Revisori dei conti e degli equivoci

Una commedia degli equivoci potrebbe essere anche uno spettacolo divertente se a pagarlo non fossero i contribuenti torinesi. Quello che è accaduto ai Revisori dei Conti con l'esame del Bilancio preventivo di Torino è qualcosa di incredibile. In sede di esame del Bilancio, i revisori, colti da stanchezza e da sonnolenza (parole del loro presidente) hanno posposto al 2018 il pagamento della somma di 5 milioni di euro alla società Ream, società immobiliare della Fondazione Crt, come restituzione della caparra versata dalla società al Comune, nel 2012, per l'acquisizione dei terreni ex Westinghouse. La vicenda ebbe tutt'altra conclusione e ora il Comune deve restituire quei 5 milioni. Ma quando? Nel 2018 o nel 2017, come hanno stabilito i revisori correggendo a mano la loro relazione?

La politica ha le sue responsabilità e di errori, chi ha amministrato Torino negli ultimi decenni, ne ha commessi a iosa. Però, va detto con franchezza, che se gli errori della politica vengono sanzionati dagli elettori quando si recano nelle urne, gli errori commessi dai controllori degli atti amministrativi devono trovare una loro forma di sanzione. Se i tre revisori sono stanchi e l'attività alla quale sono stati designati è superiore alle loro forze, beh c'è sempre la possibilità di essere sostituiti. Sia che lo chiedano loro, e sarebbe la cosa più saggia, sia che a deciderlo sia l'organo amministrativo da cui emanano, anche se vengono nominati a mio giudizio con una legge errata. La situazione finanziaria delle casse comunali è in una condizione  a dir poco precaria e deficitaria, come ben sanno i torinesi, tanto che l'ultima novità si richiede ai cittadini di devolvere il 5 per mille alle casse del comune!!! Confermando con questo gesto la necessità di risorse che il comune non ha più.  Evitiamo almeno di aggiungere agli errori della politica le "sviste" di chi dovrebbe controllare l'adeguatezza e la conformità degli atti politici.

*Osvaldo Napoli, capogruppo Forza Italia Comune di Torino

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