Terrorismo, non abbassare la guardia

Le molteplici operazioni di contro-terrorismo che, grazie al lavoro dell’Intelligence nazionale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato, hanno portato all’arresto di pericolosi e potenziali terroristi ci confermano due cose.

La prima è che lo strumento di contrasto e repressione del terrorismo è attivo più che mai, e questo grazie alla capacità e all’impegno di uomini in divisa, e in borghese, che giorno e notte vigilano sulla nostra sicurezza.

La seconda è che il fenomeno della violenza jihadista che sino ad ora ha soltanto sfiorato l’Italia, sta crescendo sempre più ed è sempre più vicino a noi. È la punta di un iceberg che sta emergendo e che ci mette a dura prova, minacciando la nostra sicurezza quotidiana.

L’arresto dei due giovani musulmani di 19 e 23 anni a Lanzo e Fossano, due realtà provinciali che conosco molto bene, dove forse mai avremmo immaginato si nascondesse il germe dell’islamismo radicale, ci riportano a quella dura realtà che dobbiamo essere in grado non solo di contrastare ma prima di tutto prevenire.

Guardo al Piemonte, dove i più recenti fatti si sono registrati, ma devo farlo in un’ottica nazionale e internazionale.

Il terrorismo dell’Isis, così come lo abbiamo conosciuto in Siria e Iraq sino a poco tempo fa, è stato sconfitto nella sua pericolosa natura “territoriale”. Ma oggi l’Isis si è trasformato in fenomeno sociale in grado di convincere una generazione di giovani musulmani in Europa e in Italia, alla ricerca di una propria identità, a uccidere in nome di una errata interpretazione dell’Islam.

Noi tutto questo lo dobbiamo prevenire, e per farlo è necessario dotarsi di uno strumento legislativo che coinvolga tutti gli attori in campo e abbia il coraggio di agire concretamente: attraverso un severo e serio controllo dei flussi migratori e mediante una strategia di prevenzione che coinvolga insieme agli organi di sicurezza anche i servizi sociali, la scuola, la società civile, le amministrazioni comunali. Non più e non solo singole iniziative, bensì l’azione univoca di un sistema che abbia ben chiaro quello che è il pericolo e come affrontarlo.

La prevenzione esiste se esistono gli strumenti legislativi adeguati: e questo possiamo realizzarlo grazie alla consapevolezza e al responsabile coraggio politico.

*On. Claudia Porchietto, deputato Forza Italia

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:54 Martedì 03 Aprile 2018 patty Non può essere solo fortuna, evidentemente dal Governo alle Forze dell'Ordine, dalle Istituzioni territoriali ai semplici cittadini, il Sistema Italia funziona

    Onorevole Porchietto, le elezioni sono passate, per cui almeno su certi argomenti si dovrebbe evitare la propaganda. Ad esempio in questo suo articolo manca un riconoscimento al lavoro fatto dalle Istituzioni, perché non può solamente essere fortuna se altrove ci sono disastri e da noi no. Ricordo che quando un aereo si schiantò sul Pirellone, l'allora presidente del Senato Pera (credo del suo partito) gridò all'attacco terroristico islamico, salvo scoprire dopo che era un piccolo industriale milanese che voleva suicidarsi in modo spettacolare. Penso che al netto della percezione di allarme sociale, il Sistema Italia stia funzionando, e forse pure grazie a quegli attori politici non iscritti al suo Partito.

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