Renzi, il Pd e le contraddizioni

Sono perfettamente d’accordo con chi sostiene che Matteo Renzi sia bravo, capace, innovatore. Insomma, un liberaldemocratico. Ma, come alcuni comunisti, non ammette gli errori commessi, e ritiene l’unica verità esistente, la sua. I dittatori di destra e di sinistra non fanno bene alla democrazia. È comunque l’unico del Pd che riesce a traguardarsi oltre la quotidianità. Ora si è inventato i gruppi Civici “Ritorno al Futuro”. Un modo intelligente per resettare il suo mondo politico di riferimento, inglobando nuovi soggetti. Renzi le porte aperte le sa tenere, peccato che siano gestiti in proprio e per pochi amici. C’è anche da dire che nessuno degli altri leader ha la stessa capacità organizzativa e di prospettiva.

Il Pd dovrà, prima o poi, fare i conti con tre contraddizioni interne. La prima riguarda il suo statuto che sarebbe ora di cambiare, differenziando il ruolo di segretario da quello di candidato premier. La seconda ha a che fare con le sue regole interne: bisognerebbe stabilire sanzioni severe per chi, iscritto o dirigente, dopo aver approvato le linee politiche, di indirizzo o di governo, il giorno dopo, all’esterno, si dissocia e critica le scelte; e chi perde si mette da parte e sta fermo un giro. La terza: bisogna infine chiarire una volta per tutte se il Pd è in grado di far convivere e portare a sintesi la cultura socialista, tradizionale, con quella socialista liberale e democratica. Queste due culture se non riescono a stare nello stesso partito devono pensare di organizzarsi in “Federazione” stabilendo regole ferree per evitare, subito dopo, la separazione. Noi “Ulivisti” dobbiamo pensare di andare oltre al Pd, dalle logiche correntizie e spartitorie. Dobbiamo rilanciare con forza le Idee di Carlo Calenda e Walter Veltroni sull’Europa. Un nuovo contenitore che candidi in Europa persone nuove e della società civile. Questo è l’unico progetto che mi sento di appoggiare. Tutto il resto è aria fritta e rifritta che appassiona gli iscritti ma rischia di non essere in sintonia con le esigenze del popolo.

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