Il tempo stringe (a sinistra)

L’annullamento dell’assemblea del Brancaccio, reso pubblico da Anna Falcone e Tomaso Montanari, ha dimostrato la mancanza di  volontà di una rottura netta con il passato, cercando di coinvolgere  figure screditate dal loro appoggio a politiche neoliberiste come la riforma Fornero, il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione e il Jobs Act. Come militanti di partiti di sinistra,  attivisti sindacali e di  associazioni di base abbiamo deciso di proseguire il percorso interrotto. Ci siamo incontrati, come sta accadendo in tutta Italia, per lottare e progettare un futuro diverso. Non c’è più tempo per le mediazioni, gli spostamenti e le attese dei ceti politici. Abbiamo perso anche troppo tempo forse.  Non si tratta di demonizzare storie di sigle e di persone che sono anche generose e nobili, ma  in questi anni  si è scavato un abisso fra la società e la politica istituzionale. Chi ha vissuto nei palazzi, sembra aver perduto il contatto con i sentimenti, il pensiero, i bisogni del “mondo di sotto”. Non lo conosce più, parla un altro linguaggio.

La nostra proposta era ed è unitaria ma per cambiare tutto. Vogliamo uscire dal periodo delle politiche neoliberiste che hanno prodotto, attraverso governi di centrosinistra e centrodestra, devastazione del territorio, mercificazione della vita, del lavoro, del sapere, con continui attacchi alla democrazia e alla Costituzione antifascista. Vogliamo costruire una proposta politica e un discorso politico condiviso, che possa rappresentare donne e uomini, ragazze e ragazzi. Che dia spazio e voce per costruire un’alternativa. Occorre dire basta al fiscal compact eliminandolo dalla Costituzione e chiedendo una riscrittura dei trattati Europei. Basta con le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi pubblici. E’ necessario ricostruire i diritti di chi il lavoro ce l’ha, di chi l’ha avuto e di chi non ce l’ha, ripristinare  ed estendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Bisogna tornare a garantire un raggiungimento dell’età pensionabile decente, abolendo la riforma Fornero, aprendo così alle giovani generazioni l’accesso al mondo del lavoro, anche tramite la riduzione degli orari.  Garantire il pieno diritto all’istruzione e alla salute abrogando la “buona scuola”, ripristinando l’istruzione pubblica e gratuita e rispedendo al mittente i tentativi di smantellamento della Sanità. L’Italia deve tornare al dettato Costituzionale ripudiando davvero la guerra, tagliando le spese militari ed uscendo dalla Nato. Occorre pensare una nuova politica dell’accoglienza iniziando a riconoscere i diritti di chi nasce e cresce in Italia. Ci pare prioritario  ripristinare una cura della natura e del territorio, progettando   opere diffuse di manutenzione dello stesso e delle città, bloccando  le grandi e inutili opere come la TAV e il terzo valico. Ci battiamo infine, contro la violenza di genere,  nel pieno rispetto delle differenze umane per una società che ristabilisca l’equilibrio tra natura, esseri umani e animali.

Per cominciare, insieme, ad esistere. Per rappresentare un’alternativa di sinistra alla miseria politica e culturale che ci circonda.

Occorre rovesciare il tavolo.

*Hanno partecipato alla costruzione di questo percorso donne e uomini di Alessandria, Novi Ligure, Tortona, Ovada, Casale, Arquata Scrivia. Condividono questo percorso militanti di Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano

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