Autostrade, oltre l’emergenza

Da qualche giorno ormai, in Alessandria brindiamo all’impatto sociale dell’emendamento Bargero, per aver evitato che la provincia viva un’altra emergenza lavorativa dopo quelle legate alla crisi dei distretti (freddo, stampa, gioielleria…). D’altra parte quest’emendamento apre un interrogativo più grosso che tocca l’intera classe imprenditoriale e politico del Paese.

Infatti, questo provvedimento è l’ennesima misura emergenziale adottata in quest’ultimo trentennio in cui un continuum politico che va dal Pd a Forza Italia ha glorificato a più riprese il libero mercato globale come ultimo strumento di progresso sociale: un’azione dell’ultimo momento che il mondo politico ha messo in campo intravedendo e temendo le possibili conseguenze sociali che una normativa nata per garantire i presupposti atti a liberalizzare il mercato avrebbe potuto avere nel breve periodo nel proprio cortile di casa.

Ribadisco, in Alessandria brindiamo per aver salvato i posti di lavoro, ma credo necessario che come mondo imprenditoriale e politico ci si ponga una domanda. Crediamo veramente che il mercato sia una forza di progresso sociale? Allora dovremmo sapere, da Schumpeter in avanti, che l’innovazione di mercato è una forza distruttiva, e allora avremmo dovuto creare già da lungo tempo quegli strumenti di flessibilità, di formazione, atti a riqualificare le persone che via via il mercato mette agli angoli, estromette.

L’emendamento Bargero conferma che oggi queste misure, questi strumenti di formazione continua, non ci sono e allora la politica e dell’impresa deve intervenire per “salvare”, per fronteggiare il mercato. Possiamo anche decidere che il mercato non fa per noi, che ci va bene una realtà più stretta, una realtà in cui la libera concorrenza è domata per far posto alla sicura e piena occupazione. Sarebbe un mondo un po’ diverso da quello di cui abbiamo parlato per così tanti anni e solo perché non ha ancora funzionato non è detto che non funzioni. In entrambi i casi, però, il dibattito politico ed imprenditoriale dovrebbe accettare le conseguenze delle proprie scelte e lavorare per risposte sistemiche e non per semplici tamponamenti come quello che abbiamo vissuto, anche per smarcare la vita del Paese da ricatti e ricattini messi in campo da questo o quell’altro gruppo di pressione. Oggi in Alessandria brindiamo, ma è difficile voler pensare alle certezze che ci offre l’indomani al risveglio.

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