sulle preferenze espresse e tanti dubbi su chi ha gestito in modo “assoluto” la partita. Meno di 100 mila persone hanno designato una pattuglia di un centinaio di deputati e senatori. Sulla base di un video.

 

Le regole. Quelle che hanno costretto - dopo un’eccezione pro domo Grillo - Fabrizio Biolè a cessare di rappresentare il Movimento  in Consiglio regionale. Quelle evidentemente dimenticate anche in occasione delle candidature per i seggi romani. Si legge nella diciottesima votazione di un verbale di cui è entrato in possesso Lo Spiffero: “i membri dello staff, come sopra definiti, devono rinunciare a candidarsi o accettare nomine a ruoli istituzionali per tutta la durata del loro incarico”. 11 favorevoli 1 contrario. E poi l’illustrazione della ratio: Si vuole evitare che un collaboratore retribuito dei consiglieri usi il suo ruolo come “trampolino” per altri incarichi istituzionali.

 

Il riferimento è a una riunione dell’associazione Movimento 5 Stelle Piemonte che si svolse il 10 aprile 2010 all’indomani delle elezioni regionali. Presente tutto lo stato maggiore grillino, dai neoeletti Davide Bono e Biolè al futuro candidato sindaco di Torino Vittorio Bertola. Il tema erano appunto le regole, nel momento in cui il Movimento era pronto a individuare quelli che sarebbero diventati i collaboratori del gruppo regionale. Presente (ma senza diritto di voto) anche Laura Castelli, che, vista la mala parata, aveva appena abbandonato Mariano Turigliatto, di cui era stata collaboratrice a Palazzo Lascaris. C’era anche Marco Scibona, un altro allora in procinto di entrare come “tecnico” nell’emiciclo di via Alfieri, così come Ivan Della Valle, terzo candidato in Parlamento staffista, che però non compare nella relazione. Entrambi, evidentemente in barba alle regole che loro stessi si erano dati, a distanza di due anni non solo si sono candidati, ma hanno anche riscosso un grande successo. Per ora alle regole si è applicata una deroga, con il bene placito dello Staff e di Grillo. Sarà anche in questo caso, come per Biolè, la spada di Damocle per azzerare il dissenso?

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    10:43 Martedì 11 Dicembre 2012 wd le regole sono una cosa complicata

    Facilissimo definire regole perfette, a priori. Sono secoli che fior fiore di pensatori lo fanno. Salvo poi accorgersi della loro inapplicabilità all'atto pratico. I partiti sono fatti da umani, non da spiriti iperuranei. Anche Grillo è umano (e forse anche Casaleggio, chissà). Anche Grillo ha bisogno dei suoi strumenti di ricatto per governare. Se no come potrebbe fare? Con la persuasione?

  2. avatar-4
    08:26 Martedì 11 Dicembre 2012 priamo14 GRILLO-SCONI

    il tipo di analisi che si ripete, sempre uguale, da dopo lo svolgimento delle parlamentarie, mostra un aspetto del movimento che ci fa comprendere il perché la sua crescita corrisponde ad un calo di voti del PDL, invitando ad individuare, come elettore del movimento, un elettore di centro-destra. Il `profilo che emerge é sicuramente populista fatto di annunci e di comunicati ad inneggiare a successi che invece i numeri non giustificano. Emerge altresì un forte autoritarismo tipico dell'uomo solo al comando. Ultimo, ma non meno importante, un forte vassallaggio che ha minuto gia le prima vittime e alimentato i primi scontri interni. Populismo, autoritarismo e vassallaggio sono caratteristiche dell destra italian da sempre confermate da atti espliciti che inneggiano al superuomo e che mostrano uno strano e lampante parallelismo tra la traversata dello stretto e la battaglia del grano. Certo esistono altri aspetti del movimento 5 stelle ma il tipo di propaganda attuata e sicuramente orientata ad un elettorato di destra. Grillo e Casalengo hanno compreso prima di altri la crisi del berlusconismo e si propongono come nuovo partito di destra andando ad occupare lo spazio che sembra avere lasciaro libero il PDL.

  3. avatar-4
    23:45 Lunedì 10 Dicembre 2012 pcugin@tiscali.it i votanti SAREBBERO circa 30mila

    infatti c'era la tripla preferenza, quindi il totale delle preferenze va diviso per tre (salvo casi di 1-2 preferenze) per ottenere il numero di persone che hanno votato via internet. Ma andiamo tutti a spanne, perchè son dati di grillo senza alcun controllo... e cmq con questi numeri mi sembra molto più seria la votazione di X factor

  4. avatar-4
    17:15 Lunedì 10 Dicembre 2012 nelbeneenelmale si, però...

    Fate bene a cercare il pelo nell'uovo... però scommetto che nessuna formazione politica farà in tempo a fare le parlamentarie.

Inserisci un commento