Così muore una democrazia

Vigilia di elezioni, preludio di casini, inciuci, confusioni cosmiche per difficoltà, a livello elementare, da parte dei cittadini di capire come e chi si vota... I politici ci vanno a nozze e al tempo stesso sono terrorizzati, che grande Circo Barnum queste elezioni! Che micidiale prova per un Paese allo sbando totale aggravato dalla peggiore legge elettorale degli ultimi decenni. In questo tragico minestrone politico si inserisce a Torino il coup de théâtre della vicenda “insulti a sangue” da parte della signora Lavinia Flavia Cassaro nei confronti dei poliziotti che facevano il loro lavoro, in realtà una roba di routine che vediamo in ogni evento a rischio tafferugli.

La signora pare appartenga alla galassia “antagonista”, Askatasuna molto potente a Torino: nessuno in città ha mai capito come e perché questo agglomerato spesso assai violento, di interessante composizione socio/culturale, non sia mai stato seriamente governato ed eliminato dato il decennale comportamento violento, distruttore, arrogante e provocatorio... mah sarà che lì dentro ci stanno, pare, figli di intellettuali, borghesoni, professionisti di grido, politici, professori universitari, varie intellighenzie intoccabili... insomma gente che conta?. Questo i torinesi non lo sanno e da decenni non capiscono come questa realtà così antisociale, violenta e parassitaria sia tollerata e protetta dalle Istituzioni, mah sarà uno dei misteri che avvolgono la città dell’occulto per eccellenza?

L’evento in questione segna un “salto di qualità o sotto qualità” nello sfascio collettivo, da un lato inquietante e dall'altro grottesco: la signora Livia Flavia Cassaro, in preda a una sorta di “delirio di onnipotenza” e/o “sindrome da protagonismo” forse un po' bevuta, bottiglia di birra in mano, con esaltazione tutta siciliana fra prefica e tragedia greca di serie zeta urlata al mondo, si stacca fisicamente dal gruppo “intellettual-rivoluzionario-antagonista torinese” di sua specifica appartenenza e inveisce con la violenza di una Erinni “de noantri” contro i poliziotti che fanno il loro lavoro, di routine, come sempre in occasione di eventi a rischio tafferugli.

Ciò che concretamente inquieta chiunque sia dotato di un normale e basilare buonsenso è: questa signora è un’insegnate e a mentecatti di questo livello sono affidati i bambini? Piccoli nel pieno di un’età evolutiva delicatissima sono alla mercé di personaggi così privi di autocontrollo, senso della realtà, così devastati e rosi da una violenza interiore senza freni, da totale mancanza di senso civico e di elementare cultura democratica?

Forse una riflessione ad amplissimo raggio, al di là delle eventuali sanzioni (già immaginiamo assai lievi, il buonismo sarà vincente!) che verranno applicate nei confronti di questa tragica, grottesca e assai disturbata signora, sarebbe davvero opportuno da parte di istituzioni che dovrebbero governare un Paese in caduta libera, in preda a un catastrofico collasso di valori e di rispetto della legge e dell’altro/altri, forse sarebbe opportuno recuperare il senso della vera Democrazia... se la Democrazia ha ancora un senso in questa povera Italia.

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