“Secessione” alessandrina, ecco come

Nei prossimi anni molti piccoli Comuni Italiani scompariranno e gli ambiti amministrativi che oggi conosciamo non saranno più quelli. In realtà sarebbe opportuno che le ridefinizioni territoriali vedessero la partecipazione attiva delle comunità che meglio conoscono gli ambiti in cui sono nati e vivono. Il Comune di Alessandria fra i più vasti d’Italia è costituito dalla città e da una serie di località o frazioni sostanzialmente raggruppabili a Nord del Tanaro, San Michele, Valmadonna e Valle San Bartolomeo, a Sud dello stesso fiume, Cantalupo, Casalbagliano e Villa del Foro e a meridione del Bormida nella zona detta della “Fraschetta” e sono tanti, il più rilevante essendo Spinetta Marengo. Questi borghi hanno differenze storiche, geografiche, sociali ed economiche, tali da raggrupparli appunto in tre Macroaree, le quali poi confinano con Comuni autonomi simili, rispettivamente, Pietra Marazzi, Oviglio e Bosco Marengo, per citare i più rilevanti.

Dopo l’ abolizione prima della figura del delegato e poi dei consigli di quartiere, tutte le frazioni sono state dimenticate. Ma se a Valmadonna e Valle San Bartolomeo ci si lamenta per la lentezza dei lavori di manutenzione, cosa dovrebbero dire a Casalbagliano perennemente allagata o alla “Fraschetta” inquinata? Ed ecco quindi l idea della “secessione” del Nord di Alessandria, che chiameremo “Comunità delle Valli”, per costituire una nuova Unità con un comune preesistente, Pietra Marazzi, tale da mantenere l’invarianza dei numeri dei comuni stessi, con una popolazione di oltre 5mila residenti. Ma la stessa operazione può essere fatta dalle restanti due macroaree, la più importante essendo sicuramente la “Fraschetta”. Come? Mediante la costituzione di comitati o associazioni per la tutela e la promozione dei borghi interessati, inizialmente pungolo per l’amministrazione comunale “mandrogna” onde ottenere figure di rappresentanza e coordinamento fra i sobborghi e Palazzo Rosso, il decentramento di alcune attività amministrative, stante il progressivo invecchiamento della gente e conseguente difficoltà di raggiungere Piazza della Libertà, sede del municipio, e un costante mantenimento del decoro urbano, con rapidi interventi in caso di necessità. Ovviamente se nulla dovesse cambiare i comitati o associazioni potrebbero raccogliere le firme iniziando l’iter referendario per il distacco dalla “matrigna” Alessandria e la costituzione di nuove unità amministrative insieme a piccoli municipi preesistenti e confinanti.

Poiché questi percorsi devono essere conosciuti dai Cittadini, i quali saranno poi Loro a decidere in ultimo il da farsi costituendo o meno comitati o associazioni ed eventualmente procedendo alla raccolta delle firme necessarie per la proposta referendaria, nel quasi totale silenzio della Carta Stampata, il supporto fornito da quotidiani on-line come Lo Spiffero diviene fondamentale. In attesa che Cuttica e Co. battano un colpo. Da medico e sindacalista.

*Pietro Luigi Garavelli, medico e sindacalista

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