Per ripartire occorrono idee

La lunghissima crisi in Italia è stata raddoppiata o prolungata dalle manovre lacrime e sangue di Monti (nel 2009 abbiamo perso oltre 5 punti di Pil, nel 2012 e nel 2013 abbiamo perso oltre 4 punti di Pil) e la azione limitata o parziale dei governi del Pd, sta producendo effetti dentro la carne della società molto più pesanti di quanto immaginiamo o di quanto immaginano Renzi e Gentiloni e molti commentatori.

La disoccupazione, la cassa integrazione, l’aumento dei contratti a tempo determinato e la offerta di molti contratti a 750 euro mensili stanno impoverendo il Paese. Il calo del Pil procapite in molte regioni si scarica tutto sulle famiglie più umili. Così la diminuzione del giro di affari per molti commercianti, artigiani e piccoli professionisti.

Sono stati poco valutati, ad esempio, gli  effetti pesanti di questi anni sul risparmio degli italiani. Il livello del risparmio degli italiani nel 2016 equivale al risparmio del 1950. Le famiglie che hanno dato fondo a tutti i risparmi che era nel 2015 già al 36% nel 2016 è ulteriormente cresciuto al 41%. Gli italiani che hanno risparmi non hanno fiducia nel quadro politico e così il 30% dei nostri risparmi viene messo sotto il materasso.

È chiaro che se la situazione economica non migliora al più presto nel 2018 la situazione sociale rischia di esplodere. La stasi dei consumi e l’impoverimento della metà della popolazione ha prodotto un calo del giro di affari di artigiani, commercianti e piccoli professionisti così nelle piccole e medie imprese che operano solo nel mercato interno. Se si gira la città a piedi, cosa che consiglio a parlamentari, uomini di cultura e uomini di governo, si nota chiaramente come il cosiddetto disagio alias dramma di vivere sia cresciuto esponenzialmente.

Per ridare un sorriso e una speranza alla metà del Paese che sta male occorre far ripartire la nostra economia in modo robusto, di oltre 2 punti di Pil l’anno, che ricrei occasioni di lavoro e aumento del giro di affari del ceto medio. Ma la ripartenza dell’economia e del lavoro non credo possa essere generata da chi non ne è stato capace in questi anni o da chi, come i grillini, sta dimostrando di non avere neanche un disegno per le città che è stato chiamato ad amministrare.

*Mino Giachino, responsabile nazionale trasporti Forza Italia

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1 Commenti

  1. avatar-4
    23:09 Domenica 05 Novembre 2017 patty Analisi parziale, si omettono le enormi responsabilità del centrodestra

    Giachino evidenzia gli effetti della malattia (scarsa crescita economica) sulle persone, ma omette volutamente i maggiori responsabili. Che sono in parte al di fuori dei confini italiani, in parte indipendenti dalle politica. Volendo proprio insistere sulla politica italiana suggerisco un veloce raffronto tra i dati macroeconomici ed i governi (si tenga conto di un certo effetto 'trascinamento' tra la fine di un governo e gli effetti delle politiche economiche). https://it.wikipedia.org/wiki/Presidenti_del_Consiglio_dei_ministri_della_Repubblica_Italiana https://it.wikipedia.org/wiki/Dati_macroeconomici_italiani

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