Il Circolo ospiti le Vallette

Gentile Direttore,
mi inserisco nella querelle relativa alle dichiarazioni rilasciate via Facebook dal Presidente del Circolo dei Lettori dott. Luca Beatrice in merito alla vandalizzazione delle “Luci d'Artista” installate in piazza Montale. Mi permetto di farlo non in quanto membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico (seppure la vicenda ha una rilevanza pubblica di primo piano, meritevole di una presa di posizione netta da parte dei partiti), ma nelle vesti di semplice abitante di un quartiere periferico di Torino, Borgo Vittoria che è fra l’altro contiguo al quartiere Vallette.

Quello che mi ha più colpito del post, come è ovvio, è la parte finale, laddove si dice “ci sono dei luoghi dove la bellezza e la cultura non arrivano; vanno lasciati al loro triste destino”. Senza voler rinfocolare né inasprire la polemica, dal momento che molte e più autorevoli persone sono intervenute sul punto, mi preme segnalare che il “destino” cui fa riferimento il Presidente Beatrice non è quello del quartiere Vallette ma, con questi modi di interpretare gli eventi e il disagio sociale uniti ai consigli di abbandono di fronte all’ineluttabilità del fato, rischia di essere quello dell’intera città. Mi sembrano apprezzabili le scuse del Presidente, anche se pervenute dopo le numerose critiche ricevute.

Penso tuttavia che questo episodio possa rappresentare un’opportunità per una Istituzione culturale come il Circolo dei Lettori e insieme per i giovani del quartiere Vallette. Ad esempio, il dott. Beatrice potrebbe pensare di ospitare per una serata nel palazzo di via Bogino i giovani di piazza Montale e di viale dei Mughetti, ma non in qualità di uditori bensì di protagonisti. Una serata in cui possano raccontare le proprie attività, le proprie aspettative, il loro modo di immaginare il futuro, il rapporto con la città e le sue istituzioni. Quindi non un serata di sfogo in un contesto di raffinati parquet e tende damascate, ma una reale occasione di incontro in cui si possano raccontare, magari di fronte al pubblico interessato tipico del Circolo che, ne sono certo, avrebbe un’occasione irripetibile per conoscere dal vivo uno spaccato della nostra città che nella migliore delle ipotesi è romanzato, nella peggiore aprioristicamente denigrato.

Si tratta di una proposta personale frutto di una modesta riflessione sul valore simbolico di un gesto di riconciliazione con una periferia che rischierebbe di rimanere ferita due volte: la prima da svariati anni di marginalizzazione con gravi carenze di offerte culturali (se non quelle generosamente messe in campo fra mille difficoltà, ieri come oggi, dalla Circoscrizione); la seconda volta quella inferta da una personalità culturale autorevole, che immagina la soluzione nella rassegnazione fatalistica e nell’abbandono di un territorio-simbolo piuttosto che immaginarlo come una sfida ed una scommessa, questa sì culturale, a partire dall’ascolto dei giovani che la abitano. E da cui, forse, tutti avremmo qualcosa da imparare.

*Luigi Borelli, abitante di via Bibiana, Assemblea nazionale Pd

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