Gentiloni #staisereno

Sono sempre più convinto che la fine del governo Gentiloni si stia avvicinando. E non solo perché Renzi dichiara il contrario, fatto questo che comunque dovrebbe deporre a favore di un’interruzione anticipata dell’attuale legislatura, visti i precedenti. Renzi lo negherà con l'argomento che mancano una manciata di mesi e che, quindi, non avrebbe alcun senso andare al voto anticipato, ma questo sarà esattamente l’argomento che a un certo punto verrà utilizzato per giustificarlo. Renzi è convinto che le elezioni anticipate  siano nell’interesse del PdR per una serie ragioni e le polemiche nei confronti del Ministri tecnici, scelti da lui, sulla vicenda Alitalia, sulla legge sulla legge sulla legittima difesa, dopo che aveva scoperto che è  stata un boomerang e sul “teleselling” e cioè sulla vendita telefonica di beni e servizi, lo dimostrano.  Come ha documentato con dovizia di particolari sen. Mucchetti anche in quest’ ultimo caso Renzi ha fatto “il furbetto”.

Renzi e il PdR hanno bisogno di andare il voto il prima possibile per le seguenti ragioni:
1) perché vuole andare alle elezioni prima che sia approvata la Legge di Stabilità. Essa, infatti, non sarà una passeggiata visto che si preannuncia una manovra di “lacrime e sangue” da 45/50 mld. Renzi non vuole che gli elettori gli presentino il conto alle prossime elezioni politiche, ritenendola “un atto di accusa” nei confronti della politica economica e delle scelte di politica finanziaria compiute dal suo governo che egli ha continuato a dipingere come capaci di far uscire il Paese dalla crisi.

2) perché questo è l’unico modo per tentare di impedire che si riorganizzi un campo di forze, che va da Pisapia ad Art.1-Mdp, capace  di sottrarre voti ad un PdR sempre più centrista e di rimotivare milioni di elettori delusi dalla sua politica e di costruire un centrosinistra largo. Il tempo giova a sfavore di un Partito che in assenza di “competitori” si illude e ha la presunzione di raccogliere i voti di un elettorato di sinistra in contrapposizione alla destra e al M5s, motivandolo con il “voto utile”.

L’unico ostacolo è rappresentato dal Presidente della Repubblica che continua a ritenere necessario evitare  “il rischio ingovernabilità” attraverso una riforma della legge elettorale. Che Renzi non vuole o vorrebbe alle sue condizioni. I suoi diktat dimostrano questo.

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