Acqua Santanna

Il futuro dell’ex Moi

Le palazzine Moi occupate sono ritornate alla cronaca attuale con il riproporsi del tema dello sgombero, che rappresenta una miccia esplosiva lungo le strade del quartiere, che alimenta sensi di paura e di rivolta tra i cittadini e che, di certo, deve trovare soluzione in operazioni adeguate che eviti la contrapposizione cittadini residenti/cittadini stranieri.

Lungi dall’entrare nel merito di tempi e modi di intervento, che sono compito esclusivo e riconosciuto delle Istituzioni, il Circolo Pd Filadelfia Nizza Lingotto da tempo è impegnato sul destino delle Arcate dell’ex Moi e, in parallelo, sul recupero delle palazzine occupate e intende fare una sua proposta per il tempo futuro.

L’assunto iniziale si fonda sull’idea che le palazzine sono liberabili a fronte di alternative valide su un progetto di recupero sociale e urbano: per questo si immaginano: a) un obiettivo finale e b) una fase precedente di operatività immediata. Come obiettivo finale, il Circolo ritiene che una opportunità risieda nel legare questo pezzo di quartiere alle Arcate e ai progetti che le coinvolgono. Le arcate, prezioso e riconosciuto documento di qualità unitaria, architettonica e storica, degno di tutela, richiamano per questo stesso l’esigenza di essere conservate nella vocazione unitaria. Esse (e noi insistiamo nell’accostare anche le palazzine occupate) sono una parte significativa di città che deve essere riqualificata in coerenza con gli impegni programmatici assunti dalla nuova Amministrazione.

Quale migliore occasione dunque del progetto del Parco della Salute, per il quale anche la Giunta attuale dichiara essere “ … necessario uno specifico studio preliminare degli interventi di riqualificazione esteso a ciascun ambito con il compito di coordinare il progetto urbano …”. Dal nostro punto di vista questo significa, da un lato, riprendere e sostenere i progetti universitari già avanzati e, dall’altro, dare una destinazione d’uso alle palazzine coerente con questo obiettivo. Dunque si parta, per il tramite delle Istituzioni, da requisiti sicuri di titolarità della proprietà, da interlocutori affidabili e a maggioranza pubblica, da sensibilità adeguate al patrimonio di cui si tratta, da disponibilità all’intervento, da criteri di progetto unitario e da un reale confronto, preliminare e non ex post, degli attori titolati con il Quartiere che vive sulla sua pelle le trasformazioni urbane più profonde.

E nel frattempo? In parallelo con la fase progettuale, ma con operatività immediata, occorre che le palazzine (una volta svuotate) non siano lasciate all’abbandono e al degrado. E dunque il Circolo propone di avviare, fin da subito, un processo di riqualificazione e risanamento, che porti al recupero fisico-edilizio dei manufatti per restituirne agibilità e, nel contempo, come valore aggiunto e positivo, dia occasione di occupazione lavorativa. Il Circolo non si nega che debbano essere raccolte proposte compatibili con spazi, relazioni, risorse, investimenti, aspettative, … e si dispiace che qualcuno, nel tempo, sia arretrato nelle intenzioni. Il fatto ha portato nel quartiere profonda disillusione su come scelte e procedure cadano sul territorio senza la partecipazione dei cittadini e, allo stesso modo, scompaiano senza coinvolgerli, ma dopo aver formato attese importanti. È per questo che invitiamo tutti gli interlocutori (ognuno per la propria competenza) ad aprirsi ad un incontro con il quartiere e a lanciare con tempestività studi di fattibilità partecipati per non perdere una grande occasione di riqualificazione delle periferie.

*Anna Borasi, coordinatrice Circolo Pd Filadelfia Nizza Lingotto

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