Europa, nonostante tutto

Ci sono momenti dentro la nostra storia che proviamo piacere a farci del male. L’Inghilterra è uscita dall’Unione Europea indebolita, ferita e sanguinante con un futuro bagnato dalle lacrime dei giovani che nutrivano speranze oramai finite, con la spada di Damocle sulla testa di Irlanda e Scozia che non vedevano l’ora di volare lontano.

Nelle periferie di questa strana unità di stati prolificano i “geni” che predicano l’uscita dall’Unione Europea, non comprendendo che è quello che vogliono le superpotenze. Indebolire l’Europa darebbe spazio a un’anarchia economica e militare senza precedenti, d’altronde mica per nulla Trump e la Russia e perché no la Cina cercano di destabilizzarci da sempre. Questo insieme di Stati con una grande storia e una cultura millenaria che ha nutrito il mondo non può non capire ciò che sta accadendo. Il mondo ha bisogno dell’Europa: di una Europa diversa meno burocratizzata, una Europa forte che sappia incrementare la pace e la concordia tra i popoli, più attenta alle sue ricchezze interiori che al denaro.

Stiamo vivendo un momento difficile di sofferenza e di grande smarrimento dove può succedere di tutto; ascoltare i predicatori della fine del mondo ci porterebbe ad un ulteriore isolamento, dobbiamo combattere, cambiare i governi e le istituzioni che non funzionano, ma uniti dentro questo cuscinetto che si chiama Europa, senza saremmo dentro a una giungla alla merce dei forti, pronti a sbranarci.

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